Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

mercoledì 30 giugno 2010

Sfascio del diritto: altri esempi spaventosi. Solange Manfredi

E’ lo sfascio del diritto. Noi giuristi possiamo commentare, criticare, ma è come tirare con una fionda una mollica di pane a Golia (magari fosse un sasso). Il governo con un decreto legge distrugge qualsiasi tipo di tutela efficace. Viene tutto messo in mano a delle lobby di potere che potranno fare ciò che vogliono, altro che diritto o giustizia.

La conferma di ciò viene proprio dall’art. 18 del decreto, ovvero che:” i consigli degli ordini degli avvocati possono istituire organismi presso ciascun tribunale avvalendosi di proprio personale…” La conseguenza sarà probabilmente, che ci sarà una gara a volersi far tutelare da un avvocato dello stesso studio (magari associato) di uno dei componenti della commissione. Esattamente come capita già da anni per le commissioni Tributarie.

La "dolce morte" senza consenso: com’è facile essere uccisi in Belgio... | Pagina 1

Fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2010/6/15/IL-CASO-La-dolce-morte-senza-consenso-com-e-facile-essere-uccisi-in-Belgio-/print/92961/

martedì 15 giugno 2010

Due studi pubblicati dal prestigioso Canadian Medical Association Journal (CMAJ) hanno rivelato che in Belgio la metà circa dei procedimenti di eutanasia praticati nei confronti di malati terminali avverrebbe senza il consenso dei pazienti, e che in molti casi sono le stesse infermiere, al posto dei medici, a dare la dolce morte, anche quando non è richiesta.

I dati scuotono l’opinione pubblica e il mondo si interroga scioccato su un fatto che, in fondo, era facilmente prevedibile. Anzi, direi scontato. Una volta attraversato il Rubicone della legalizzazione, il passo verso l’eutanasia non volontaria è assolutamente breve. Un passo quasi inevitabile e non sempre indotto da ragioni nobili. Mi sono preso la briga di leggere attentamente i due studi pubblicati dalla CMAJ.

Il primo, denominato «La morte medicalmente assistita secondo la legge belga: una ricerca statistica nella popolazione» (DOI:10.1503/cmaj.091876) mostra un dato allarmante: su 208 decessi per eutanasia, 142 sono risultati consenzienti, e 66 privi di una preventiva autorizzazione da parte del paziente. Un elemento interessante emerge dall’analisi dei casi di eutanasia non volontaria. Soltanto nel 22,1% di essi, infatti, è stata almeno intavolata una discussione sulla possibilità di porre fine alla vita. Nei casi in cui, invece, tale discussione non vi è stata, i medici hanno specificato che le ragioni del mancato confronto con gli interessati erano dovute al fatto che si trattasse di pazienti in stato comatoso (70,1%), o affetti da demenza (21,1%), oppure di pazienti che avevano precedentemente espresso una volontà verbale di morire (40,4%), circostanza, quest’ultima, che non può considerarsi come valido consenso.

Altre ragioni sulla mancata discussione preventiva sono state individuate dagli stessi medici nel fatto che la decisione di effettuare l’eutanasia corrispondesse comunque, secondo il loro giudizio professionale, al “best interest” del paziente (17,0%), e perché lo stesso fatto di affrontare l’argomento sarebbe stato dannoso per lo stato psicofisico del malato (8,2%).

Il secondo studio del CMAJ, intitolato «Il ruolo delle infermiere nella morte assistita in Belgio» (DOI:10.1503/cmaj.091881) mostra che 248 nurse, un quinto circa di tutte le infermiere belghe, hanno praticato l’eutanasia, in violazione della legge che in quel Paese riserva esclusivamente al medico tale operazione. Il dato interessante è che di quelle 248, ben 120 hanno agito senza il consenso espresso del paziente.

Per avere un’idea numerica delle dimensioni della questione basti pensare che in Belgio, da quando è entrata in vigore la legge che ha legalizzato l’eutanasia, otto anni fa, i soggetti eliminati a seguito di tale pratica rappresentano il 2% di tutti i decessi della popolazione belga, raggiungendo la cifra di circa 2.000 all’anno.

Per comprendere, poi, quali possano essere i rischi di ordine etico di una simile deriva, basti considerare, tra le altre cose, che un mese fa Wesley Smith, bioeticista e Senior Fellow al Discovery Institute di Washington, lanciò un allarme proprio su un caso di eutanasia accaduto in Belgio. A una donna paralizzata fu fatto firmare un atto di consenso all’espianto dei propri organi, solo dieci minuti prima che il suo cuore si fermasse per effetto della letale iniezione intravenosa. A quella donna, che non era una malata terminale, sono stati prelevati fegato e reni, subito dopo il decesso avvenuto per eutanasia.

Questa del prelievo post-eutanasico di organi rappresenta una deriva pericolosissima, se si collega al dato emerso dai due citati studi del CMAJ. Si aprono, infatti, scenari inquietanti, ad esempio, sulla liceità di utilizzare organi di soggetti che, pur essendosi in vita dichiarati donatori, sono poi deceduti per eutanasia non volontaria, ovvero condannati a una morte non richiesta.
Ma anche senza arrivare a simili casi estremi, il rischio che si corre è quello che la società cominci a guardare ai soggetti più deboli e indifesi non solo come un peso (per se stessi, per le famiglie e per la società) ma anche come oggetto di una possibile attività di sfruttamento, una potenziale riserva di organi umani da destinare a chi più di loro merita di vivere.

«Il prelievo di organi da chi è stato sottoposto ad eutanasia», ha affermato Wesley Smith, «introduce la prospettiva assolutamente realistica per cui persone disperate a causa di una malattia terminale o di una grave disabilità (o, forse, semplicemente disperate) potrebbero aggrapparsi all’idea di essere uccisi per consentire il prelievo dei loro organi, come un modo per dare un senso alla propria esistenza».

Una volta che passi il messaggio culturale - trasmesso da esimi luminari, da prestigiosi giornali medici, da coniugi, parenti, amici - per cui l’uccisione di un uomo può assumere una valenza positiva se serve a salvare altri essere umani, allora significa che il limite tra la civiltà e la barbarie è già superato.


Tutto ciò prova ancora una volta, se ve ne fosse bisogno, il fatto che la legalizzazione dell’eutanasia determini non solo la perdita della necessaria fiducia da parte dei pazienti nei confronti dei medici, ma apra anche la strada a ogni sorta di abusi e ingiustizie, specialmente a svantaggio dei più deboli. Ciò che sta accadendo in Belgio dimostra che il passaggio dall’eutanasia all’omicidio degli indifesi è un processo pressoché ineluttabile.

Non c’è nulla da fare: in tema di vita e di morte non sono possibili compromessi al ribasso, né giova scendere a patti col Male. «Nolite locum dare Diabolo», ammoniva San Paolo.
Chi si illudeva che la Legge 194 avrebbe limitato il ricorso all’aborto - accettando tale normativa come male minore -, è stato smentito dall’utilizzo strumentale del concetto di “tutela della salute psichica della donna”, che ha concesso a quest’ultima un pieno e assoluto diritto di vita e di morte nei confronti del nascituro.

Chi si illudeva che la Legge 40 avrebbe limitato gli abusi della fecondazione assistita - accettando tale normativa come male minore -, è stato smentito dagli interventi giurisprudenziali di magistrati eugenisti, che stanno smantellando ciò che di positivo poteva contemplare quella legge.

Chi si illudeva che la somministrazione della pillola abortiva RU486 sarebbe avvenuta con ricovero in una struttura sanitaria pubblica - accettando l’applicazione della Legge 194 come male minore -, è stato smentito dal riconoscimento alla donna del diritto al rifiuto delle cure ospedaliere, che ha portato, di fatto, all’aborto a domicilio. E potremmo continuare.

C’è, ora, qualcuno in Italia davvero disposto a credere che simili illusioni non sarebbero valse anche per l’eutanasia? Se c’è, guardi cosa sta accadendo in Belgio.

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La differenziata ai tempi del fascismo

lunedì 28 giugno 2010

Anniversari dimenticati:la liquidazione dell’IRI

Fonte: cpeurasia.eu

Accadde dieci anni fa : il 27 giugno del 2000 l’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) venne messo in liquidazione, chiudendo ogni residuo di intervento pubblico volto ad assicurare una presenza attiva dello Stato nell’economia (1). Nato nel 1933, l’Istituto rappresentò al suo sorgere la risposta del governo italiano all’onda lunga della crisi finanziaria mondiale innestata dagli USA nel 1929 : contrariamente alle ricette liberiste cui siamo abituati, lo Stato di allora non finanziò con denaro pubblico le banche private speculatrici – lasciando al loro posto azionisti e manager – ma acquisì il controllo del 94 % della Comit e del Banco di Roma, e del 78 % del Credito Italiano. L’immenso patrimonio di partecipazioni industriali delle tre banche fu trasferito all’IRI, cioè allo Stato.

I fondatori dell’IRI – riconosceva un testimone insospettabile, Enrico Cuccia – erano persone “né disponibili, né utilizzabili se non avessero potuto operare al di fuori di qualsiasi interferenza da parte di interessi faziosi o estranei alla cosa pubblica” ; e l’Istituto, finanziando con prestiti obbligazionari garantiti dallo Stato le sue imprese, divenne il promotore e il garante dell’interesse pubblico nello sviluppo produttivo, sottraendo alle banche speculative il controllo e il diritto di vita e di morte sull’economia reale.

Nel dopoguerra, L’IRI contribuì – pur tra gestioni e politiche spesso di tipo clientelare – a sviluppare le grandi infrastrutture e l’attività produttiva del Paese, a partire dal Piano Sinigaglia del 1948 a favore di una forte ripresa della siderurgia nazionale. L’energia a costi contenuti fornita dall’ENI di Mattei alimentava quella sorta di miracolo italiano in cui capitale privato e capitale di Stato operavano fianco a fianco:

grandi investimenti vi furono anche nel Meridione d’Italia, con la costruzione dell’Italsider di Taranto e dell’Alfa sud di Pomigliano d’Arco. L’IRI ha anche funzionato da ammortizzatore nella grande crisi industriale italiana (1975 – 1985) conseguente allo shock petrolifero dell’epoca.

