Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

lunedì 28 dicembre 2009

Wall Street, la Cia e i colpi di Stato

Wall Street, la Cia e i colpi di Stato

Posted using ShareThis

I boiardi di Stato. P Barrai

http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2009/12/i-boiardi-di-stato.html
P. Barrai

Ringrazio il 24ore del 24 Dicembre che mi ha dato lo spunto per questo articolo di fine anno...

L'ARGOMENTO E' ANCORA UNA VOLTA L'INCAPACITA' DEL GOVERNO ITALIANO (INCAPACITA' VOLUTA) DI GESTIRE LA COSA PUBBLICA. IL SISTEMA DI PRIVATIZZAZIONI IN ITALIA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI!!!

BERLUSCONI, NEL GIORNO DI NATALE DICE: BASTA ESTREMISMI E ODIO.


Il primo ministro ha ragione. Ma quello che va fermato, in questa Italia, non è l'estremista MA BENSI' SI DEVE FERMARE chi sta causando la nascita e la proliferazione di ODIO E DI ESTREMISTI.

Siamo stufi di coloro che vogliono colpevolizzare chi reagisce a una situazione economica difficile e spesso insostenibile.

Sul banco degli imputati devono andare i VERI ARTEFICI DI TALE SITUAZIONE, e se risultano colpevoli devono andare a casa perdendo i privilegi da casta di cui si sono appropriati!!!

Voglio parlarvi di cosa i nostro governo (degli ultimi 10 anni, ovvero destra e sinistra) ha permesso che accadesse con il sistema di concessioni autostradali offerto alla famiglia BENETTON.

E ricordatevi che i politici non sono stupidi ma freddi calcolatori.

Dopo aver letto questo articolo, domandatevi se il governo ha fatto il bene dei cittadini (che dovrebbe rappresentare) o non piuttosto il bene di un imprenditore che ha fatto le sue fortune non per sue capacità, ma per l'essere riuscito a mettere le mani su un VERO E PROPRIO MONOPOLIO aver ottenuto delle tariffe compiacenti.

In pratica un Benetton che ha fatto le sue fortune grazie alla complicità di una classe politica compiacente che non ha a cuore il benessere della nazione ma l'interesse economico di un amico!

RIPERCORRIAMO LA PRIVATIZZAZIONE DI AUTOSTRADE.

AUTOSTRADE E' UN MONOPOLIO NATURALE. SE UNA PERSONA VUOLE ANDARE DA MILANO A BRESCIA O DA MILANO A ROMA IN AUTO NON HA LA POSSIBILITA' DI SCELTA FRA DIVERSI CONCORRENTI, MA E' OBBLIGATO A USARE L'UNICA RETE AUTOSTRADALE ESISTENTE.

Benetton acquistò dallo stato italiano il 30% della società Autostrade (ora Atlantia) nel 2000 investendo 2,5 miliardi di euro (1,3 di mezzi propri e 1,2 di debito). Il prezzo di mercato si aggirava intorno ai 6 euro.
Nel 2003 (soli 3 anni dopo) Benetton lanciò un'OPA sull'intera società a un prezzo già molto piu' alto (pensate se lo stato l'avesse tenuta in portafoglio...). Il prezzo d'opa fu di circa 10 euro.

Il signor Benetton fra il 2000 e il 2009 ha prelevato da Autostrade 1,4 miliardi di DIVIDENDI (ovvero profitti fatti addebitando i cittadini). Inoltre ha collocato in borsa il 12% della società a un prezzo molto piu' alto incassando altri 1,2 miliardi.
(fonte Sole 24 ore)

QUINDI BENETTON IN SOLI 9 ANNI E' RIENTRATO DALL'INVESTIMENTO, HA AZZERATO I DEBITI E HA IN PORTAFOGLIO UNA SOCIETA' CHE VALE OLTRE 2,8 MILIARDI DI EURO.

Ovvero, un ritorno economico sul capitale investito di ben oltre il 200% e questo mentre il sistema italiano andava a rotoli, in 10 anni di passione con milioni di italiani che hanno perso il posto di lavoro e una classe politica che non ha saputo pianificare lo sviluppo economico di lungo periodo.

E' OVVIO CHE OGNI EURO INCASSATO COME PROFITTO DA BENETTON AVREBBE POTUTO ESSERE INCASSATO DALLO STATO E UTILIZZATO PER ABBATTERE IL DEBITO PUBBLICO. Invece è finito nelle mani di un privato solo che ringrazia.

Fra l'altro, gli utili effettuati in Italia hanno permesso a Benetton di investire in sistemi autostradali esteri dando lavoro a persone al di fuori del sistema Italia.

Una volta le tariffe autostradali venivano incassate dallo stato, oggi da un solo imprenditore che non le reinveste, se non in minima parte, in Italia. Vi sembra corretto?

