Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

venerdì 30 luglio 2010

CCF e MPS: due pesi e due misure. NF

-
Guardate un po’: mentre il commissariamento del Credito Cooperativo Fiorentino, con siluramento del coordinatore del Pdl Verdini (cfr. http://www.creditofiorentino.it/comunicatostampa.pdf ) viene schiaffato alla ribalta dei media evidentemente perché ha dato fastidio al cartello dell’eolico in Sardegna – marchio R – (di cui un esempio qua http://www.stampalibera.com../?p=633 [1]), la perquisizione della sede di MPS, in relazione all’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano (cfr. http://www.comitatoampugnano.it/ [2] ), a sud di Siena, viene completamente oscurata, se non fosse per un trafiletto su Repubblica locale, “cronaca di Firenze” (vedi sotto). Avvenuta mercoledì, la notizia sotto, data due giorni dopo, significa poco o nulla per le persone digiune del caso Aeroporto di Siena.
Perché dalla lettura dell’articolo non possono capire che MPS ha direttamente selezionato il fondo equity Galaxy con una finta gara pubblica (falso in atti pubblici) e in totale conflitto di interessi. Si, perché Galaxy è costituito dalle Casse Depositi e Prestiti italiana, francese e tedesca (cfr. http://www.galaxy-fund.com/rubrique.php?id_rubrique=3 [3] ) ma mentre queste ultime sono al 100% pubbliche, la CDP, presieduta dal banchiere sinistro Bassanini – quello che per intenderci ha tolto il potere ai sindaci per darlo ai “tecnici” leggi “funzionari bancari” e che ha lavorato per anni nella commissione Attali a favore dello sviluppo economico….della Francia (cfr. ) – è costituita per il 60% dal Tesoro e per il 40% dalle… fondazioni bancarie, nella persona dell’avv. Luisa Torchia, di cui in primis quella di MPS…. (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Cassa_depositi_e_prestiti [4] e https://www.acri.it/4_rise/modulistica/comunicati_stampa/files/com_stampa_200773_101455_cs20040122.pdf [5] ) .

Ma c’è di più, il fondo equity Galaxy, appena fuoriuscito dalla compagine societaria di Aeroporto di Siena Spa per evidenti irregolarità nella procedura di selezione, può essere considerato una “spin off” della Banca europea per gli Investimenti, che per conto della Commissione europea ha assegnato 25 milioni di euro al fondo da investire nell’ambito del Programma di Reti Transeuropee (cfr. http://iate.europa.eu/iatediff/FindTermsByLilId.do?lilId=871676&langId=en [6] ), in particolare per progetti di trasporti che ne “soddisfino i criteri”. Si vede che la distruzione del paesaggio, del turismo e dell’agricoltura sostenibili e dell’acquedotto del Luco della piana di Sovicille, a sud di Siena, rientravano tra i criteri, altrimenti Commissione europea e BEI si sarebbero opposte a quell’utilizzo criminoso dei fondi.

Anzi, ben lungi dall’opporvisi, si legge sul sito di Galaxy che “Galaxy e la cooperazione Commissione europea/BEI costituiscono la prima applicazione delle agevolazioni di capitale a rischio delle RTE, istituite nel 1995 ai sensi delle quali la Commissione europea è autorizzata a portare avanti investimenti equity in progetti di RTE. Ai sensi di questa Direttiva europea, il settore privato è suscettibile di massimizzare l’investimento della Commissione europea con un fattore leva di 2,5.”
E poi si dice che la Commissione europea vuole lottare contro la speculazione finanziaria! Ma se questo era un investimento diretto della Commissione europea, sportello operante per conto della BCE attraverso la sua filiale BEI….!? Poi c’è ancora chi crede nella bontà di tanto fumo negli occhi della retorica rovesciata delle istituzioni europee.

Caso Swift. Unione europea; Servo Ergo Sum!

In molti, tra cui la sottoscritta, nella logica del “chi pensa male, fa peccato (forse) ma indovina”, hanno pensato che lo scorso 11 febbraio, quando firmato dalla Commissione Europea con le autorità statunitensi, tale rifiuto fosse solo un’operazione mediatica per dare all’Europa, una parvenza di Sovranità, che come ben sappiamo è solo un’utopia.
Sono passati solo 5 mesi e giovedì scorso, l’8 luglio, l’accordo Swift è stato accettato e firmato dagli europarlamentari, con 484 voti a favore, ed entrerà in vigore, senza perdere tempo il 1° settembre 2010.

Nonostante le perplessità dei garanti della privacy, adesso informazioni private dei cittadini dell’UE saranno consegnata alle autorità degli USA grazie all’ennesimo accordo stipulato nel nome della guerra al terrorismo.
Quando a febbraio, il Parlamento Europeo aveva rifiutato l’accordo tra Washington ed i governi dell’UE per permettere che dati delle transazioni bancarie del blocco fossero consegnate agli USA, i legislatori hanno argomentato che così si violavano i diritti civili fondamentali, cosa che ora è possibile e “legale”, grazie a piccolissime modifiche fatte all’accordo iniziale, da parte dei suoi arditi sostenitori. (Presumo che le modifiche siano irrilevanti come quelle apportate alla Costituzione Europea dopo che Francia e Olanda l’avevano rifiutata, attraverso referendum popolari, come sappiamo di quella costituzione è cambiato solo il nome e non la sostanza, ora si chiama Trattato di Lisbona).