A partire dagli anni Settanta, però, crebbe enormemente l’esposizione dell’IRI verso le banche : il famigerato indebitamento, destinato a strozzare questo ente pubblico, già tacciato di “assistenzialismo” e già additato come “carrozzone” asservito alla politica. L’Economist fece naturalmente la sua parte titolando nel 1981 “Fogne aperte” un suo articolo sulle aziende pubbliche italiane.

L’anno dopo, iniziò la ristrutturazione/demolizione dell’Istituto sotto la presidenza di Romano Prodi, e, da allora la svendita (privatizzazione) del sistema aziendale pubblico italiano divenne applaudita realtà. L’accordo Andreatta – Van Miert (rispettivamente ministro del Tesoro italiano e commissario europeo alla concorrenza) del luglio 19933 sanciva l’impegno di stabilizzare i debiti dell’IRI (così come dell’ENI e dell’ENEL), con l’inevitabile conseguente necessità di privatizzare urgentemente le aziende partecipate.

Nel giugno 2000, come ricordavamo all’inizio, la messa in liquidazione.

Con essa il tramonto definitivo (?) della funzione di responsabilità – di governo dell’economia – svolta dallo Stato, il cui ruolo è ormai diventato soltanto di surrogazione (di ruota di scorta) del settore privato : intervenire con il denaro pubblico per riparare gli errori, le contingenze negative e le mascalzonate compiute da alcuni imprenditori e tanti speculatori privati.

Aldo Braccio
Fonte: www.cpeurasia.eu
Link: http://www.cpeurasia.eu/933/anniversari-dimenticati-la-liquidazione-delliri
16.06.2010

(1) Sulla storia dell’IRI si veda il fondamentale “I giorni dell’IRI – Storie e misfatti da Beneduce a Prodi”, di Massimo Pini, Mondadori 2000. Stretto collaboratore di Craxi e fondatore della SugarCo, Pini fece parte del comitato di presidenza dell’IRI tra il 1986 e il 1992. Una efficace sintesi delle vicende dell’Istituto è tracciata da Mario Consoli, “L’economia al servizio della nazione”, in L’Uomo libero n° 69 – maggio 2010, pp. 21 – 37.

Dolomiti, isole, spiagge, palazzi. In vendita i tesori del demanio

Fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201006articoli/56235girata.asp

Ecco la lista dei beni dei quali gli enti locali possono fare richiesta: sono 19mila tra fabbricati e terreni. Spunta anche il cinema di Moretti

Non colmerà esattamente i tagli della Finanziaria per i quali sono sul piede di guerra ma con il federalismo demaniale agli enti locali può arrivare di certo un bel tesoretto. Dalle isole ai mercati, dalle montagne agli ex aeroporti, il valore di inventario di tutto il patrimonio che diventa disponibile per le autonomie che potranno “scegliere” alcuni di questi beni con un progetto di valorizzazione, è di poco oltre i tre miliardi. Ma è chiaro che può diventare molto di più. Anche perchè a disposizione, a titolo gratuito, di Comuni, Province e Regioni c’è un patrimonio consistente di beni, messi nero su bianco dall’agenzia del demanio in un elenco al momento ancora provvisorio.

L’ente diretto da Maurizio Prato metterà infatti sul suo sito online a fine luglio l’elenco ufficiale e aggiornato dei beni. Intanto, mercoledì ci sarà la relazione del ministro del Tesoro sui numeri del federalismo fiscale in Consiglio dei ministri. Per quanto riguarda il federalismo demaniale si va, al momento, da Porta Portese all’intero Idroscalo a Roma, da San Pietro in Vincoli alla facoltà di Ingegneria della Sapienza, dalla montagne delle Dolomiti alla piazza d’Armi dell’Aquila, al faro di Mattinata sul Gargano fino all’ex forte Sant’Erasmo a Venezia. Ecco, in pillole, una sintesi dei beni dello Stato che potrebbero andare in mano alle autonomie che, per legge devono prioritariamente valorizzarli ma eventualmente anche ’alienarlì a patto che gli introiti vadano a riduzione del debito. (Una veduta panoramica delle Dolomiti, da Passo Falsarego)

giovedì 24 giugno 2010

Come le banche fottono la GDF. Marco Saba


http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/06/come-le-banche-fottono-la-gdf.html

Il nuovo comandante generale della Guardia di Finanza, Nino Di Paolo, in un’intervista a ”Il Sole 24 Ore” sostiene che il segreto bancario non ha più senso [1]. Dal nostro pulpito del Centro Studi Monetari abbiamo contribuito a svelare i meccanismi dell’appropriazione indebita della rendita monetaria, pubblicando almeno 10 libri in 5 anni che trattano del tema [2].

Partiamo dalla contabilità truccata delle banche ordinarie, che rappresenta il principale meccanismo di evasione messo in atto dagli istituti bancari. Quando una banca presta o anticipa dei soldi creandoli dal nulla con false scritture contabili, si sta appropriando del vostro potere d’acquisto e diminuisce il valore dei soldi posseduti dal resto della comunità. Quando la banca anticipa 100.000 euro, mette al passivo questa somma nominale. Quando il cliente restituisce la somma, o a rate o in una unica soluzione comprensiva degli interessi, la banca dichiara solo gli interessi come utile, facendo sparire contabilmente il capitale. Cioè, i primi 100.000 euro che riceve come riflusso bancario, li annulla con i 100.000 euro precedentemente messi al passivo.

mercoledì 23 giugno 2010

Banche e magistratura: un caso...?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente testimonianza di abusi e soprusi bancari, suffragati dalla magistratura. E poi certa magistratura non sarebbe “deviata”…

NF

Chiedo a tutti di rendere pubblica questa lettera indirizzata al Procuratore della Repubblica di Sciacca per aprire una discussione sul contenuto.

Illustrissimo Signor Procuratore della Repubblica di Sciacca, Le scrivo poiché quello che è successo mi lascia molto amareggiato, e stento a credere in una giustizia in cui la legge è uguale per tutti. Il Pubblico Ministero che doveva difendere le ragioni per cui ha chiesto il rinvio a giudizio, è stato assente per tutto il periodo del dibattimento del 18 Giugno. Il Giudice per le Indagini Preliminari che stravolge totalmente i fatti con una sentenza di “non luogo a procedere perché il fatto non sussiste”.

martedì 22 giugno 2010

La Costituzione calpestata da certi matrimoni misti? Nicoletta Forcheri

“La mia libertà finisce dove inizia la tua”.

Che un italiano non possa sposare in patria una donna musulmana regolarmente residente in Italia, SENZA CONVERTIRSI ALLA RELIGIONE MUSULMANA, non solo è contrario alla Costituzione laddove sancisce la libertà di religione, ma non è commercio equo per la nostra comunità. Colmo dei paradossi, quand’anche la musulmana fosse già italiana prima di sposarsi, l’obbligo sussiterebbe poiché il legame con certi paesi non si rescinde MAI, un marocchino cumula la sua cittadinanza con quella italiana, ad esempio.

Questo fatto gravissimo è tale da mettere a repentaglio la separazione tra Stato e Chiesa faticosamente conseguita, con il rischio di scivolare nello stato confessionale, sì, ma di altra “confessione”.Pensiamo poi al caso, neanche così remoto, di un ebreo italiano che si innamori di una marocchina musulmana residente in Italia: non potranno sposarsi se non secondo il rito musulmano e dopo la di lui conversione forzata all’islam che lo costringerà ad avere bambini non ebrei… un bel dilemma, se ci tiene.
Il colmo è quando un italiano ateo verrà costretto a convertirsi a una religione solo per potersi sposare la musulmana – anch’essa non praticante – perché la giurisdizione di un paese dove non esiste la separazione tra Stato e religone e con cui non ha alcun legame, gli nega il diritto di sposarsi in municipio, A CASA SUA.

Questo è solo uno dei tanti esempi di RINCOGLIONIMENTO atavico degli italiani e di come i nostri politici si guardino bene dal tutelare i nostri diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, ad esempio stipulando accordi bilaterali con i paesi di provenienza di quegli immigrati che -qua residenti o persino cittadini italiani con la doppia cittadinanza- DEVONO essere posti in condizione di non calpestare la nostra Costituzione.

Se il nostro paese rispetta la libertà religiosa per Costituzione, non può transigere con essa, accettando eccezioni laddove la legislazione di un altro paese impone restrizioni a detta libertà per i suoi cittadini sebbene non siano più residenti nel loro paese d’origine. Che lo faccia con i suoi cittadini non emigrati! Ma che lo venga a fare sui nostri cittadini nel nostro paese per una cosa privata e sacra come l’amore, il sesso e la famiglia, è un’invadenza estrema nei nostri affari interni, un’inammissibile intrusione e interferenza nelle nostre leggi, un costringerci a modi di vita e consuetudini diversi a casa nostra e soprattutto un passo indietro nel nostro concetto di libertà.
Pensiamo a quest’altra idiozia: ci facciamo calpestare la Costituzione – e non solo – in casa nostra per questioni come il crocefisso (Corte di Strasburgo), la poligamia e i matrimoni misti, poi andiamo a fare la “pace” in Afghanistan per le povere donne sfruttate dai cattivi talebani che le costringono a portare il burqa… AHAHAHA

Intanto le persone viaggiano, si incontrano, si fermano, si sposano e fanno famiglia, al di fuori delle loro comunità. Le comunità (religiose/nazionali) si sgretolano, ma altre, più libere, più originali, più personali, più spontanee si formano.
Molliamo tutte queste pseudo identità vincolanti calate dall’alto, per scegliere solo quei tratti culturali più convenienti alla nostra personalità. Ciò richiede studio, amore del viaggio, curiosità, flessibilità estrema, esplorazione dei confini. Ma rigore e intransigenza nel rispetto di sé.