E' ovvio che la colpa non è di Benetton farei anche io così al suo posto, ma la colpa è della classe politica, colpevole di certe decisioni di manica larga.

Senza dimenticare che le AUTOSTRADE sono state costruite con soldi pubblici (ovvero con tasse dei cittadini). Invece di essere i cittadini i beneficiari.....il vantaggio economico viene concesso a una sola persona. Peraltro aiutandolo a dismisura, ben oltre ogni ragionevolezza.

e...

Senza dimenticare che l'ANAS OGGI è IN PERDITA STRUTTURALE. MENTRE UN TEMPO LE PERDITE POTEVANO ESSERE PAREGGIATE CON I PROFITTI AUTOSTRADALI. L'Anas è dello stato e quindi lasciamola perdere. Le autostrade invece, piatto ricco, regaliamolo a un imprenditore in cambio di.......

---

Ma non è finita. Benetton la sua fortuna l'ha basata su alcuni presupposti che sono l'antitesi del libero mercato e della concorrenza infatti:



1) Atlantia è una holding. In questa holding le CONCESSIONI GOVERNATIVE autostradali sono solo una parte DELLE ATTIVITA'.
Nel corso degli anni infatti il Signor Benetton ha creato una serie di servizi che sono legati al business delle AUTOSTRADE, ma sono stati APPOSITAMENTE, tenuti separati dalla società concessionaria.

DOVETE CAPIRE QUESTA COSA PERCHE' BENETTON STA AGENDO CON UNA FREDDA LOGICA INDUSTRIALE SFRUTTANDO LA POSIZIONE MONOPOLISTA E LE AMICIZIE CON I GOVERNANTI A TUTTO VANTAGGIO SUO!!!

Supponete che la concessione autostradale viene data a Benetton per 10 anni dallo stato italiano. Accanto a questa concessione Benetton fa nascere dei servizi a pagamento che tiene fuori dal sistema concessionario.
Quando lo stato rinegozierà la concessione SARA' IN POSIZIONE MOLTO DEBOLE nei confronti di Benetton.
Infatti, se la concessione dovesse essere data a qualcun altro...questo qualcuno, non avendo tutti i servizi costruiti da Benetton nel tempo, o se li fa lui o li deve chiedere a Benetton (con profitto per il nostro imprenditore veneto).
Questo qualcun altro trovandosi in questa scomoda situazione non potrà che offrire POCO per la concessione.
Quindi, molto probabilmente, Benetton riuscirà a farsi dare la rete autostradale in concessione nuovamente a un prezzo molto basso (LO STATO COSI' CI RIMETTERA'!)
Lo stato, dando in concessione le autostrade avrebbe dovuto obbligare Benetton ad arricchire di servizi la concessione, in modo tale che lo stato e i cittadini ne avrebbero avuto beneficio in futuro!!!.
La posizione di Benetton di RICATTATORE nei confronti dello stato è totalmente inaccettabile.

2) Il sistema tariffario autostradale in questi anni ha goduto di rincari considerati da molti economisti troppo elevati. (ricordo che le tariffe le decide il governo). Il governo Berlusconi, appena giunto al potere ha concesso un sistema di rialzi automatici per i prossimi anni, delle tariffe autostradali che molti professori di economia, dopo comparazioni con altre situazioni in giro per il mondo, hanno definito un vero e proprio regalo alla famiglia di Ponzano Veneto.

3)Benetton ha introdotto il Telepass, che gli ha permesso, non solo, notevoli risparmi dal lato del personale (casellanti) lasciando a casa molta forza lavoro; ma anche grossi profitti affittando agli utenti il telepass (non si puo' acquistare). Venendo a creare una rendita INGIUSTIFICATA (infatti in molti paesi del mondo il Telepass o si puo' acquistare o è gratuito).
Ricordo che Telepass è una Spa posseduta da Atlantia ma non ha nulla a che fare con la concessione della rete autostradale.

4) Pavimental è la società che fa le opere autostradali. Pavimental è del gruppo posseduto da Benetton. Fino a poco tempo fa
doveva agiudicarsi le opere tramite appalti. Da circa 18 mesi, su decisione governativa, gli appalti sono sospesi e le opere vengono date alla Pavimental.
Gonfiando i profitti di Pavimental, Benetton, giustifica nei confronti del governo IL BISOGNO DI TARIFFE AUTOSTRADALI ELEVATE!!! ( Pavimental è posseduta per il 71,67% dal Gruppo Atlantia (Benetton) mentre un’altra quota significativa pari al 25.86% è oggi posseduta dal Gruppo Gavio....mentre Benetton detiene una quota inferiore di Atlantia.