venerdì 16 luglio 2010

Il signoraggio colpisce ancora? Cosentino si dimette. N. Forcheri


Se partiamo dai presupposti che:
1. qualsiasi politico è per definizione ricattabile, condizione sine qua non per arrivare a ricoprire certe alte cariche,
2. la parola “mafia” – un po’ come “talebano” “alqaeda” e “terrorista” – è talvolta affibbiata a persone che rischiano di inceppare il “sistema”, dai guardiani dello stesso,
3. l’Italia è un paese dalla sovranità praticamente nulla e occupato da potentati economicofinanziari le cui cupole sono straniere,
4. tali poteri si avvalgono di prestanomi, complicità affaristiche, e collusioni con il mondo politico istituzionale nella spartizione della torta “res publica”, o bottino,
5. siamo in un regime bancarioassicurativo che ogni giorno stringe la sua morsa sui nostri diritti, le conquiste sociali e le nostre libertà, chiudendo abusivamente il credito alla società civile,
6. tale regime ci costringe nella situazione paradossale di commettere infrazioni – nostro malgrado – alle troppe pletoriche regole connesse alla mission, alla vision e agli obiettivi di tale big corporation bancarioassicurativa (1), dalla logica estranea e ostile all’interesse della collettività,
7. a maggior ragione i nostri politici per gestire politiche che rappresentano profitti di diversi milioni di euro, su risorse primordiali come in particolare acqua, energia, materie prime, semi, farmaci, petrolio, banche dati sensibili, moneta e credito (usuraio), risultano costretti a lottare contro poteri forti e comitati d’affari incommensurabili, invisibili, trasversali, in particolare per la ragione numero 3 di cui sopra,
allora, come non constatare la coincidenza che il nome di Nicola Cosentino, Sotto segretario all’Economia dell’attuale governo dimessosi appena ieri (14 luglio 2010), è stato citato nel nuovo polverone “P3″ appena il giorno dopo (rif. Articolo 8 luglio 2010 ) la pubblicazione di una risposta esauriente a un’interrogazione scritta del deputato radicale Matteo Mecacci  sul signoraggio accompagnata da ben  9 (nove!!!) solleciti e  rivolta al Ministro dell’Economia e delle Finanze? Infatti la risposta dimostra, per chi sapesse leggere tra le righe, qualcosa che il sistema bancarioassicurativo internazionale vuole mantenere criptato ai più e cioè che il reddito monetario da signoraggio  viene spartito tra i rentier di  BCE e BCN, lasciando le briciole agli Stati.
L’interrogazione, del 6 agosto 2008 (Interrogazione e risposta Cosentino ) prende spunto da uno scambio intervenuto nell’autunno del 2002, tra Tremonti e l’allora presidente della BCE Duisenberg, scomparso nel frattempo in condizioni un po’ sospette, sul signoraggio delle monetine allo Stato. Duisenberg aveva risposto alla proposta di Tremonti di trasformare le monetine da 1 euro in banconote:
“Mi auguro che il Ministro Tremonti sia consapevole che così perderebbe i proventi del diritto di signoraggio sulla moneta”.
Nell’interrogazione di Mecacci si prende atto che i diritti di signoraggio erano “storicamente iscritti nei bilanci della Banca d’Italia prima della volontaria devoluzione della prerogativa sovrana alla BCE” e che, in seguito a Maastricht, sono  stati “riportati sotto la voce ‘proventi da signoraggio’ del bilancio della BCE”.
L’interrogazione verte principalmente sulla differenza di regime tra l’emissione di cartamoneta, della BCE, e le monete metalliche, dello Stato e, in particolare, sul fatto che queste ultime generano un utile allo Stato, essendo caratterizzate
“dall’inesistenza di un nesso tra l’emissione di moneta e l’interesse proveniente dal possesso di titoli del debito pubblico” poiché non sono utilizzate “per acquistare alcun titolo del debito pubblico”,
alludendo alla farsa delle aste pubbliche dei titoli di Stato monopolizzato da un cartello di “dealer” ritualmente chiamati “mercato” dai media (cfr. Lista dei dealer in Signoraggio, un trompe-l’oeil? ).
La domanda, retorica, sulla base legale per trasferire i diritti di signoraggio ad altro ente giuridico in caso di trasformazione delle monete metalliche in banconote, contiene un’allusione molto interessante, nella frase:
[si chiede di sapere] “se esistano atti o fatti giuridici che trasferiscano il diritto di signoraggio, astrattamente inseribile nel bilancio dello Stato come utile, concorrendo alla diminuzione del debito pubblico, ad altri soggetti giuridici”,
laddove la parola “astrattamente” si riferisce, per gli addetti ai lavori, al fatto che in teoria tale utile dovrebbe essere riconsegnato allo Stato ma che, nella pratica, è trattenuto dai soci di bankitalia, diventati privati dopo il golpe bianco del 1992, e separati di fatto dal ministero del Tesoro dopo il divorzio avvenuto nel 1981,
venendo così meno allo Stato un utile introito per potere rimborsare e/o ridurre quel macigno del debito pubblico fraudolento che  dovrebbe essere la principale preoccupazione di qualsiasi governo, poiché esso ci porterà nel baratro del fallimento del paese,  rendendoci ricattabili nei confronti del sistema bancario internazionale – i nostri creditori fraudolenti, vedi Grecia – e costringendoci a svendere il demanio e la res publica, cioè le nostre cose.
Nella sua risposta, Nicola  Cosentino cita scrupolosamente tutta la base giuridica che definisce, spiega e giustifica la spartizione dei redditi monetari tra BCE/Banche centrali nazionali (BCN) e Stati, ivi comprese le decisioni originali del compianto Duisenberg.
Si apprende quindi che l’8% del totale reddito monetario per l’emissione di cartamoneta va alla BCE, mentre gli interessi su tale  percentuale di emissione, chiamati “remunerazione al tasso marginale di rifinanziamento principale”  costituiscono (parte del) reddito da signoraggio ripartito tra le BCN secondo una chiave di ripartizione (rif. chiave di ripartizione BCE) e che il restante 92% è ripartito tra le varie BCN in proporzione alle quote di partecipazione al capitale con il citato “capital key”.
Si apprende anche, dalla risposta dell’indagato Cosentino, che la quota di circolazione di cartamoneta  assegnata alla BCE   è inserita nel suo bilancio come un credito di pari importo da vantare verso le BCN, detratti gli interessi “al tasso marginale delle operazioni di rifinanziamento principale”: se ne deduce che la BCE si appropria dell’8% del valore facciale di tutta la cartamoneta circolante. Tutto ciò è spiegato bene nella decisione della BCE, rif. ECB/2001/15, a firma del deceduto Duisenberg e successivamente emendata da altre 5 decisioni, di cui l’articolo 2 della bce/2005/11 recita:
La decisione BCE/2001/15, del 6 dicembre 2001, relativa all’emissione di banconote in euro fissa la distribuzione alle banche centrali nazionali (BCN) delle banconote in euro in circolazione in proporzione alle quote versate del capitale della BCE. L’articolo 4 della decisione BCE/2001/15 e l’allegato alla medesima attribuiscono alla BCE l’8 % dell’ammontare totale delle banconote in euro in circolazione. La BCE detiene saldi creditizi interni all’Eurosistema nei confronti delle BCN in proporzione alle quote di queste nello schema di capitale sottoscritto, per un valore equivalente all’ammontare delle banconote in euro che la stessa emette.
Si legge poi un controsenso che mette in luce la dissimulazione rituale sul reale significato di signoraggio e cioé che gli interessi sulla quota dell’8% assegnata alla BCE costituiscono “reddito da signoraggio della BCE” – mentre il capitale è iscritto come credito,  ma un credito non è un futuro reddito? – distribuito secondo la chiave di ripartizione alle BCN, e che tale reddito può essere trattenuto in parte o totalmente dal Consiglio Direttivo della BCE “qualora la BCE avesse un utile netto inferiore all’importo del signoraggio…”
Ma se gli interessi sull’8% del valore totale della cartamoneta in circolazione sono definiti come il reddito da signoraggio della BCE, come fa la BCE a guadagnare meno di tale reddito? Di quale signoraggio si parla?? Il controsenso deriva dalla definizione – falsa – di signoraggio che non corrisponde agli interessi sulla quota circolante, bensì anche sul capitale iscritto come passività.
Sempre dalla risposta del dimissionario Sottosegretario all’economia, Nicola  Cosentino, si apprende che il reddito sul restante 92% della cartamoneta spetta alle BCN, non senza transitare dalle casse della BCE prima della redistribuzione in funzione del capital key citato sopra. E quel reddito cos’è, se non signoraggio?
E infatti in alcune delle decisioni citate come la bce/2001/16, sempre a firma del compianto Duisenberg, si definisce il reddito monetario di ciascuna BCN conformemente alla formula :
RM = BP × TR,
dove RM: reddito monetario, BP: aggregato del passivo che comprende il totale della cartamoneta circolante e altre passività (depositi), come definito all’allegato della stessa decisione e TR: il tasso di riferimento. Più chiaro di così…
Si apprende infine la risposta retorica alla domanda retorica e cioé che, yes indeed, in caso di sostituzione delle monete metalliche da 1 e 2 euro in banconote, gli utili passerebbero certamente “in termini di signoraggio dagli Stati membri all’Eurosistema”. Ma questo si sapeva.
Il succo quindi è che mentre l’onorevole radicale Mecacci definisce il signoraggio sulla cartamoneta come “interessi sui titoli del debito pubblico” (1), il “fedifrago” Sottosegretario all’Economia, nella sua risposta, rimanda scrupolosamente alle decisioni vigenti della BCE che se ci prendiamo la cura di leggere, fanno capire che quel 92% di signoraggio riscosso dalle BCN corrisponde all’aggregato del passivo (totale valore cartamoneta e depositi) moltiplicato per il tasso applicato. E che la nostra BCN, essendo smaccatamente obbrobriosamente privata (rif. Partecipanti Banca d’Italia ), ecco chi si intasca il reddito monetario! Non certo lo Stato. E che tra i privati soci di banca d’Italia fanno eccezione l’INAIL e l’INPS  in quanto istituti pubblici  ma che come tutti gli italiani sanno, stanno palesemente abbandonando i cittadini con una “bancarizzazione” degli “utili”, cartolarizzazioni varie, pensioni da fame e la campagna di stampa sul trasferimento del TFR ai fondi pensione privati, per citarne solo alcune.
Per concludere, il paradosso è che la cosiddetta nuova “P3″ è accusata di associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulla costituzione di associazioni segrete, proprio da una magistratura assoldata a un sistema bancario il cui vertice italiano nascondeva i nomi dei suoi soci fino solo al 2005, e la cui cupola internazionale  agisce, fa affari, trama, e vive unicamente grazie al segreto, basti pensare al Bilderberg e ad altre associazioni segrete, a cui apparentemente non piace il nostro governo.
La BCE e il sistema bancario, si comportano insomma come uno Stato (segreto) superiore agli altri stati, esercitando un diritto (segreto)  di signoraggio fondamentale del sovrano. Questo diritto poteva essere ceduto a privati solo contando sulla segretezza e il linguaggio cifrato di una elite stecnocratica che ha tenuto ben nascosti i dati, i meccanismi e l’importanza della sovranità economico-monetaria. D’altra parte, lo avesse capito prima, questo pubblico europeo, avrebbe anche capito che la seconda guerra mondiale fu voluta per accaparrare a Washington (Bretton Woods, 1944) il potere di signoraggio mondiale attraverso il dollaro USA, anch’esso privatizzato attraverso la Federal Reserve. Se avesse invece vinto l’asse nazionalista ROBERTO (Roma-Berlino-Tokyo), il signoraggio su moneta e credito sarebbe rimasto appannaggio degli stati sovrani. Meno male, per i banchieri, che c’erano i partigiani!