Si è proprio vero, la tua libertà finisce dove inizia la mia, o meglio, la tua non libertà deve finire dove si presuppone debba iniziare la mia…
Nicoletta Forcheri

Approfondimento:
http://matrimonio.pourfemme.it/articolo/matrimoni-misti-quando-la-sposa-e-musulmana/3681/

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2007/02_Febbraio/21/matrimonio.shtml

domenica 20 giugno 2010

Bisogna rinazionalizzare le banche?

Autore Bernard Maris, trad. NF

Diario intimo 939 – Martedì 15 giugno
…Bisogna rinazionalizzare le banche ?

« Le banche le chiudo, i banchieri li rinchiudo! » (Vincent Auriol)

Le banche continuano a fare i loro porci comodi. Quanti disoccupati e conflitti sociali ancora per capire che a costoro bisogna fargli la pelle ? Charles Wyplosz, prof di macro in Svizzera, tutt’altro che «sinistro », scriveva che bisognava disgustare per sempre le persone a diventare banchieri. Tassare a morte i trader e altri padroni di banche, perché vadano a esercitare i loro talenti nella produzione, l’industria, le arti, l’informatica, l’agricoltura biologica, tutto tranne che nel commercio dei soldi. In questo momento Trichet, padrone della BCE, presta denaro all’1% ai banchieri. In altre parole un regalo (il padrone della Banca d’Inghilterra, lui, presta allo 0,5% ! Provate a chiedere un mutuo allo 0,5% !!). Trichet ha prestato circa 450 miliardi di euro e cosa fanno queste baldracche con tutta quella grana ? La collocano immediatamente allo 0,25% da.. Trichet ! Alla BCE ! Potrebbero finanziare l’economia? Neanche per sogno… “Sterilizzano” il denaro preso in prestito come i coraggiosi contadini che lo mettono sotto il materasso, non sia mai che un giorno….

Con il resto, acquistano titoli pubblici dal rendimento del 3% (Germania), del 6% (Spagna), dell’8% (Grecia) e così via dicendo. Naturalmente non acquistano per sé stesse, prestano agli hedge funds e ai privati i quali acquistano i titoli per riscuotere il 3, 6 o 8%. Alla fine della fiera, Trichet presterà all’1% denaro che o non servirà a niente, o che servirà a spennare i greci del 7% (8 meno 1, per chi non capisse*).

Morale della storia: 1) Trichet o è un asino o è uno stronzo patentato complice delle banche (cancellare le diciture inutili). 2) Cosa aspettiamo per sabotare queste persone che ci rovinano? Trichet acquista in questo momento il debito greco, portoghese, irlandese per 40 miliardi di euro. Fa funzionare la stampa di banconote per 40 miliardi di euro. Fa quello che faceva il tesoro pubblico francese ai vecchi bei tempi quando queste porcherie di banche private erano nazionali e chiudevano il becco, cioé finanzia il deficit con la carta.

Essendo ossessionato dall’inflazione, un po’ come un medico ossessionato da un salasso che continui a far sanguinare i cadaveri, ritira esattamente 40 miliardi di euro dal mercato interbancario. Merkel difende Trichet. Merkel, per il rimborso, vuole fare pagare gli Stati (ergo i cittadini). Van Rompuy difende Trichet. Si dichiara opposto alla Francia e a qualsiasi struttura istituzionale che possa coordinare la strategia economica dell’Unione europea e, in particolare, della zona dell’euro. Persino Barroso il buffone, il mao diventato ultraliberale, colui che accumula le tare del maoismo e del liberalismo estremo, persino lui trova che è un po’ esagerato. Nel frattempo si riunisce a Basilea il comitato incaricato di definire le nuove regole « prudenziali » delle banche. La proposta è di aumentare le riserve delle banche (cioè la copertura dei prestiti per tutelare i cittadini, in altre parole ridurre la speculazione bancaria, l’assunzione di rischi). E ridurre l’effetto leva che consente ai fondi hedge di fare operazioni con prestiti, cioè dicendo pane al pane, di fare vendite allo scoperto. Allora le banche si arrabbiano attraverso la loro lobby, l’Istituto della finanza internazionale che riunisce 400 banche di tutto il mondo. Che cosa dimostra l’IFI? Che le regole prudenziali controlleranno il credito nel mondo, in particolare in Europa dove rappresenta il 74% del finanziamento dell’economia rispetto al 53% in Giappone e al 23% negli USA. Calcolo: sul periodo 2011-2015, la crescita calerà del 4,3% in Europa, ergo 9,7 milioni di posti di lavoro saranno soppressi. Il primo ad abbaiare è Baudoin Prot della BNP, seguito da Josef Ackerman, boss della Deutche Bank…Ma a chi?… Burloni! Giullari! Buffoni ! Pagliacci ! Imbroglioni ! Da un lato collocano il denaro prestato dalla BCE, praticamente tutto, rifiutando di erogare credito e dall’altra raccontano che se il Comitato di Basilea diventa troppo severo non potranno più distribuire credito ? Baudoin… Son desto? Aiuto ! A me i sali ! In fretta ! Non ce la faccio! Mi strozzo !

Per farla breve: paghiamo con l’austerità l’obbligo di ripagare questi redditieri che consigliati dalle banche ci hanno affossato. Nel ‘36, l’establishment bancario francese si appellava alla convertibilità del franco in oro per salvare la rendita. Auriol ha detto “niet”. Seguito da De Gaulle nel 1945, che ha nazionalizzato tutto. La denazionalizzazione è iniziata nel 1986 inaugurando la più fantastica crisi finanziaria mai conosciuta dalla Francia dall’epoca degli Assegnati [1, ndt]. Bisogna rinazionalizzare le banche.

Artielettere -Io, Sapir e Pastré

Ci riuniamo alla scuola superiore EHSS in un dibattito sulla finanza e il resto, e Sapir ci illustra una tabella apocalittica della situazione. Il succo è:
1) Non potremo mai rimborsare neanche noi francesi, per non parlare degli spagnoli e dei lusitani, ancora meno di greci, irlandesi e
altri, bisogna ristrutturare il debito.

2) La Cina ci sta facendo la pelle. Quindi o tentiamo di sopravvivere, chiudendoci selettivamente almeno alle frontiere o ci spicciamo a imparare il mandarino e ci facciamo gli occhi a mandorla.

3) La Germania sta fregandoci. O la licenziamo dalla zona dell’euro o distruggiamo l’euro.

Pastré si strozza. Ha sempre avuto un debole per i banchieri perché è un pò banchiere lui stesso, e difende la libertà del commercio, l’euro, l’Europa, poi se la squaglia accennando a qualche borborigmo. Mai vista una riunione di esperti così buffa.

Bernard Maris

sabato 19 giugno 2010

Pomigliano: silenzio sull'essenziale. Marco Della Luna

Fonte: http://nuke.lia-online.org/ [1]

Abbiamo scelto un insieme di lavoratori con un’immagine francamente indifendibile per iniziare a introdurre deroghe altrimenti impresentabili, o perlomeno allarmanti, a diritti fondamentali e indisponibili. Questa è ingegneria sociale. Ma è anche solo l’inizio di un processo epocale.

L’immagine dei dipendenti Fiat di Pomigliano, vera o falsa che sia, è appunto pessima, indecente, indifendibile: decenni di impudente assenteismo, di finte malattie e finti certificati medici, record di improduttività, irresponsabilità e doppiolavorismo in malattia, infortunio e cassa integrazione.

Abbiamo detto a loro e a tutti: adesso siamo globalizzati e in recessione, voi state in competizione di libero mercato anche coi metalmeccanici cinesi; il capitale va dove le condizioni gli sono più favorevoli: è il libero mercato, il bene di tutti; se rinunciate a diritti economici sindacali e costituzionali con un libero referendum, allora investiamo i nostri soldi qui in Campania e vi diamo un reddito, altrimenti andiamo altrove.

Vedete voi.

giovedì 17 giugno 2010

Italiano trova soluzione per bloccare il petrolio/ Bp e ambasciata americana lo ignorano

Italiano trova soluzione per bloccare il petrolio/ Bp e ambasciata americana lo ignorano

di Martina Lacerenza (fonte: http://ildemocratico.com/2010/06/04/italiano-trova-soluzione-per-bloccare-il-petrolio-bp-e-ambasciata-americana-lo-ignorano/).

Credevamo che peggio di così la Bp non potesse fare. Ci sbagliavamo.

Un mese fa, quando scoppiò l’emergenza nel Golfo del Messico per il crollo della piattaforma Deep Water Horizon, la British Petroleum lanciò un appello, chiedendo da più parti suggerimenti utili per bloccare l’enorme quantità di petrolio che, ancora oggi, continua a riversarsi in mare. Venne aperto un sito apposito per raccogliere proposte, e il governatore della Luoisiana disse infatti “magari viene un’idea utile a qualcuno”. L’idea era arrivata, insieme a una soluzione che avrebbe risolto l’emergenza già da un mese se solo fosse stata presa in considerazione.

Un italiano, il Geometra Giancarlo Sansò aveva la soluzione in mano.

La Bp e l’Ambasciata Americana, però, lo hanno ignorato. Inspiegabilmente.

Il Democratico, oggi, lo ha intervistato.

Il Geometra Giancarlo Sansò è un Dirigente Tecnico d’Azienda (Edilizie Industrializzate- settore infrastrutture/viabilità), nonché Consulente Tecnico del Tribunale di Ancona e Coordinatore Anas per la Sicurezza Cantieri. Nei suoi 35 anni di attività ed esperienza ha avuto modo di studiare a fondo una miscela chimica dotata di un’intrinseca composizione in base alla quale, tale miscela, solidifica in presenza di acqua di mare e di fluidi di diverso tipo, compresi gli idrocarburi.