NON VORREI POI PARLARE DI:
Spea- Ingegneria Europea Spa, attiva nei settori della progettazione, della direzione lavori e del monitoraggio e manutenzione programmata di opere stradali;
EsseDiEsse Società di Servizi, che gestisce in pool i servizi amministrativi, la gestione paghe, i servizi generali e la gestione immobiliare per l'intero Gruppo
AD Moving, che opera nella commercializzazione di spazi e servizi pubblicitari e nella gestione di eventi nelle aree di servizio;
Port Mobility Spa, attiva nella gestione di servizi nell'ambito portuale di Civitavecchia.
Infoblu Spa che svolge attività relative alla produzione e diffusione di servizi informativi sulle condizioni del traffico lungo la rete autostradale;
La rete di telecomunicazioni che scorre a fianco delle corsie autostradali

-------------------

QUESTA E' LA VERA STORIA DEI BENETTON CON LE AUTOSTRADE, MA NON SOLO.....


E' NOTIZIA DI DUE GIORNI FA DEL'ENNESIMA INGIUSTIZIA:


Voi sapete chi è la CDP (CASSA DEPOSITI E PRESTITI). La CDP è una specie di banca, ( è un ente pubblico finanziario controllato al 70% del capitale sociale dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, e al 30% da diverse fondazioni, soprattutto bancarie)

La CASSA DEPOSITI E PRESTITI utilizza quale fonte principale di provvista la raccolta del risparmio postale.

I famosi BUONI POSTALI (che oramai offrono rendimenti da fame) VENGONO SOTTOSCRITTI dai privati risparmiatori. i soldi vanno ala CDP che dovrebbe investirli in maniera adeguata per il BENE DELLA NAZIONE E DEI CITTADINI.

Ebbene , la CDP ha prestato 1 miliardo di euro (A TASSI AGEVOLATI, OVVERO SOTTO LE CONDIZIONI NORMALI DI MERCATO) AD ATLANTIA.
E' LA PRIMA VOLTA CHE LA CDP DECIDE DI UTILIZZARE IL RISPARMIO POSTALE A FAVORE DI PROGETTI INFRASTRUTTURALI REALIZZATI INTERAMENTE DA SOGGETTI PRIVATI. (prima i soldi derivanti dal risparmio postale potevano essere usati solo a sostegno degli enti locali).

Pensate se i sottoscrittori di Buoni Postali sapessero che i loro risparmi vengono dati (a tassi bassi) alla famiglia Benetton....

Le stesse regole della concorrenza (sempre che il nostro possa essere chiamato ancora mercato) imporrebbero che le aziende possano finanziarsi in un ambiente competitivo. Se Autostrade avesse dovuto ricorrere a prestiti bancari o ad Obligazioni per investitori istituzionali...il tasso richiesto sarebbe stato ben piu' elevato.

Ebbene, la CDP ha effettuato un vero e proprio AIUTO STATALE, a favore di Benetton rimpinguando i suoi già lauti profitti....

MENTRE IL SISTEMA ECONOMICO ITALIANO SOFFRE DI UNA PROFONDISSIMA CRISI E LE BANCHE LIMITANO IL CREDITO.....ECCO CHE LO STATO, UTILIZZANDO IL RISPARMIO POSTALE, REGALA PRESTITI DI FAVORE A UNA SOCIETA' CHE GIA' GODE DI AUMENTI TARIFFARI DI FAVORE!!!

INVECE CHE AIUTARE I DEBOLI, SI REGALANO SOLDI AI FORTI!!!

E poi il primo ministro invita ad evitare estremismi e odio. Allora invito il primo ministro a evitare che si creino estremismi e odio, andando a rivedere I REGALI FATTI AL SISTEMA AUTOSTRADALE DEI BENETTON.

Già che c'è potrebbe rivedere gli aumenti alle tariffe aereoportuali (che favorirebbero Gemina, Ovvero ancora una volta Benetton).

Per la società Impregilo (sempre Benetton) ci si domanda se le grandi opere non verranno date a loro per gli stessi identici motivi di cui sopra!!!

Benetton in realtà si comporta non da imprenditore ma nello stesso identico modo in cui uno stato oculato che ha a cuore il benessere dei cittadini avrebbe dovuto fare.

Chiediamo, nel 2010 al governo di intervenire proprio per evitare la nascita di movimenti di estremisti carichi di odio.

Magari il governo potrebbe evitare di pagare soldi a Terna quando circola in paese meno elettricità!!! Oppure potrebbe evitare di far pagare dividendi insostenibili a Enel, oppure potrebbe .....cavolo quante cose potrebbe....

Ma per pra non fa nulla...se non affermare che la crisi è finita e che nel 2010 tutto andrà bene, grazie a loro, ovviamente.