Nicoletta Forcheri (15 luglio 2010)

NOTE
  1. esempi: eccessi di velocità assurdi, assilli monetari per parcheggi abusivi, passare per servitù abusivamente chiuse, andare in bici sul pedonale, giocare a palla sulla spiaggia, poggiare l’asciugamano o sedersi sul bagnasciuga, camminare tra gli ombrelloni nelle spiagge, pescare durante il giorno, superare i limiti in mare, non pagare il canone per una TV che non  si ha, entrare in ZTL in macchina, servire acqua sfusa al bar, vendere cibo casereccio al bar, servire totani e patate o novellame, produrre latte fresco genuino naturale secondo la richiesta del mercato (multe quote latte), non fare vaccinare i bambini, scambiare e vendere semi di piante considerate rare dall’UE e così via dicendo norme sempre più assurde e limitative della libertà personale.
2. ["che ogni anno la BCE riscuote poiché gli stessi sono detenuti nel suo patrimono, buona parte di questi interessi tornano alle banche centrali dei paesi dell'UE che detengono quote proprietarie della BCE stessa"]

mercoledì 14 luglio 2010

Ho paura di me

di Massimo Gramellini

fonte: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=842&ID_sezione=56&sezione= [1]

Ancora una donna uccisa dall’ex, in questa estate del nostro scontento che perseguita a colpi di spranga e di coltello chi ha l’unica colpa di volersi sganciare dal proprio passato. Li chiamano delitti passionali, rievocando il frasario degli omicidi d’onore. Ma la passione è un’altra cosa: per non parlare dell’onore. Non cerchiamo pseudonimi alla bestialità. Oltre a un senso primitivo del possesso, negli ex che uccidono e si uccidono (come l’altra sera a Ceva) in nome dell’amore sfuggito c’è l’incapacità maschile di reggere il distacco, l’abbandono che mima la morte. La prima volta che venni lasciato da una ragazza riconobbi subito la morsa allo stomaco: l’avevo provata per la scomparsa di mia madre. Lo stesso senso di smarrimento e di ingiustizia: adesso che ne sarà di lei, di me, di lei che può fare a meno di me?

L’orfano precoce rappresenta un caso estremo. Ma ogni storia che finisce rinnova il trauma primordiale del maschio, quello sganciarsi dal grembo della donna che lo induce a sentirsi abbandonato anziché creato. E’ una forma disperata di dipendenza che si nutre di falso orgoglio ed egoismo autentico. Per guarire serve lo scatto di coscienza che trasforma una marionetta di muscoli in un uomo. Io la chiamo Difesa della Sconfitta: la capacità di sopportare lo strappo del cuore senza smarrire il rispetto di sé. Saper perdere è la premessa di ogni educazione sentimentale. Si applica in amore come nello sport, in politica come nella vita. Ma non la pratica quasi nessuno, perché nella civiltà delle emozioni isteriche e rancorose quasi nessuno riesce ancora a farsi invadere dalla calma forte di un sentimento.

venerdì 9 luglio 2010

Il conflitto di interessi fatto sistema in UE. Nicoletta Forcheri

Approfitto della pubblicazione di un commento di Paolo Barrai sulla ING e il conto arancio, in cui critica il fatto che la ING si faccia fare il marketing a gratis, per ricordare a tutti che la ING Groep NV è presieduta da un bilderberger, Jan Hommen, che all'ultima riunione in Spagna sedeva accanto alla ex commissaria europea alla Concorrenza (fino a novembre 2009), Neelie Kroes (http://www.ecplanet.com/node/1534): oltre alla discussione in agenda sul raffreddamento planetario - sic - volete che tra i partecipanti di quel cenacolo super segreto - almeno prima delle rivelazioni del giornalista Estulin - non si formi una sorta di sodalizio omertoso, che li porterà a coprirsi vicendevolmente in tutte le istanze politiche e commerciali del pianeta? 