Questa soluzione, spiega Sansò, è stata indicata come “diaframma plastico chiuso per rete continua” ed è stata oggetto di brevetto (brevetto rilasciato dall’Ufficio Internazionali Brevetti di Bologna, previa supervisione del Gruppo Ingegneristico).

“Ho preso in considerazione l’appello lanciato dalla Bp tempo fa circa un suggerimento per bloccare la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico –ci dice Sansò- e così il 13 maggio scorso ho scritto alla Bp Italia di Milano e ho mandato un fax con la mia proposta. Non ho avuto nessun riscontro. Considerando che l’intero ecosistema del Golfo del Messico stava andando distrutto giorno dopo giorno, ho scritto anche all’Ambasciata Americana, il 31 maggio, indicando chiaramente che nella mia lettera inviata alla Bp vi era una soluzione possibile per bloccare la fuoriuscita di greggio. Ma anche qui, nessuna risposta”.

In che modo questo brevetto avrebbe potuto risolvere il problema nel Golfo del Messico?

“Il problema è di facile soluzione. La mia proposta prevede 3 fasi sistematiche da effettuarsi contemporaneamente: 2 tecniche e 1 chimica, basata appunto su questa miscela brevettata. Occorre scendere in profondità con una sorta di ‘imbuto rovesciato’, per intenderci, e calare questa struttura da 8 o 10 metri cubi di volume, dotata di 2 tubazioni, e posizionarla proprio in corrispondenza della fuoriuscita del greggio. Petrolio e gas verrebbero intubati e portati all’esterno da una delle due tubazioni e contemporaneamente l’altra tubazione spingerebbe la miscela, unita a un reagente, all’interno dell’imbuto, a una pressione di 10 o 15 atmosfere.

Questa miscela ha 2 peculiarità: è densa e reagisce con un reagente apposito, a contatto con il quale è in grado di solidificare e bloccare automaticamente l’uscita del petrolio”.

Quindi cosa sarebbe accaduto se la Bp avesse subito accolto la sua idea?

“Avrebbe già finito il discorso almeno un mese fa. Non mi hanno risposto perché evidentemente le idee che ricevono finiscono in un cassetto…non lo so…”

Secondo lei i tecnici della Bp che ancora non riescono a risolvere il problema nel Golfo del Messico, sono incompetenti?

“Non mi permetto di esprimere giudizi. Posso solo dire che se avessero esaminato questa soluzione avrebbero potuto fare certamente qualcosa di più. Gli interventi che sono stati fatti fino ad ora dalla Bp sono riduttivi e non finalizzati allo scopo, cioè bloccare l’uscita del petrolio. C’è solo caos. Lo dimostra il fatto che se all’epoca chiesero alla gente di inviargli dei suggerimenti evidentemente erano già malmessi. Ora cercano una soluzione che piova dal cielo, ma stanno solo combinando dei gran bei…non diciamo la parola, meglio”…

Ma del resto i “casini” combinati dalla Bp sono sotto gli occhi di tutti. L’abnorme danno ambientale provocato in Louisiana continuerà a farsi sentire per secoli.

Ma è possibile fare una previsione a lungo termine sulle conseguenza che questo disastro provocherà a livello mondiale?

“Gli idrocarburi si conoscono perfettamente. Ma a 1500 metri di profondità i problemi cambiano. C’è da tener conto della pressione, delle correnti e di molte altre cose. È vero che ci sono i robot che lavorano a quella profondità, come sta avvenendo, ma per far lavorare bene i robot bisogna avere le idee chiare. Probabilmente quelli della Bp stanno facendo, invece, solo dei ‘tentativi’. Non hanno chiarezza. Non sanno bene cosa devono fare e lo dicono i tentativi stessi fatti fino ad ora, come quelli sciocchi di buttare in mare residui di gomma, plastica o capelli: delle vere oscenità”.

In termini economici la soluzione di utilizzare questa miscela particolare per bloccare l’uscita del petrolio sarebbe sostenibile? Quanto costerebbe mettere in pratica la soluzione appena proposta?

“Costerebbe come un viaggio last minute in Egitto, di sette giorni. È assolutamente sostenibile. Questo è un composto che è stato maturato 15 anni fa e che ha dato ottimi risultati. ‘Gela’ gli strati geologici del terreno. Pompata a una certa pressione è una miscela che solidifica e cementa tutti gli strati del terreno. Inoltre impermeabilizza in modo che l’acqua non abbia più ‘potere’ e contemporaneamente ‘incolla’ tutto lo strato geologico. La Bp ha sprecato fino ad ora una massa enorme di denaro. Chi sta lavorando lì ha delle lacune. Non prevedevano che potesse verificarsi un tale disastro, ma questo significa ‘leggerezza’: a volte bisogna assolutamente prevedere anche l’imprevedibile. Per compagnie come questa, inoltre, la sicurezza deve essere la prima cosa”.

Dunque una soluzione c’era (e c’è) per porre fine a tutto questo disastro e bloccare il petrolio…

“Ho chiamato la Bp Italia, ma risponde un call center che non passa nessuna telefonata. La direzione della British Petroleum ha dato l’ordine specifico di non far passare nessuna notizia. Per questo ho contattato l’Ambasciata Americana. Non mi ha risposto assolutamente nessuno”.

Nigel Farage: pesanti dichiarazioni contro l' EUROSISTEMA (sub. ITA)

Parla Nigel Farage al PE, il 16 giugno, dopo “l’incidente” dell’elicottero caduto, al momento delle elezioni britanniche.

Atto di Sindacato Ispettivo N° 2-00229 sul signoraggio

Atto n. 2-00229 Fonte: Atti del Senato [1]

Pubblicato il 9 giugno 2010
Seduta n. 393

LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze. -
Premesso che:

nel 2005, anche grazie alla preziosa e corposa consulenza tecnica, soprattutto del professor Giacinto Auriti, una sentenza del giudice di Pace di Lecce condannò la Banca d’Italia per “esproprio illecito” di moneta ed illegittimo signoraggio monetario;

secondo il magistrato che accolse la richiesta di un cittadino pugliese membro dell’Associazione difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari (Adusbef) difeso dall’avvocato Antonio Tanza, vice-presidente nazionale Adusbef, la Banca centrale europea (BCE) e la sua “articolazione” italiana, ovvero la Banca d’Italia, si erano appropriate illegalmente della moneta italiana con l’emissione dell’euro, e che quindi, non esisteva il debito pubblico, trattandosi invece di credito pubblico e la massa monetaria messa in circolazione nell’ambito dei Paesi aderenti al sistema dell’euro apparterrebbe alla collettività dei cittadini con la conseguenza che ciascuno potrebbe rivendicare il reddito, pro quota, derivante dalla stampa e dalla circolazione di questa massa monetaria, oggi invece percepito dalla Banca centrale europea e poi ridistribuito tra le diverse Banche centrali nazionali;

sulla base degli approfondimenti eseguiti, a quanto risulta all’interpellante, il giudice di pace dottor Cosimo Rochira affermò che la proprietà della moneta, la politica monetaria e i suoi proventi siano di competenza esclusiva dello Stato e per riflesso della collettività nazionale. Conseguentemente, per il periodo preso in esame 1996/2003, la sottrazione del reddito di signoraggio in danno della collettività (quota attribuita a soggetti privati dalla Banca d’Italia) può determinarsi, alla luce dei criteri precedentemente esposti e dei prospetti analitici di calcolo sopra riportati, in complessivi euro 5.023.632.491, corrispondente a un danno medio rilevato per cittadino residente alla data del 31 dicembre 2003 di 87 euro;

mercoledì 16 giugno 2010

Bayer ha violato l'accordo sul latte in polvere per bambini

15 Giugno 2010

Fonte: www.cbgnetwork.org

Il Brisbane Times, riporta la notizia che la Bayer ha violato l’accordo che esiste in Australia sul marketing del latte in polvere per bambini. Per molti anni, la Bayer, la Nestlè e altre compagnie, hanno usato tattiche di marketing aggressive per aggirare il bando sulla pubblicità del latte in polvere. Nel 2006 la Bayer è stata tra le compagnie che hanno fatto causa al governo delle Filippine per bloccare il bando assoluto di promozione e pubblicità dei sostituti del latte materno.

Bayer ha violato l’accordo sul latte in polvere per bambini

Brisbane Times – Una compagnia farmaceutica ha violato un accordo sul marketing del latte in polvere per bambini, idealizzando l’allattamento col latte in polvere in una pubblicità su una rivista specialistica per medici.

La Consob di Cardia ha sbagliato e adesso deve pagare i danni: alleluia!

Fonte: MERCATO LIBERO

SE AMATE IL VOSTRO PAESE, SE CREDETE NELLA GIUSTIZIA….ALLORA INVIATE QUESTO ARTICOLO A UN AMICO TRAMITE FACEBOOK.

LA GENTE DEVE SAPERE CHE LA CONSOB HA PERSO, CHE PROFUMO HA PERSO…CHE A VOLTE L’ONESTA’ VINCE!!!

GRAZIE ELIO!

SANZIONE CONSOB AL SENATORE ELIO LANNUTTI (PRESIDENTE ADUSBEF) SUI DERIVATI AVARIATI UNICREDIT: ERA UNA RAPPRESAGLIA ED E’ STATA ANNULLATA DALLA CORTE DI APPELLO DI PERUGIA. ORA IL SIGNOR CARDIA E LA CONSOB SARANNO CHIAMATI A PAGARE I DANNI IN SEDE CIVILE

La multa da 100.000 euro,che la Consob del signor Cardia aveva inflitto ad Elio Lannutti, presidente Adusbef per presunta manipolazione dei mercati, era una rappresaglia su diretto mandato di Unicredit, per questo è stata annullata dalla Corte di Appello di Perugia (presidente dr. Sergio Matteini Chiari) giudice estensore dr. Massimo Zanetti.