Sodalizio omertoso che sicuramente porta la Commissione europea, ii cui nominativi vengono estratti direttamente da quei cenacoli segreti, a diventare l'allegoria stessa del "conflitto di interessi" fatto sistema/istituzione.

L'ex commissaria alla Concorrenza e attuale vice commissaria della digitalizzazione della società, fu ministro olandese dei Trasporti e delle Telecomunicazioni, nelle cui funzioni privatizzò la posta olandese, ciò che le valse  il nomignolo di Nickel Neelie, in assonanza con l'espressione "Iron lady" per la Thatcher. 

Per comprendere la totale mancanza di considerazione nei confronti  della politica di questi  "vili affaristi",  la donna politica liberale ha sposato un politico socialista - buon per lei, direte voi - mentre  il disprezzo per  le preferenze politiche, e la politica tout court, degli europei si riflette nella composizione  stessa della Commissione europea, pur proclamandosi campionessa della democrazia  nel mondo:  per quanto votiamo i socialisti, i liberali o i democristiani al Parlamento europeo,  ci ritroviamo governati comunque da  ignoti commissari nominati secondo procedure "tecniche" per lo meno "irrituali", quando non occulte. Ma c'è un filo logico dietro la manina invisibile....

Il filo sono gli interessi tutelati e perseguiti dagli affaristi nominati  - neanche eletti- in Commissione. Si consideri l'enorme conflitto di interessi della  carica più rilevante nella Commissione europea, il commissario per la Concorrenza:  la Kroes, commissario europeo allla Concorrenza dal 2004 al 2009, è stata fino al 2004 amministratrice e presidente di  ben 43 grosse società - tra cui VOLVO e PriceWaterhouseCoopers BV - e di ben 12 associazioni/lobby internazionali, al punto che dovette fare una dichiarazione di interessi e che, duramente criticata dal Parlamento europeo per "conflitto di interessi" con la sua nomina alla Concorrenza nella Commissione Barroso I (2004-2009), fu inventato per lei il sotterfugio che avrebbe soprasseduto per i casi in cui avesse avuto degli interessi...

Ma se i suoi interessi coprono decine di pagine... ! 

Alcuni di questi, nella lista "edulcorata" della dichiarazione di interessi  che copre unicamente i dieci anni precedenti il 2004, occupano ben nove pagine (Dichiarazione di interessi, 2004), e annoverano:

. l'aviazione olandese (Dutch Aviation Platform (NLO) e KLM Assurances),

. l'acqua (Bezinningropep Water: lobby su questioni di gestione dell'acqua, Overlegorgaan Waterbeheer en Nordzee angelegenheden),

. varie società private di investimento (NSK, BV),

. varie lobby internazionali (di cui Foundation International Human Resources Development VNO),

. l'edilizia (società edilizie e immobiliari),

. interessi farmaceutici (Wolrd Cancer Research Fund Netherlands),

. interessi assicurativi (MCM),

. interessi bancari (NIB Capital),

. servizi ambientali,

. trasporti  navali internazionali (Port Support international BV) [=grande distribuzione e globalizzazione],

. trasporti ferroviari (Thales Netherlands Groep BN  e Nederlands Sporwegen NV) [grande distribuzione e globalizzazione],

. trading di metalli,

senza contare la Volvo...

. le comunicazioni (New Skies Satellites NN)

e, dulcis in fundo, la psichiatria (TSB, ospedale psichiatrico di cui è stata presidente in Portogallo), non sia mai che qualche matto avesse bisogno di una "correzione" (Dichiarazione di interessi).

Pensate che durante i suoi mandati alla Commissione lei non abbia lavorato per i suoi vecchi e attuali interessi, sopra? Pensate che durante le sue cariche precedenti di ministro dei Trasporti e delle Telecomunicazioni lei non abbia lavorato per i suoi interessi sopra nei trasporti e nelle telecomunicazioni, privatizzando per i suoi interessi e quelli di coloro che l'hanno piazzata alla carica di commissario?

Ricordo che al Bilderberg non manca mai Etienne Davignon, ex vicepresidente della Commissione europea e presidente onorario del Bilderberg che rappresenta gli interessi della Société Générale, oltre che di Suez, la cui fusione immonda con Gaz de France è stata promossa proprio dalla sua compagna di merenda al Bilderberg Neelie Kroes quando, deputata nel periodo 2004-2009 a "controllare" e fermare gli screzi alla concorrenza accettò,  senza batter ciglio, la maggiore violazione alle regole anticoncorrenza mai vista negli ultimi vent'anni, per formare un colosso ibrido Stato francese/privati dalla posizione naturalmente in abuso permanente rispetto ai concorrenti.

In modo succinto http://www.ecplanet.com/node/1534, Etienne Davignon
"È stato vicepresidente della Commissione Europea. Siede in molti consigli di amministrazione di molte aziende o ne è presidente. Ad esempio: la Société Générale de Belgique, Union Minière, Accor, Tractebel, Arbed, Fortis, Anglo American Mining, Fiat, Suez, BASF, Solvay, Gilead, Imperial Chemical Industries, Pechiney, Foamex, Sofina, Recticel, CMB, SN Brussels Airlines. Ha il titolo onorario di un ministro statale, cosa che gli garantisce un posto al “Kronrat” belga (“consiglio della corona”)"
Sempre al Bilderberg è immancabile la maggiore azionista della Shell, la regina Beatrice di Olanda, madrina del Bilderberg, sicuramente un'intima della nostra Kroes, e probabilmente amica degli azionisti di riferimento della Total, Albert Frère e Davignon. 

Pensate che abbia vigilato la nostra campionessa dei conflitti di interessi sui rapporti incestuosi, gli abusi di posizione dominante, le intese illecite di Total, del cui cda ha fatto parte dal 1991 al 2004? Tutte le cariche della Kroes - pagine e pagine, la più completa qua - si fermano magicamente al 2004, anno d'investitura nella commissione Barroso alla Concorrenza: come se i suoi molteplici interessi finanziari - è nella lista Forbes delle donne più ricche del mondo - potessero interrompersi come per incanto  dall'oggi all'indomani per puritana maschera politicamente corretta...

Tutte tranne due cariche che sul sito del Parlamento olandese  figurano ancora attuali, contrariamente a quanto dichiarato nella Dichiarazione di interessi del 2004, e cioé:

1. Lucent Technologies Nederland BV, di cui è membro del consiglio di vigilanza dal 1999, società che fornisce servizi nel settore delle comunicazioni - e che in realtà è niente meno che l'olandoamericana Alcatel. Pensate, un commissario per la digitalizzazione della società, negli organi di amministrazione di Alcatel!

2. Segretario generale della Fondazione della NCM Holding (Nederlands Credietverzekering Maatschappij, Società olandese di credito assicurativo), che poi è la Atradius NV (rif. http://www.answers.com/topic/atradius ) .

Si scopre cioé che la Kroes, nella sua dichiarazione di interessi di cui sopra, ha fatto carte false, se il sito del parlamento olandese è aggiornato, come dovrebbe essere. 

Il colmo dell'ipocrisia di questa mentalità olandese/protestante è che c'è da scommettere che proprio lei e consorelle abbiano fatto il tifo per gli attacchi ripetuti, vili, ingiustificati al Premier Berlusconi il quale è proprio un nano rispetto alle ricchezze della Kroes, con la differenza che il primo si è arricchito con il lavoro e l'impresa, sia pur con  dubbi capitali iniziali, la seconda con la speculazione finanziaria e varie privatizzazioni di servizi pubblici...

E con l'altra differenza non minore, che il Premier è a capo  - stravotato  dal popolo - di un paese senza più sovranità  e che per certi versi  lui ha tentato di ripristinare, vedasi la legge di rinazionalizzazione di bankitalia rimasta lettera morta - mentre la Kroes è commissaria di una Commissione tecnica dittatoriale che prende le vere decisioni nella vita economica e dei sudditi dell'UE, non eletta da nessuno di noi.

E infatti se da una parte sono continuate le polemiche contro il conflitto di interessi del nostro nano, sebbene abbia preso tutte le cautele del caso affidando in un trust cieco i suoi interessi e delegando i suoi poteri decisionali, esattamente come la Kroes, imperterriti sono continuati gli attacchi a quella pagliuzza nell'occhio del nostro provenienti da quell'enorme trave nell'occhio dell'UE.

Si legge infatti nella dichiarazione di interessi della Kroes - edulcorata - alla Commissione europea
"La Kroes ha creato una cosiddetta Fondazione, in olandese "Stitching" con due membri indipendenti nel consiglio non conosciuti [che siano conosciuti o no, i soldi non hanno odore, e si fa in fretta a fare conoscenza ] dalla Kroes che ha traferilo la proprietà legale delle azioni alla Stitching, ricevendo in cambio un titolo di deposito. I diritti di voto collegati alle azioni sono detenute dalla Fondazione. Le ricevute riflettono solamente il valore economico delle azioni: è vietato convertirle in azioni comuni per tutto il periodo in carica alla commissione europea (....) la struttura è simile al trust, guidato da un amministratore indipendente con poteri discrezionali ai sensi della legge anglosassone".
A parte che nessuno ci aveva mai detto che l'Europa ci avrebbe imposto la legge anglosassone come legge superiore ai sistemi di civil law - che è quello che sta succedendo in tutti i livelli della società - praticamente la signora Kroes sta monetizzando e moltiplicando, con le sue politiche, il valore delle sue future azioni... e di quelle dei suoi amici... al Bilderberg ma non solo... Questa dichiarazione è quindi fumo negli occhi,  e una bella presa in giro, visto che lei ha opzioni congelate di un fondo di investimento sul cui aumento di valore sta lavorando alacremente con le sue politiche a livello europeo, e quelle del suo confratello al Bilderberg Almunia, attuale commissario alla Concorrenza.

Ecco come si aggirano in Europa, e nel mondo, le regole durissime anti concorrenza, scrupolosamente applicate quando si tratta di distruggere stati nazione come il nostro, ma ovviate quando si tratta di una qualsivoglia impresa/banca presente al Bilderberg, che potrà con gli occhi chiusi e il beneplacito dei pesi grossi che contano in Europa, violare tutte le leggi anticoncorrenza, ed effettuare tutti gli incesti imprese/banche, ottenendo tutti gli "aiuti" leggi racket dagli Stati, non ultimi i famosi bail out delle banche o finanziamento strozzino del debito fraudolento della Grecia, andato a rimpinguare le casse voraci delle banche creditrici francesi (BNP Paribas, socia di Frère) e tedesche.

Ed è così ad esempio che durante il regno della Kroes, tutti i finanziamenti ad Alitalia venivano meticolosamente contestati e annullati, mentre lei aveva fatto parte del KLM Assurances, un organo di controllo sulla parità della fusione tra Air France e KLM, sicuramente interessato al fallimento di Alitalia per incorporarla meglio, mentre verosimilmente chiudeva un occhio su tutti i finanziamenti a Air France e KLM.

Ironicamente, la campionessa dei conflitti di interessi, così si faceva la pubblicità sul sito della Commissione, per la sua carica alla Concorrenza:



Piccola ciliegina, il discorsetto sopra della Kroes è stato fatto nelle Galeries de la Reine, a Bruxelles - letteralmente Gallerie della Regina - al momento della sua investitura del 2004: fatevi una bella risata...

AHAHAHAHAH

Nicoletta Forcheri
copyleft: articolo riproducibile integralmente unicamente completato di titolo, autrice e foto e non su supporto cartaceo
Corretto il 18 luglio

IL CONTO ARANCIO E IL MARKETING DEI FURBETTI
 Da http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2010/07/il-conto-arancio-e-il-marketing-dei.html


NON FARTI INGHIOTTIRE DALLA ZUCCA....

Lo sapete chi è ING Bank (quella del conto Arancio???)....

E' quella banca che nel 2008 2009 ha dovuto ricevere diversi miliardi di euro di AIUTI PUBBLICI da parte del governo olandese per salvarsi.

E' quella banca che fino al 2009 ha continuato a pagare bonus stellari al CEO e ai managers...per dei risultati disastrosi...

Nel 2010 è stata poi obbligata a tagliare questi bonus stellari...

MA LA COSA ASSURDA E' LA CAMPAGNA MARKETING IN ITALIA di questi giorni che SFRUTTA IL LAVORO DI TANTI BLOGGER GRATUITAMENTE...

Pochi giorni fa ho ricevuto da una certa Sig.ina-----. (che si definisce Media Relations Specialist di ING ...wow...impressive, very impressive).

Nella mail si fa riferimento a un'imponente campagna pubblicitaria in relazione al conto arancio. (UNA CAMPAGNA CHE DEVE ESSERE COSTATA PARECCHI MILIONI DI EURO....)

Questa mail è stata sicuramente inviata a centinaia (migliaia) di blogger italiani...chiedendo loro di FAR PUBBLICITA' DI TALE INIZIATIVA SUL LORO BLOG...