Il risultato della crisi-frode in Grecia (e altrove)

Ricevo dalla mailing list del gruppo Attac, dalla Francia, la lettera di un economista greco che sfortunatamente parla di tutte le privatizzazioni imposte dall’FMI in seguito al debito fraudolento della Grecia, tranne che dell’unica importante e cruciale: la moneta privata. Altro neo alla sua descrizione quasi perfetta della conseguenza della “crisi” frode, il fatto che si rivolga ai sindacati. Non lo sa che si sono venduti? E il programma sotto, non vi ricorda niente?

Trad. N. Forcheri

Subject: [ATTAC-EAU] Per informazione : Grecia: Privatizzazione Servizi pubblici – Invito di scambio con i sindacalisti europei dei servizi pubblici

Yannis Eustathopoulos ha scritto :

Gentili Signore e Signori,

Ai sensi del Memorandum concluso con l’FMI, il governo greco sta predisponendo un ampio programma di privatizzazione delle aziende di servizio pubblico. Le privatizzazioni annunciate riguardano al momento:

1. L ‘azienda di Stato delle ferrovie, OSE.
2. Le compagnie idriche di Atene e Salonicco (EYDAP e EYATH).
3. L’azienda elettrica PPC (DEI), del gas naturale (DEPA) e della raffinazione (ELPE).
4. Probabilmente le quote rimanenti nel capitale dell’ex azienda pubblica di telecomunicazioni, OTE.
5. I porti, gli aeroporti e altre infrastrutture pubbliche.

lunedì 14 giugno 2010

Aldo Moro: assassinato per...500 lire? Marco Saba

Estate 1964 Piano Solo, il tentato “golpe” del comandante dell’Arma dei carabinieri, generale Giovanni De Lorenzo. Nel 1967, una serie di inchieste dell’«Espresso» farà scoppiare lo scandalo. Tra i due fatti: emissione di 300.000 biglietti di stato da 500 lire…



3-5 maggio 1965 A Roma, presso l’Hotel Parco dei Principi, si tiene il convegno dell’Istituto Pollio sulla guerra rivoluzionaria. È, secondo molti, la prima tappa della strategia della tensione.
500 lire Aretusa Formato – Biglietto: 110 x 55 mm – a destra: testa di Aretusa – Filigrana: Fasce di cornucopie sui lati sinistro e destro del biglietto – Stampa: Officine dell’Istituto Poligrafico dello Stato di Roma – Data Decreto Emissione: 20.06.1966 – Firme: Stammati – Gubbels – Ventura Signoretti Tiratura Migliaia: 300.000

28 novembre 1966 Il gran maestro del Grande Oriente d’Italia, Giordano Gamberini, affida a Licio Gelli la ricostituzione della loggia massonica Propaganda 2, allora denominata “Raggruppamento Gelli/P2”.
1 luglio 1966 Nasce il Sid, il Servizio informazioni Difesa. Il primo direttore è Eugenio Henke.
1967 Maletti è in Grecia da ormai quattro anni, in qualità di addetto militare. Il 21 aprile, i colonnelli ellenici organizzano il colpo di Stato: è l’inizio della “dittatura”.

500 lire Mercurio

Biglietto della Repubblica Italiana diffuso dal 1974 al 1979. Il dritto presenta la testa del dio Mercurio. La cartamoneta ha avuto una tiratura di novecento milioni di pezzi va a “sostituire” la precedente 500 lire con Aretusa.
1974 L’inchiesta del giudice padovano Giovanni Tamburino porta allo smascheramento dell’organizzazione Rosa dei venti.
25 aprile 1974 Rivoluzione dei garofani in Portogallo. Crolla il regime salazarista.
27 aprile 1974 Attentato alla scuola slovena di Trieste.
28 maggio 1974 Strage di piazza della Loggia a Brescia. Racconterà poi Digilio che la bomba è stata messa, per quanto a sua conoscenza, dal gruppo ordinovista veneto, con l’avallo degli americani.
30 maggio 1974 A Pian del Rascino (Ri), i carabinieri uccidono in un conflitto a fuoco Giancarlo Esposti, impegnato in un campo paramilitare.
Fine luglio 1974 Riunione nell’ufficio di Andreotti, all’epoca ministro della Difesa. Sono presenti l’ammiraglio Mario Casardi, nuovo direttore del Sid, il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Enrico Mino, e per il Sid anche il generale Maletti, il tenente colonnello Romagnoli e il capitano Labruna. Lo scopo della riunione è esaminare i nastri registrati da La Bruna nel corso dei suoi colloqui con Orlandini. Alcuni nomi vengono censurati.
4 agosto 1974 Strage dell’Italicus. 9 agosto 1974 Richard Nixon si dimette dalla carica di presidente degli Stati Uniti. (Nel 1073 erano scaduti gli accordi sewgreti smithsoniani che mantenevano una conversione parziale in oro del dollaro USA solo per “alcune” banche centrali)
14 agosto 1974 Viene arrestato Guido Giannettini.
24 agosto 1974 Muore a Cadice il principe Borghese.
15 settembre 1974 Andreotti presenta alla magistratura un dossier sul golpe Borghese diviso in tre parti. Si tratta del celebre “malloppino”, come lo definirà Pecorelli: molti nomi sono stati epurati.
31 ottobre 1974 Vito Miceli è arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla Rosa dei venti.
5 giugno 1975 Viene scaricata la fonte Turco, alias Gianni Casalini.
28 febbraio 1976 Il generale Maletti e il capitano Labruna vengono arrestati nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di piazza Fontana.
Autunno 1977 Scioglimento del Sid. Al suo posto, nascono il Sisde e il Sismi.
2 marzo 1978: la Gladio viene incaricata di cercare Aldo Moro 14 giorni prima che venisse rapito…
16 marzo 1978 Aldo Moro viene rapito da un commando paramilitare.
9 maggio 1978 Assassinio di Aldo Moro.
23 febbraio 1979 La Corte d’Assise di Catanzaro condanna Maletti a quattro anni e sei mesi e Labruna a due anni di reclusione per favoreggiamento. Ergastolo per Freda, Ventura e Giannettini.
20 marzo 1979 Viene ucciso Mino Pecorelli.
Nel 1974, 1976 e 1979 furono emessi biglietti di stato da 500 lire con la testa alata del dio Mercurio. Le dimensioni erano 115 x 59 mm. Si trattava anche in questo caso di un biglietto di stato stampato dal Poligrafico dello Stato. È stata l’ultima emissione repubblicana in cartamoneta, per un controvalore di 45 miliardi di lire dell’epoca.
Marco Saba, 13 giugno 2010






sabato 12 giugno 2010

Goldman Sachs: ha venduto 250 milioni di dollari di azioni BP prima del disastro petrolifero

Fonte: http://neovitruvian.wordpress.com/2010/06/03/goldman-sachsha-venduto-250-milioni-di-dollari-di-azioni-della-bp-prima-del-disastro-petrolifero/ [1]

Goldman Sachs: Ha venduto 250 milioni di dollari di azioni della BP prima del disastro petrolifero

E’ stata la vendita di azioni che ha superato di quasi due volte le transazioni degli altri enti; Queste azioni rappresentano il 44 per cento del totale degli investimenti sulla BP.

Secondo le dichiarazioni normative, si è scoperto che Goldman Sachs ha venduto 4.680,822 mila parti di BP nel primo trimestre del 2010. Le vendite della Goldman sono state le più grandi di ogni impresa in quel periodo. Goldman avrebbe intascato poco più di 266 milioni dollari stando al prezzo medio delle azioni di BP nel corso del trimestre.

Se Goldman aveva venduto queste parti oggi, il loro investimento avrebbe perso il 36 per cento del suo valore, o meglio avrebbe guadagnato “solo” 96 milioni dollari.

La vendità dei dividendi rappresentato il 44 per cento delle partecipazioni di Goldman – il che significa che le aziende rimaste di Goldman hanno ancora perso decine di milioni in valore.

La vendita e la sua stessa portata non è inusuale per una grande impresa di gestione patrimoniale. Wall Street brokerages acquista e vende di routine enormi blocchi di azioni per sé e per i loro clienti. Questa transizione potrebbe accendere i riflettori ulteriormente su Goldman. Goldman è anche un frequente bersaglio di liberali e giornalisti, tra cui Matt Taibbi diRolling Stone, che notoriamente ha soprannominato l’azienda un “calamaro vampiro”.