IL TUTTO GRATUITAMENTE.....

ING chiede di inserire gratis la pubblicità (che tutti pagano) sul blog che costa tanta fatica e tanto tempo....a chi lo prepara.

ING SEMBRA VOLER SFRUTTARE IL LAVORO ALTRUI GRATUITAMENTE.

REPUTO QUESTA INIZIATIVA DELLA BANCA OLANDESE VERGOGNOSA, mentre i giornali e la televisione vengono pagati profumatamente da queste persone che guadagnano stipendi e bonus rilevanti.....QUESTE STESSE PERSONE CONSIDERANO I BLOG DEGLI SCHIAVI....DEI SERVI DA NON PAGARE....

CHIEDO A TUTTI I BLOGGER DI DENUNCIARE QUESTO ATTEGGIAMENTO DA PARTE DI ING DIRECT SUI LORO BLOG.

E' GIUSTO CHE QUESTO TENTATIVO DI RISPARMIARE SI DEBBA RITORCERE CONTRO CHI L'HA IDEATO.

(tenete presente che ho inviato loro 4 giorni fa le mie lamentele, ma non mi hanno neppure risposto).

FATE CIRCOLARE NELLA RETE QUESTO MESSAGGIO....E NON OPERATE SUL CONTO ARANCIO SE POTETE...

Arrestato un islamico che picchiava la moglie: "Posso farlo, è mia"

Dopo la “liberalizzazione” e la svendita delle conquiste sociali dei nostri antenati, grazie a fascismo e comunismo, ecco il turno della demolizione delle conquiste sociali delle donne. Prima la sentenza della Corte del Consiglio d’Europa che consiglia di non vietare il burqa, poi il caso dei matrimoni misti tra donna musulmana residente in Italia e uomo italiano non autorizzati dagli enti consolari di alcuni paesi, e infine il caso del diritto di picchiare la donna, perché proprietà dell’uomo che l’ha regolarmente comprata. Come dargli torto se il suo caso non è tanto diverso da quello giustificato dalla Corte di cassazione che accorda le attenuanti al marito violento in caso di temperamento “forte” della donna. Una società che non rispetta le donne e i bambini, sempre più mercificati in porno e pedofilia, è una società che semplicemente non rispetta i diritti umani.  Enne di Effe
tratto da Il Giornale.it dell’8 luglio 2010 [1]
di Ida Magli
La legge di Maometto in Italia: arrestato dalla polizia un marocchino di 36 anni si giustifica così: “L’ho comprata con un regolare contratto e per il diritto del mio Paese sono a posto”. Ma la nostra Costituzione, che lo vieta, vale per tutti: anche per gli islamici
La sua donna: una schiava comprata al mercato. Di cui disporre a piacimento, di cui fare ciò che si vuole, con potere di vita e di morte su di lei. Sembra una storia antica come quelle dei gladiatori. Eppu­re si ripete ancora nel Terzo millennio. Protagonista una coppia marocchina, trapiantata in Italia, a Montecchio,in Emilia. L’immi­grato viveva da tempo in Italia e all’inizio del 2009, dopo il matrimo­nio a Casablanca, era stato raggiunto dalla moglie ventiduenne. Ora è in cella e deve rispondere di maltrattamenti in famiglia, vio­lenza, lesioni, violenza sessuale.
- – -
Un marocchino che picchia la moglie non fa quasi più notizia in Italia. Abbiamo purtroppo dovuto commentare casi ben più gravi, addirittura l’uccisione di una moglie o di una figlia sulla base di motivazioni assolutamente incomprensibili e inaccettabili per la legge e per il costume italiano. Questa volta, però, non sarà inutile tornarci sopra, per due aspetti particolari. Il primo è che si tratta di un caso non di una singola esplosione di violenza motivata da una ragione particolare, ma di maltrattamenti continuati e gravissimi da parte di un marocchino che vive da parecchio tempo in Italia e che la giovane moglie, sposata con regolare contratto a Casablanca, ha poi raggiunto nella sua sede italiana. Un uomo, quindi, violento e brutale di per sé, a prescindere dalla sua cultura e dal comportamento della moglie. Ci chiediamo perciò: che mestiere fa questa persona? A che titolo, per quali meriti è ammesso a vivere regolarmente in Italia? Come mai è stato concesso il ricongiungimento familiare? Siamo pieni di psicologi, di assistenti sociali nelle nostre strutture sanitarie: nessuno segue e assiste il processo di adattamento psicologico degli immigrati?

giovedì 8 luglio 2010

I baroni dei semi

I baroni dei semi di F. William Engdahl – 08/07/2010
Fonte: Arianna Editrice [scheda fonte] [1]

Come le grandi multinazionali chimiche, petrolifere e i governisi stanno accaparrando le risorse alimentari


D: Quale è la sua formazione, e come è arrivato al punto in cui si trova ora?
R: Ho lavoratore come ricercatore economico, storico e giornalista freelance, per circa 35 anni, prima a New York, poi in Europa, dove ho trascorso buona parte degli ultimi 5 anni. Tornando agli anni ’70, quando gli Stati Uniti stavano attraversando la cosiddetta crisi energetica, con il primo shock petrolifero, nel 1973-74, e poi il secondo alla fine del decennio, ho cominciato a interessarmi alle grandi multinazionali petrolifere e ho cominciato a fare ricerca sulla rete di influenze attorno alle Sette Sorelle
….
Ho tracciato un filo rosso che collega i principali fatti storici, accaduti negli ultimi cento anni circa, fino ai giorni nostri, compreso il conflitto tra Stati Uniti e Iraq, la questione dell’Iran, e le tensioni con la Cina, riguardo il Sudan, il Darfur, ecc. Il controllo delle risorse petrolifere è diventato un tema centrale del progetto imperialista mondiale degli Stati Uniti, specialmente dopo la II Guerra Mondiale. Voglio riportare una citazione di Henry Kissinger risalente alla metà degli anni ’70: se controllate il petrolio, sarete in grado di controllare intere nazioni; ma, se controllate il cibo, allora controllerete le popolazioni.