venerdì 11 giugno 2010

Salvare l'euro e la BCE: Zeitnot o Zugzwang. Marco Saba

Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/06/salvare-leuro-e-la-bce-zeitnot-o.html
di: Marco Saba, Centro Studi Monetari
Innanzitutto spieghiamo i due termini scacchistici contenuti nel titolo. “Zugzwang” indica una posizione in cui a qualsiasi giocatore tocchi la mossa, se la effettua ci rimette. “Zeitnot” invece si riferisce ad una situazione in cui c’è poco tempo rimasto a disposizione per fare le ultime mosse della partita, pena la perdita “per il tempo”.
Situazione di Zugzwang reciproco:
se muove il Bianco, allora la partita è pari; se il Nero muove, perde.
Il B. rappresenta la BCE, il N. rappresenta la situazione dei governi europei.
Premessa
Ci troviamo in una situazione precipitata dalla BIS di Basilea (Banca dei Regolamenti Internazionali) con i nuovi requisti di riserva imposti senza tener conto della funzione e situazione reale del sistema bancario [1]. La situazione debitoria dei paesi facenti parte dell’area euro NON deriva dall’introduzione dell’euro stesso, ma bensì da situazioni debitorie regresse che si compongono esponenzialmente a causa della capitalizzazione continua degli interessi debitori. In sostanza, agli stati sono rimasti solo due strumenti per affrontate la situazione e continuare a pagare la gabella del signoraggio privato: contenere i costi (riducendo la domanda aggregata ed il gettito fiscale indotto) o aumentare il gettito fiscale, in una situazione di recessione indotta artificialmente al solo scopo di privatizzare tutte le risorse nazionali.
La terza soluzione, l’esercizio della sovranità monetaria, è stata amputata da tempo. E’ da notare che la terza soluzione, ovvero l’emissione di moneta sovrana da parte dello stato (come avviene oggi in Cina, dove la banca centrale è diventata un’agenzia dello stato, in seguito alla rivoluzione), non viene praticamente mai citata né nella stampa di settore, né nei testi scolastici, se non per screditarla. Il mantra ufficiale dice che se è lo stato ad emettere moneta, ci sarebbe inflazione. Ma se il problema fosse veramente questo, basterebbe lasciare alla banca centrale la stima quantitativa della moneta da emettere lasciando allo stato l’emissione fisica e la raccolta del relativo signoraggio (la differenza tra i costi puri d’emissione ed il valore nominale della moneta emessa).
In Cina, solo per l’emissione di banconote, questa opzione vale allo stato circa il 7% del PIL (16). La recente proposta di acquistare direttamente titoli del debito statale, da parte della BCE, rischia di diventare un autogol proprio perché solleva interrogativi collettivi che portano ad individuare la soluzione precedentemente accennata [8]. Se n’è accorto Mario Draghi nel discorso di fine d’anno della Banca d’Italia (17), dove sottolinea che questa soluzione provvisoria occorre abbandonarla il prima possibile… E’ evidente che esiste un problema di credibilità collettiva [2] nella BCE stessa: su internet si dà per scontato che dietro alla proprietà della BCE si nascondono interessi di rentiers occulti [5, 20]. La stessa cosa viene ipotizzata nel caso della Federal Reserve, e ormai esistono decine di film online che spiegano per filo e per segno la genesi di questo peccato originale del cosiddetto capitalismo di “libero” mercato [15]. Questo è il vero “moral hazard” che corre la Banca: se la gente capisce che la sovranità monetaria non poteva per nessun motivo essere appannaggio di interessi privati, poiché questo è anticostituzionale [10], si rischia la rivolta. Una volta che la situazione è degradata e fuori controllo [11], si potrebbe correre il rischio di arrivare a:
• nazionalizzazione del sistema bancario;
• nazionalizzazione della rendita monetaria;
• ambedue le precedenti voci.
Zugzwag o Zeitnot?
Secondo lo scrivente, la BCE si trova in quest’ultima situazione, ovvero ha ancora la possibilità di “muovere” ma ha poco tempo. Mi spiego subito facendo riferimento all’ultima pagina di un mio testo inedito [3], dove accenno ad una soluzione intitolata: “Smobilitazione tramite cartolarizzazione del controvalore della rendita monetaria temporaneamente sterilizzata all’interno del sistema bancario”. In questo articolo mi limiterò realisticamente a riferirmi al controvalore di “una parte” della rendita monetaria, per ottenere un equilibrio di Nash riferito ad una situazione particolare della Teoria dei Giochi: il gioco a tre agenti [4]. Identifichiamo innanzitutto i “giocatori”: Lo Stato (A), La banca centrale (B), La popolazione (C). Identifichiamo nello “strumento H” [6] il mezzo per realizzare una iniezione distribuita di moneta “positiva” (senza debito, sulla falsa riga degli acquisti diretti della BCE) direttamente alla cittadinanza. Lo strumento H è rappresentato da un contratto diretto tra B e C allo scopo principale di procurare a B una legittimazione diretta da parte del “sovrano” per la gestione della rendita monetaria. Difatti, col passaggio dalla Monarchia alla Repubblica, il sistema bancario ha continuato a trattare lo stato come fosse il sovrano, mentre il giocatore C è stato completamente ablato dal gioco. Questa inerzia procedurale ha causato una situazione di legalità quantomeno “grigia” nell’appropriazione della rendita monetaria. La soluzione proposta, oltre a restituire dignità al sistema bancario, permette a sua volta di restituire resilienza all’intero insieme A, B e C e credibilità, da parte di C, in B ed indirettamente in A. In soldoni, si tratterebbe di identificare una cifra una tantum (o periodica) che la banca centrale è disposta a corrispondere ad ogni singolo cittadino a titolo di riconoscimento per l’esercizio della gestione del diritto di signoraggio sull’euro, ovvero:
1.. Si crea una SIV che emette titoli coperti da certificati (contratti) di cessione personale del diritto alla gestione della rendita monetaria, a favore del sistema bancario (derivati);
2. La BCE acquista i titoli della SIV (Veicolo Speciale d’Investimento) tramite Operazioni di Mercato Aperto, fino alla concorrenza della totalità dei contratti stipulati dai singoli cittadini, iniettando liquidità;
3. La SIV anticipa la liquidità al sistema bancario, trattenendo le spese di gestione, che provvede a far firmare alla clientela una clausola di cessione permanente del diritto di gestione della rendita monetaria al sistema SEBC, EX ANTE (a far data dall’introduzione dell’euro);
4. Le singole banche creano un nuovo prodotto conto-corrente all’interno del cui contratto v’è la clausola di cessione. La campagna di reclutamento potrebbe essere: “aprite un nuovo conto bancario, i primi 10.000 euro (per esempio, la cifra va calcolata in funzione di una erogazione unica oppure di erogazioni periodiche) ve li diamo noi”;
5. La banca ritorna a saldo ogni contratto alla SIV che a sua volta lo consegna alla BCE in swap coi titoli precedentemente emessi.
Non appena la maggioranza della clientela (cittadinanza) aderisce all’offerta contrattuale,
A – il sistema di gestione della rendita viene legittimato;
B – l’introduzione di nuova liquidità fa ripartire l’economia e/o rimette “in bonis” le situazioni debitorie;
C – Lo stato viene gratificato dalle entrate fiscali indotte;
D – Si abbatte la microcriminalità ed il disagio sociale;
E – La Banca centrale dispone di uno strumento nominativo permanente di iniezione diretta da usare in caso di necessità (eventuali catastrofi naturali, rivolte popolari, etc.).

Il vantaggio di questa soluzione è che la domanda viene rifornita dello strumento econometrico per esprimersi, mentre la nuova liquidità emessa finirà comunque in banca come iniezione sterilizzata senza aggravare la situazione debitoria generale. La domanda si eserciterà facendo ripartire il sistema di produzione fornitura di beni e servizi e si innesca un circuito virtuoso. Si suggerisce di attuare la formula di più erogazioni distanziate nel tempo al fine di calibrare al meglio le necessità di liquidità del sistema.
L’alternativa concettualmente più diffusa potrebbe essere quella di riconoscere una rendita dii cittadinanza [7, 9, 13, 14]. Questo però necessiterebbe della partecipazione diretta dello Stato o della politica, cosa che renderebbe il meccanismo molto meno agevole, meno diretto e meno immediato.
Un’altra proposta riguarda l’introduzione di monete locali/complementari (18, 19). Il pregio di queste iniziative risiede principalmente nell’educare ed interessare la popolazione sulla questione monetaria. Tuttavia, data la situazione, la dinamica di affermazione ed efficacia di queste alternative è troppo lenta per incidere significativamente prima del degrado totale del sistema attualmente in corso.
In conclusione, con la nostra proposta si potrebbe realizzare un equilibrio di Nash che ridona resilienza al sistema e orienta anticiclicamente la situazione economica in generale.
Non solo, ma appare evidente che, se l’iniziativa viene adeguatamente pubblicizzata, si favorirebbe notevolmente il processo d’ampliamento della UE.
Note:
1. Richard A. Werner, Strengthening the Resilience of the Banking Sector, Letter to BIS, 16 April 2010 http://www.bis.org/publ/bcbs165/universityofsou.pdf
2. John F. Nash Jr., Ideal Money and Asymptotically Ideal Money, February 7, 2010 http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/06/ideal-money-and-asymptotically-ideal.html
3. M. Saba, Moneta Nostra, (Inedito), 2009 http://studimonetari.org/monetanostra.pdf
4. John F. Nash Jr., “Details of the Modeling for Three Players,” in The Agencies Method for Modeling Coalitions and Cooperation in Games, International Game Theory Review, Vol. 10, No. 4 (2008) 539–564 http://www.math.princeton.edu/jfnj/texts_and_graphics/AGENCIES_and_COOPERATIVE_GAMES/IGTR.World.Scientific.publication/Nash.IGTR_2008.pdf
5. A. Galloni, M. Della Luna, La Moneta Copernicana: I falsi limiti dello sviluppo; i veri fondamenti della sovranità, Nexus Edizioni, 2008 http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-moneta-copernicana.php
6. Willem H. Buiter, Seigniorage. Economics Discussion Papers, No 2007-8 http://www.economics-ejournal.org/economics/discussionpapers/2007-8
7. Alain Pilote, Les propositions du Crédit Social expliquées en 10 leçons, Pèlerins de saint Michel, 2006 http://www.michaeljournal.org/10lecons.htm
8. Thomas Colignatus, A better way to account for fiat money at the Central Bank, General Economics and Teaching 0512014, EconWPA, 2005 http://ideas.repec.org/p/wpa/wuwpgt/0512014.html
9. Giacinto Auriti, Il paese dell’utopia, Tabula fati, Chieti 2002 http://www.ripari.it/simec/modules.php?op=modload&name=Downloads&file=index&req=getit&lid=5
10. Bruno Tarquini, La banca, la moneta e l’usura: la Costituzione tradita, Ed. ControCorrente, 2001 http://www.controcorrentedizioni.it/banca-moneta-lusura-p-113.html
11. Ilya Prigogine, Time, Dynamics and Chaos: Integrating Poincare’s ‘Non-Integrable Systems’, Nobel Conference XXVI, St. Peter, MN (USA), 2-3 Oct 1990 http://www.osti.gov/cgi-bin/rd_accomplishments/display_biblio.cgi?id=ACC0300&numPages=27&fp=N
12. Ezra Pound, America, Roosevelt and the causes of the present war, Venice, 1944 http://ia350639.us.archive.org/1/items/AmericaRooseveltAndTheCausesOfThePresentWar1944/Pound.-.America.Roosevelt.and.the.Causes.of.the.Present.War.1944.pdf
13. C. H. Douglas, Social Credit, 1934 ed. http://douglassocialcredit.com/resources/resources/social_credit_by_ch_douglas.pdf
14. vedere: Basic Income Earth Network http://www.basicincome.org/bien/
15. SIGNORAGGIO su Italia1 (video) - Mistero: il Signoraggio Bancario (1/06/2010) – 1/2 http://www.youtube.com/watch?v=7J_fQ56-68M
- Mistero: il Signoraggio Bancario (1/06/2010) – 2/2 - http://www.youtube.com/watch?v=XTchwdQQQK8
16. Geneviève Boyreau Debray, Money Demand and the Potential of Seigniorage in China, 1998
http://www.cerdi.org/Publi/DOC_ED/1998/1998.21.pdf
17. Banca d’Italia, Assemblea Ordinaria dei Partecipanti – Roma, 31 maggio 2010 "Considerazioni finali del Governatore" - http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2010/cf_09/cf09/cf09_considerazioni_finali.pdf
18. Antonino Galloni, LA MONETA COMPLEMENTARE COME STRUMENTO DI SVILUPPO LOCALE – “Seminario di studi sulle migrazioni africane”. Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes. Praia, Capo Verde, 20-26 febbraio 2010 - http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/05/la-moneta-complementare-come-strumento.html
19. Bernard Lietaer, Creare monete regionali per affrontare la crisi globale – Incontro del 13 maggio 2009 organizzato in collaborazione con l’IRE (Iniziativa internazionale per Ripensare l’Economia) e Prospective 2100 - http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/03/creare-monete-regionali-per-affrontare.html
20. N. Forcheri, Il signoraggio, un trompe-l’oeil? – Stampa Libera, 4 aprile 2010 - http://www.stampalibera.com/?p=10877