D: Cosa l’ha spinta a interessarsi al settore delle biotecnologie?
R: Attorno alla metà degli anni ’80, il mio lavoro di giornalista mi ha spinto a interessarmi alla questione degli Accordi Globali sul Commercio e le Tariffe. Ho trascorso molto tempo a Bruxelles, dove hanno sede le organizzazioni dei contadini europei e anche la Comunità Economica Europea, come si chiamava all’epoca l’attuale Unione Europea. Così come ho fatto col petrolio, ho indagato su come funziona il mercato del grano. Ho scoperto, non senza sorpresa e meraviglia, che il mercato agricolo internazionale e e strutture politiche  agricole di Bruxelles, che dovrebbero formare un’organizzazione indipendente, impegnata a tutelare gli interessi degli agricoltori e dei consumatori europei, erano controllati dalle stesse persone che controllavano la politica estera degli Stati Uniti. Esisteva  il cosiddetto cartello del grano, le 4 o 5 compagnie principali del settore – Cargill, Archer Daniel Midland (e a quei tempi la Continental Grain) – le quali esercitavano un’enorme influenza lobbystica a Bruxelles, dettando le più importanti normative politiche in materia agricola, in modo da tutelare i propri interessi. Poi, mi sono occupato dei GATT Uruguay Round e la nascita dell’agribusiness. Negli ultimi 5-6 anni, sono tornato a occuparmi del mio lavoro degli anni ’80, analizzando la questione degli organismi geneticamente modificati e i brevetti sulle piante. Non avendo una preparazione specifica in biologia, quello che mi ha allarmato è stato il fatto che i brevetti più importanti – un monopolio sulle riserve principali di grano, soia, mais, ecc. – erano all’epoca detenuti da tre o quattro multinazionali – Monsanto, DuPont, Dow, e, probabilmente, la quarta può essere considerata la svizzera Syngenta, con sede a Basilea, la quale in realtà è una società biochimica a proprietà svizzera, svedese e britannica. Queste tre o quattro multinazionali, come avevo già notato 5 o 6 anni fa, si trovavano in una posizione tale da brevettare e letteralmente controllare l’intera riserva di semi dell’intera popolazione mondiale, nel giro di un decennio, al ritmo con cui stavano procedendo. Queste tre o quattro compagnie che siano in grado di accumulare tanto potere – Monsanto, DuPont e Dow Chemical – avevano alle spalle storie terribili, riguardo la sicurezza pubblica, fin dai tempi della Guerra in Vietnam – casi di contaminazione da Agente Arancio e diossina, del proprio stesso personale, documentati nel corso di decenni, ad esempio, e l’insabbiamento di queste tragedie. Il fatto che avessero una tale influenza sulla politica degli Stati Uniti, riguardo la manipolazione genetica delle piante, rappresentava un concreto segnale d’allarme, che mi ha motivato a effettuare le ricerche che mi hanno portato a scrivere Agri-business, I Semi della Distruzione.


Continuare a leggere

mercoledì 7 luglio 2010

Cornuti e mazziati, palestinizzazione continua, Enne di Effe

E’ chiaro che c’è chi utilizza lo scandalo della mancata ricostruzione dell’Aquila per ulteriormente danneggiare l’immagine di Berlusconi e il suo governo. Come se…. con un altro governo sarebbe stato diverso….
Ed è chiaro che quello che sta succedendo all’Aquila e dintorni è il nervo scoperto del sistema usuraio bancario, il quale dietro le quinte sta negoziando con uno Stato mutato a qualcosa di poco più di un semplice soggetto privato, alienabile, insolvibile, contribuente fiscale, consumatore, le condizioni della sua resa sotto forma di clausole capestro – di cessione degli asset – in cambio della concessione dei dovuti finanziamenti, leggi “mutui”.
Ed è chiaro che oramai la logica che prevale è quella bancario assicurativa. Quella in virtù della quale ti chiudono l’accesso alle spiagge di notte, per mancanza del bagnino, o quella per cui ti sradicano i pini, non sia mai cadessero in testa a qualcuno o dovesse inciampare qualcuno nelle sue radici – giustificazioni penose per l’appropriazione di tutto quel che rimane: il demanio, da fare a brandelli, i semi, da brevettare, e noi tutti da MARCHIARE.
Salta quindi anche chiara, limpida, agli occhi la soluzione, per l’Abruzzo terremotato: se noi tutti italiani in quanto paese vogliamo aiutare i terremotati dell’Aquila come è giusto che sia, allora come mai non si ricorre alla soluzione più semplice, lineare, risolutiva, e cioé quella di emettere obbligazioni di Stato a zero interessi che valgano moneta, con le quali noi popolo italiano ci “obblighiamo” a pagare la ricostruzione con il nostro lavoro e ricchezze future? Si tratta in fondo di un nostro “asset”, L’Aquila fa parte del NOSTRO patrimonio, prima ancora che di qualche ipocrita istituzione internazionale, tipo l’ONU.. Si tratterebbe quindi di un investimento produttivo per il futuro, per il benessere dei nostri concittadini, per la futura ricchezza che essa può produrre con turismo, agricoltura biologica, monumenti e intelligenza umana…
Un indebitamento di noi stessi con noi stessi, attraverso la cassa neutra di redistribuzione che dovrebbe essere lo Stato.
Perché non si fa? Non si fa a causa dell’idelogismo del “mercato”, che non è nient’altro che la legge dell’anglosassone “agency” e del “contratto” di SM, da quando abbiamo subito una ventata peggiore della privatizzazione della thatcher, che per lo meno, in britannico spirito nazionalista, era riuscita a ottenere la MONEY BACK dall’Europa…con uno sconto dei contributi europei.
Noi no, perché nazionalismo, per noi e per il mondo, significherebbe lo stigmatizzato fascismo. Eppure il tanto vituperato regime sarebbe riuscito a ricostruire l’Aquila e l’Abruzzo con il sistema descritto sopra.
Con la parola “mercato” infatti si designano tutti quegli intermediari, dalle banche dealer alle banche di investimento e le loro società partecipate o clienti, che avendo le prime il monopolio della stampa della moneta, e della compravendita dei titoli del debito pubblici, sono diventati i nostri ubiquitari creditori mentre le seconde sono le uniche, assieme alle loro complici organizzazioni mafiose, detentrici dei crediti necessari per l’impresa. Sarà proprio quel tipo di mercato che Mussolini volle buttare fuori dalla finestra (e che rientrò dalla porta principale alla fine della guerra?).
E’ stata ficcata in tutte le salse questa parola “mercato”, storpiandola a dismisura, perché se da una parte il “mercato” è diventato quel luogo dove si consuma l’abuso e il sopruso del monopolio/oligopolio sulla società e il suo Stato, dall’altra il vero “mercato”, quello che dovrebbe essere una piazza di libero scambio di beni e servizi, è diventata una prigione dove regna la legge del terzo incomodo, quello appunto che si è appropriato persino il nome, l’intermediario, l’agency, insomma… il “mercato”…tanto più incomodo quanto totalmente INUTILE.
Riapproprimoci dei nostri concetti di diritto e ridefiniamo le nostre parole, senza usarle a vanvera. Solo allora riusciremo a fare combaciare legge, parole e realtà. E diremo chiaramente che quello che sta succedendo in Abruzzo è uno scippo strozzino del territorio [1], organizzato, pianificato, voluto dalle banche che si sono già appropriate di alcuni monumenti di quella città, in cambio di una graziosa ricostruzione con i nostri “debiti”, visto che è cosi che lavorano le banche. Lo scippo strozzino andrà avanti in tutto il resto del paese, come in Argentina: era iniziato in Sardegna, con i contadini lasciati pignorare per le colpe della Regione. Continuerà con i continui soprusi, gli “errori” sistematici dell’inps che ha già cartolarizzato i crediti – in qualità di brava socia della bankitalia – e poi fatti addebitare ai poveri pensionati, correntisti messi in centrale rischi senza ragioni, contribuenti ipotecati a loro insaputa da Equitalia, richieste di pagameno illecite cui bisogna continuamente rispondere…
Andrà avanti fino a quando non ci sarà un golpe bianco per controbilanciare quello in atto, quello che dal 92 in poi ci ha costretto a privatizzare tutto, a separare Tesoro e BC, e ad aderire a Maastricht.
Meglio un controgolpe bianco che una guerra, o una macelleria sociale, no?
Nicoletta Forcheri 7 luglio 2010