L'assassinio di Osho. Perché si uccide un leader spirituale

Paolo Franceschetti


Osho fu assassinato dalla CIA mediante avvelenamento da tallio e morì il 19 gennaio 1990, all’età di 60 anni. Che fu assassinato non lo dice un complottista come me; lo dice lui stesso, lo dicono i suoi allievi, e la storia del suo assassinio è narrata nel libro “Operazione Socrate”, che spiegano anche le ragioni per cui venne avvelenato.
Ritengo però che le cose non siano andate esattamente come le raccontano i suoi allievi, e qui spiegherò il perché.


Negli anni della mia adolescenza e successivamente, fino alla laurea, non avevo molta simpatia per Osho. I media infatti lo presentavano come un guru spirituale che viaggiava in Rolls Royce, e i cui seguaci facevano orge e fumavano haschisch.
Mi infastidiva poi la quantità di libri in circolazione che portavano il suo nome. Sono usciti infatti circa 400 titoli a suo nome, che trattano tutti i temi della vita; la religione, la vita, la morte, l’amore, il denaro, la depressione, la felicità, la politica, l’etica.

I suoi seguaci poi mi parevano un po’ sciroccati. Qualche anno fa ne conobbi uno ad un corso di meditazione; gli chiesi come mai, se era stato assassinato, i suoi seguaci non organizzavano manifestazioni, non scrivevano libri, aprivano siti e denunciavano il problema.
Mi rispose: “E perché mai dovremmo denunciare la sua morte? Osho non è mica morto. Se ne è andato il suo corpo ma lui è più vivo che mai”.
Un’altra volta mi imbattei in un Sannyasin seguace di Osho ad un corso di Shiatsu. Mi disse: “Osho non è stato assassinato. Chi crede di averlo ucciso si sbaglia e non ha capito niente della vita. Osho se ne è andato quando la sua anima ha deciso. Ha solo scelto di andarsene in quel modo”.
Dopo aver ascoltato queste risposte rimanevo con la sensazione che i seguaci delle idee di Osho fossero un po' sciroccati e dicevo tra me “ecco perché nessuno si occupa della sua morte; questi qui dicono addirittura che non è morto, o che ha scelto lui di morire”.
Anzi, dopo aver parlato con loro mi convincevo che la storia del suo assassinio doveva essere una balla, prima di tutto perché nessuno dovrebbe aver interesse a uccidere il leader di un branco di sciroccati; e in secondo luogo perché questa storia della CIA mi pareva una stupidaggine; “quando non si sa a chi dare la colpa, si tira sempre fuori la CIA o gli extraterrestri”, pensavo.

Qualche anno fa presi in mano un libro di Osho, “La via delle nuvole bianche”, e rimasi colpito dalla bellezza e della profondità del libro. Poi ne lessi altri e via via mi convincevo che il suo pensiero era di una profondità fuori dal comune, che mal si attagliava all’immagine di orge e Rolls Royce che i media ne avevano tramandato.

D’altronde la data della sua morte era quanto meno sospetta, perché è difficile, ai nostri giorni, morire a sessanta anni per cause naturali, specie se stiamo parlando di un uomo che viveva seguendo una dieta sana e principi anche spirituali sani.
Decisi quindi di approfondire.


La morte di Osho.
Osho aveva lavorato, e poi fondato una comunità spirituale, in India. Nel 1981 si trasferisce in America e fonda una comunità nell’Oregon, ad Antelope. Raineeshpuram.
Venne arrestato il 28 ottobre del 1985 a Charlotte nella Carolina del nord e fu tenuto in stato di arresto per dodici giorni.
Motivo dell’arresto: immigrazione clandestina. In poche parole, per quello che, in Oregon, è un semplice illecito amministrativo, Osho fu tenuto, illegalmente, dodici giorni in prigione e gli fu comminata una pena di dieci anni di galera (con la sospensione condizionale) in aggiunta all’espulsione dagli USA.
Più nel dettaglio, venne accusato perché alcuni cittadini americani che frequentavano la comunità di Osho aveva contratto matrimoni di convenienza con degli stranieri, per far acquisire loro la cittadinanza americana.
L’accusa poi era sicuramente falsa, perché Osho era il leader di una comunità che contava oltre 7000 persone; difficile immaginare che fosse direttamente colpevole di questi reati.
Ma, quand’anche fosse stato responsabile, Osho viene sottoposto ad una serie di procedimenti illegali, e tenuto in stato di arresto per molti giorni in più rispetto a quella che sarebbe stata la normale procedura.
I suoi avvocati non vennero avvisati dell’arresto.
Venne trasferito in dodici giorni in prigioni diverse, senza motivo e senza una regolare procedura.
Fu registrato in una prigione con il falso nome (per quale motivo?) di David Washington.
Fu tradotto in un carcere di Contea e non nel carcere federale, dove per giunta rimase 4 notti anziché una, come previsto in genere per i prigionieri in transito.
Leggendo la sua biografia, e il libro che alcuni suoi discepoli hanno scritto sulla sua morte, saltano agli occhi poi alcune cose.
Anzitutto la testimonianza di un detenuto in carcere per omicidio, Jonh Wayne Hearu, che al processo dichiarò di essere stato avvicinato per gettare una bomba sulla comunità di Osho.
L’insabbiamento di alcune testimonianze di agenti federali che dichiararono che stavano indagando sugli autori di una minacciata bomba nel carcere in cui era stato tradotto Osho; pare che le telefonate partirono da centri istituzionali, ma l’inchiesta su questa vicenda venne insabbiata e il funzionario che stava indagando venne trasferito.
Il giorno dell’arresto erano pronti centinaia di militari che avevano circondato la comunità di Osho in assetto da guerra e con elicotteri da combattimento; ma Osho fu avvertito della cosa e quel giorno si fece trovare a casa di una sua seguace, dove si consegnò pacificamente.
Per giunta da giorni gli avvocati di Osho chiedevano notizie circa l’eventuale possibile arresto di Osho il quale, nell’eventualità, voleva consegnarsi spontanemente; le autorità americane rassicuravano i legali dicendo che non dovevano temere nulla, ma l’arresto fu effettuato a sorpresa e con la preparazione di un vero esercito. Questo perchè, a mio parere, avevano preparato una strage che fu sventata dall'allontanamento di Osho dalla comunità.

Un altro fatto inspiegabile di quei giorni è che Osho disse di essere stato in carcere per undici giorni, quando invece i giorni erano dodici. In altre parole, per un giorno Osho perse la memoria. Non fu mai chiarito il perché e come.
La cosa più incredibile, comunque, è che a seguito di queste vicende ad Osho fu riscontrato un avvelenamento da tallio che lo portò alla morte in pochi anni.

A questo punto, se un seguace di Osho, non essendo un complottista, si limita a riferire i fatti domandandosi il perché, per me è abbastanza chiaro il susseguirsi degli avvenimenti.
Lo spiegamento di forze militari in assetto da combattimento si spiega perché probabilmente, per il governo la cosa migliore sarebbe stato provocare un incidente per poter uccidere Osho direttamente il giorno dell’arresto. I giornali e le TV, che già negli anni precedenti avevano creato problemi alla comunità dipingendoli come satanisti, orgiastici, ecc., avrebbero fatto il resto e la vicenda sarebbe stata liquidata come un atto di ribellione da parte di fanatici fondamentalisti, repressa con le armi dall’eroico esercito americano.
Nei giorni successivi all'arresto Osho fu trattenuto in carcere più del dovuto perché doveva prepararsi l’avvelenamento da tallio; l'avvelenamento avvenne probabilmente spargendo la sostanza nel letto dove Osho dormì; lui infatti era solito dormire su un fianco, e la parte del corpo che risultà agli esami maggiormente contaminata fu proprio quella dove Osho aveva dormito.

In merito all’assassinio di Osho fu preparata anche una dichiarazione a firma di vari senatori, giornalisti e personaggi pubblici, tra cui Strik Lievers, Luigi Manconi, Marco Taradash, Michele Serra, Giorgio Gaber, Lidia Ravera, Giovanna Melandri, Gabriele La Porta, e altri, in cui dichiarano:


“Il quadro dei fatti descritto nel libro è impressionante e gravissimi sono gli interrogativi che ne escono, formulati esplicitamente dagli autori.

Va detto con chiarezza: se coloro cui spetta non vorranno o non sapranno dare risposte persuasive, saranno essi a legittimare come fondata la denuncia dei discepoli di Osho.

Da parte nostra riteniamo ci siano elementi più che sufficienti per richiedere l’apertura di un’inchiesta sul piano internazionale.

Ed è nostra intenzione non lasciare nulla di intentato perché si faccia luce su questa pagina oscura, per sapere se, ancora una volta nella storia, il diverso sia stato prima demonizzato e poi eliminato nell’indifferenza generale.

Questo comitato di sostegno nasce perché il caso Osho Rajneesh non sia dimenticato e diventi invece coscienza internazionale”.


Perché fu ucciso.
La spiegazione data dai suoi allievi, che Osho fu ucciso dai fondamentalisti Cristiani, che vedono Satana in tutto ciò che non è cristiano, non mi convince per varie ragioni.
C’è infatti un particolare, non piccolo, ma anzi di assoluta importanza, che sfugge ai seguaci di Osho.
Bush padre, come il figlio, e come Reagan (presidente al tempo dell’arresto di Osho) NON sono cristiani nel senso “cristiano” del termine. Il cristiano vero, in teoria, dovrebbe essere tollerante e amorevole verso tutti, e non dovrebbe per nessun motivo uccidere. Loro sono cristiani nel senso “rosacrociano”; fanno parte cioè di quel ramo dei Rosacroce deviato, l’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro, che parlano di Dio e di Cristo intendendo questi termini in senso esattamente opposto al senso cristiano. Non a caso in nome di Dio scatenano guerre uccidendo milioni di persone, e Bush spesso ha ripetuto infatti che “Dio è con lui”. Perché il Dio in nome del quale scatenano la guerra è il loro Dio, Horus, non il Dio dei Cristiani.
Bush quindi non è un cristiano, e, anzi, da un certo punto di vista Osho è più cristiano di molti “cattolici”, in quanto seguiva alla lettera i principi di amore e tolleranza che sono scritti nei 4 vangeli.
Anzi, dal punto di vista dei Rosacroce, il movimento di Osho contribuisce col suo sincretismo ad abbattere la forza dell’ideologia cattolica, e quindi in questo senso è funzionale agli interessi della religione di Bush.

Il problema quindi non può essere religioso.

Leggendo gli scritti di Osho mi sono convinto che la ragione dell’omicidio è di tipo spirituale. Infatti, la comprensione e l’interiorizzazione dei principi su cui si basa la filosofia di Osho è idonea a scardinare proprio quei capisaldi su cui la massoneria rosacrociana basa la sua forza: ovvero il concetto della morte, e il concetto del denaro.
Osho con i suoi scritti incita a non temere la morte ed a viverla come uno stato di passaggio, in cui addirittura si vivrà meglio che nel corpo fisico.
E, nonostante girasse in Rolls Royce, non era attaccato al denaro.
Da giovane insegnava all’università ma rifiutò una promozione perché, lui disse, non voleva regalare ancora più soldi allo stato con le tasse.

Dopo qualche tempo lasciò il lavoro perché non si ritrovava in quel mondo lavorativo.
E non si preoccupò mai del denaro, perché sosteneva che nell’universo arriva sempre esattamente ciò di cui hai bisogno, nel momento giusto.
Le Rolls Royce arrivarono perché la sua comunità attirava anche gente ricca, e ciascuno metteva in comune ciò che aveva; a Rajneeshpuram ciascuno metteva in comune ciò che aveva e che poteva. Gli avvocati gestivano gratis i problemi della comunità; i muratori costruivano, i medici curavano, i docenti di varie displine insegnavano e, ovviamente, chi aveva soldi, donava soldi.
Osho spiegava che la civiltà occidentale viveva una strana schizofrenia nel rapporto con il denaro; da una parte alcuni lo eleggono ad oggetto di culto; dall’altra, quando si incita a vivere una vita spirituale, si tende a disprezzarlo o farne senza. In realtà il denaro e il lusso sono un mezzo come un altro, che possono esserci o meno, ma che non devono intaccare la serenità interiore che invece si acquista con altri mezzi.

Apparentemente contraddittorio poi anche il suo rapporto con la vita; se da un lato insegnava ad amarla e a viverla in pieno, dall’altro non ne era attaccato.
Esemplare, in questo il racconto della sua morte effettuato dai suoi seguaci: nella notte lui si sentì male per l’ennesima volta, sfinito dagli anni del dopo carcere e dai dolori.
– Chiamiamo Amrito? – chiesero i suoi seguaci. Amrito era il medico personale di Osho.
– No, rispose lui. E’ il momento che me ne vada. Inutile forzare ancora le cose. Oramai soffro troppo in questo corpo.

Insomma, Osho faceva paura perché il sistema massonico in cui viviamo si basa su due fondamenti:
la paura della morte.
la paura della perdita economica.

Senza queste paure il sistema massonico, che vive di minacce dirette o indirette (se ti opponi perderai il lavoro; perderai la vita; perderai l’onore perché ti infagheremo) non potrebbe resistere.

Senza la paura della morte (tua e dei tuoi cari) svanisce anche il ricatto familiare che si riassume nella frase: non ti opporre al sistema se tieni alla tua famiglia.

Aggiungiamo anche che la comunità di Osho, vivendo secondo un sistema di valori e abitudini differente da quello su cui basano le comunità occidentali (ciascuno metteva in comune ciò che aveva) sarebbe perfetta per contrastare gli effetti della crisi economica in cui stiamo per piombare a capofitto.
La crisi economica infatti si basa essenzialmente sulla perdita della disponibilità del denaro, inteso come posta contabile.
Ma se imparassimo a vivere incentivando forme di scambio tipiche dell’antico baratto (io ti do ciò che ho, abilità manuali, conoscenze intellettuali, il mio lavoro di falegname, avvocato, medico, elettricista, esperto di Pc, ecc., in cambio tu mi dai ciò che hai, prodotti dell’orto, materie prime, il tuo terreno, la tua casa, ecc...) gli effetti della crisi economica potrebbero in parte essere attenuate se non addirittura azzerate (si pensi a piccoli paesi di montagna o di campagna, in cui il mettere in comune fin da subito le proprie capacità e i propri beni potrebbe essere una soluzione immediatamente praticabile).

Anche dal punto di vista religioso, Osho poteva far paura, ma per un altro motivo. Egli non ha fondato una sua religione, né si ispirava ad una religione particolare. Nei suoi libri e nei suoi discorsi utilizzava il Vangelo quando parlava a persone cattoliche, i Sutra buddisti quando parlava a buddisti, i Veda indiani quando parlava a induisti, e attingeva da fonti ebraiche, sufi, e chassidiche. Scrisse anche “Le lacrime della Rosa mistica”, tra i tanti libri.
Si possono leggere i suoi scritti, quindi, pur restando buddisti, cristiani, o ebrei.
Ma dava una lettura dei testi sacri più moderna e al passo coi tempi, il che poteva far paura a coloro che ancora ragionano con schemi che risalgono a migliaia di anni fa, e che usano la religione come uno strumento per tenere sotto controllo le menti degli adepti.

Osho, in altre parole, fu ucciso per lo stesso motivo per cui furono uccisi altri leader spirituali famosi, come Ghandi e Martin Luther King. Più in generale, fu ucciso per la stessa ragione per cui vengono uccisi tutti quelli che si ribellano al sistema denunciandolo fin nelle fondamenta, dai cantanti, agli scrittori, ai registi, ai magistrati, ai giornalisti.
La diffusione delle idee di Osho poteva contribuire a scardinare il sistema.

Ma su un punto aveva ragione Osho. Il suo pensiero, per quanto abbia potuto fare il sistema in cui viviamo, non è andato perduto. Lo testimoniano la continua ristampa e le nuove edizioni dei suoi libri, che si diffondono costantemente sempre di più.
Per certi versi Osho è più vivo che mai.

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“Si dovrebbe accogliere la morte con gioia... è uno dei più grandi eventi della vita. Nella vita, esistono solo tre grandi eventi: la nascita, l’amore e la morte. La nascita, per tutti voi, è già accaduta: non potete farci più nulla. L’amore è una cosa del tutto eccezionale... accade solo a pochissime persone, e non lo si può prevedere affatto.
Ma la morte, accade a tutti quanti: non la si può evitare. È la sola certezza che abbiamo; quindi, accettala, gioiscine, celebrala, godila nella sua pienezza.
La morte è semplice svanire nella fonte. La morte è andare nel regno di ciò che non è manifesto: è addormentarsi in Dio.
Di nuovo tornerai a fiorire. Di nuovo rivedrai il sole e la luna, e di nuovo e ancora... fino a quando non diventi un Buddha, fino a quando non riuscirai a morire in piena coscienza; fino a quando non sarai in grado di rilassarti in Dio consciamente, con consapevolezza.
Solo allora, non esiste ritorno: quella è una morte assoluta, è la morte suprema.”

“Se mi hai amato, per te, io vivrò per sempre. Vivrò nel tuo amore. Se mi hai amato, il mio corpo scomparirà, ma per te, io non potrò mai morire. Anche quando me ne sarò andato, so che tu mi verrai a cercare. Certo, ho fiducia che tu verrai a cercarmi in ogni pietra e in ogni fiore e in ogni sguardo e in tutte le stelle. Posso prometterti una cosa: se mi verrai a cercare, mi troverai... in ogni stella e in ogni sguardo... perché se hai veramente amato un Maestro, con lui sei entrato nel Regno dell’Eterno. Non è una relazione nel tempo, dimora nell’assoluta atemporalità.
Non ci sarà morte alcuna. Ιl mio corpo scomparirà, il tuo corpo scomparirà, ma questo non farà una gran differenza. Se la scomparsa del corpo creasse una pur minima differenza, dimostrerebbe soltanto che tra noi non è accaduto l’amore.”


OSHO
MAI NATO
MAI MORTO
HA SOLO VISITATO
QUESTO PIANETA TERRA
11.12.1931
19.01.1990
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