La differenziata ai tempi del fascismo



Ho ricaricato il video, e ripubblico la notizia, visto che il video è sparito
dal mio facebook
da stampalibera.com
e dal blog http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com
Sivvede che ci sono forze che non vogliono che si sappia quanto Mussolini si fosse messo contro il cartello petrolifero/plastica e quanto in fondo il suo regime abbia fatto cose buone.
Ma guarda un po', in un mondo orwelliano, per fare cose buone, e mettersi contro la mafia globale, se bisogna essere diabolizzati così...

Buona visione

martedì 6 luglio 2010

Comincia la liquidazione del cattolicesimo

Articolo di Maurizio Blondet, da Effedieffe

Irruzioni, perquisizioni, detenzione poliziesca di vescovi in Belgio, tutto «legalmente» sancito dalla magistratura. A quanto pare è cominciata la liquidazione della Chiesa, e non a caso dal Belgio (1).

I circoli massonici sono affezionati alla simbologia nelle loro esecuzioni – del tipo di quella usata per giustiziare il banchiere Calvi sotto il ponte dei Frati Neri – ed hanno voluto dare un messaggio simbolico.

La magistratura belga che ha ordinato le irruzioni persino nella cripta di una cattedrale, mostrando che «la Chiesa non è al disopra della legge» (così il quotidiano fiammingo De Morgen) è la stessa che ha tenacemente insabbiato lo scandalo Dutroux e soprattutto le sue implicazioni con una rete satanista comprendente personalità al più alto livello del governo e dell’eurocrazia.

Ricordo in breve il caso.

lunedì 5 luglio 2010

Lo scippo strozzino del'Abruzzo, parte 2

Ricevo e volentieri inoltro quello che potrebbe essere la continuazione del mio articolo di oltre un anno fa Lo scippo strozzino dell’Abruzzo terremotato  :
Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti,per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e
non vi ho più fatto ritorno, causa terremoto.
Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere, poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio, mi sale il groppo alla gola.
Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia
città oggi. Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.
E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l’i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte e ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse,
ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima. Senza neanche un giornalaio o un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore e lei mi risponde, con la voce che le trema.
” Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi.
Dovete dirglielo, chiamate la stampa. Devono scriverlo.”
Loro non scrivono, voi fate girare

Francia: BNP, a banca universale, rischio universale!


Traduzione e note a pié di pagina a cura di Nicoletta Forcheri di un articolo tratto da: http://www.solidariteetprogres.org/article6781.html 

5 luglio 2010 (Nouvelle Solidarité) – Adesso sappiamo perché Michel Pébereau [1], presidente di BNP Paribas [2], semina il terrore nelle istituzioni francesi [1]: se le autorità ristabilissero la separazione tra banche di deposito e speculazione, la BNP morirebbe all’istante. La situazione reale di questa banca senza macchia, si commenta da sola.
Secondo Charles Dereeper [2], ex broker di BNP diventato oggi giornalista economico, le tre grandi banche francesi «funzionano con un livello di rischio superiore a tantissimi hedge funds ». E la più minacciata, continua, è proprio quella di Pébereau : «BNP vanta un totale di debiti pari a [3]1940 miliardi di euro. Le sue riserve sono di circa 60 miliardi circa. L’effetto leva è di 32. Basterebbe un 3% di crediti incagliati perché la BNP fallisca» !

sabato 3 luglio 2010

FINANZA/ Tutti i dati che dimostrano l’esistenza del signoraggio | Pagina 1

FINANZA/ Tutti i dati che dimostrano l’esistenza del signoraggio | Pagina 1

Un lettore mi ha inviato un commento all’articolo “FINANZA/ Quanto ci costa il signoraggio delle banche centrali?”. Ecco il testo di quel commento: “Salve, in rete gira questo dossier sulle frottole del signoraggio: http://digilander.libero.it/togiga/signoraggio.pdf e un gruppo facebook che debunkera le sciocchezze dei complottisti: http://www.facebook.com/pages/Signoraggio-informazione-corretta/279217954594 la teoria del signoraggio è una bufala di stampo neonazista”.

Conosco il documento proposto, redatto da un tal Gianluca: si tratta di una collezione di luoghi comuni proposti senza prove e infarciti da una serie quasi infinita di sciocchezze, affermazioni confuse e imprecise, citazioni parziali. Tanto da rendere impossibile una risposta su ogni punto. Comunque, ritengo il testo un interessante esercizio, utile per mostrare come alcuni luoghi comuni sulle questioni economiche, quando vengano confrontati con la realtà, ne escano letteralmente a pezzi.

Ritengo doveroso però partire dall’ultima frase del commento sopra riportato: “la teoria del signoraggio è una bufala di stampo neonazista”. Questo tipo di accuse si trovano in rete poiché uno dei maggiori esponenti sulla questione del signoraggio è stato Ezra Pound, noto anche per aver avuto delle spiccate simpatie per il regime fascista.

Per rendere evidente il fatto che il signoraggio non è un argomento appartenente a una ideologia di un certo colore, riporterò quanto scritto da Karl Marx nel suo celeberrimo Il Capitale: “Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro.

Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a batter moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di banconote...

Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato”. (Karl Marx, Il Capitale, cap. 24).

Questa è la definizione di quello che io ho già chiamato “il debito impagabile” della “moneta debito”. No, la questione del signoraggio, o dei privilegi delle Banche Centrali, non è una questione di destra o di sinistra, ma di apertura mentale e disponibilità a osservare la realtà.


Disclaimer

AVVISO - Ai sensi dell'art. 1, comma 1 del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla legge di conversione 21 maggio 2004 n. 128, le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi.

I testi pubblicati dal sito mercatoliberotestimonianze.blogspot.com possono essere liberamente distribuiti alle seguenti condizioni:
1) i testi e i titoli devono rimanere nel loro formato originale;
2) la distribuzione non deve essere finalizzata al lucro;
3) deve essere citata la fonte e l'autore e l'indirizzo web da cui sono stati tratti.