E intanto il debito pubblico esplode (140 miliardi in soli 12 mesi), le entrate fiscali non ripartono (scudo a parte). Tutto bene fino a quando i tassi rimarranno bassi....
Ma la Grecia insegna che la situazione potrebbe peggiorare in fretta.

L'Europa NON è unita. il differenziale del costo del debito TUTTE LE MATTINE lo ricorda a coloro che si illudono di essere in un Europa unita.

L'euro ha basse probabilità di passare inerme da questa crisi. Cina da un lato e USA dall'altro potrebbero mettere nell'angolo proprio la nostra cara valuta...e per i paesi deboli saranno dolori.

In Italia NON esiste una politica economica LUNGIMIRANTE...e se le cose dovessero andar male....qualcuno anddrà in televisione a reti unificate e dirà: I CATTIVONI D'EUROPA NON CI VOGLIONO PIU'. QUINDI DA DOMANI SVALUTIAMO DI UN BEL 30% E COSI', ITALIANI, LE NOSTRE FABBRICHE SARANNO PIU' COMPETITIVE E I NOSTRI RAGAZZI AVRANNO UN POSTO DI LAVORO...

Peccato che i risparmiatori rimarranno con un pugno di mosche in mano.....I risparmi di una vita che in poche ore potrebbero perdere il 30% di potere d'acquisto (come una bella tassa patrimoniale).


SIAMO PER LA PACE E CONTRO L'ODIO. MA NON PER PERMETTERE A QUALCUNO DI PENSARE CHE SIAMO DEGLI STRUZZI, METTIAMO LA TESTA SOTTO LA SABBIA E POI VENIAMO MANDATI AL MACELO PER OTTENERE CARNE DA MANGIARE AL PRANZO DEI RICCHI!

martedì 15 dicembre 2009

Coincidenze, coincidenze...

L’attacco a Berlusconi e l’articolo di Ida Magli sul Giornale di due giorni prima – (http://www.stampalibera.com/?p=7496) – sulla sovranità della moneta privata sono probabilmente collegati. Come abbia fatto poi lo “psicolabile” a centrare così bene il “colpo” rimane un mistero per me: riguardando il video della BBC, infatti l’aggressore era a qualche metro di distanza. E poi la data è intrigante: 13/12/2009…

http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8410946.stm?ls

NF

venerdì 11 dicembre 2009

BAYER CANAGLIA condannata a pagare 2 milioni di dollari

BAYER CANAGLIA condannata a pagare 2 milioni di dollari

Posted using ShareThis

IL GIORNALE: Quella sovranità della moneta in mani private

Oggi il Giornale ha pubblicato un pezzo autodefinito “Provocazione”, in cui ribadisce che la moneta dev’essere del popolo e non di una cricca di privati. Il Giornale di Berlusconi, sembra disposto in questa lotta all’ultimo sangue, a fare scoppiare il bubbone, con un articolo che mai e poi mai i suoi detrattori, in particolare il braccio armato Repubblica e i suoi finanzieri proglobalizzazione, avrebbero mai scritto. Da far riflettere su chi sta attaccando il Premier da oltre un anno, e sugli eventuali perché. O sul tipo di conflitto intestino che sta vivendo il nostro governo… Un intestino che puzza di interferenze straniere...

NF

Fonte: http://www.ilgiornale.it/economia/provocazione_quella_sovranita_moneta_mani_private/11-12-2009/articolo-id=406009-page=0-comments=1

Abbiamo ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere? Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera. La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro. Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di «federale»), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca centrale europea. Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.

Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto «signoraggio», ossia sull’interesse che gli Stati pagano per avere «in prestito» dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda conseguenza: l’accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli Stati. Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori. Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei «caduti» per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio.

Oggi, però, è indispensabile che i popoli guardino con determinazione e consapevolezza alla realtà del debito pubblico nelle sue vere cause in modo da indurre i governanti a riappropriarsi della sovranità monetaria prima che esso diventi inestinguibile. È questo il momento. Proprio perché i banchieri ci avvertono che il debito pubblico è troppo alto e deve rientrare, ma non è possibile farlo senza aumentare ancora le tasse oppure eliminare alcune delle più preziose garanzie sociali; proprio perché le banche hanno ricominciato a fallire (anche se in realtà non avevano affatto smesso) e ci portano al disastro; proprio perché è evidente che il sistema, così dichiaratamente patologico, è giunto alle sue estreme conseguenze, dobbiamo mettervi fine. In Italia non sarà difficile convincerne i governanti, visto che più volte è apparso chiaramente che la loro insofferenza per la situazione è quasi pari alla nostra.

sabato 5 dicembre 2009

INVITO TUTTI AD ADERIRE

AL MOVIMENTO PER CHIEDERE LA RIPUBBLICIZZAZIONE DELL'ACQUA


http://www.facebook.com/pages/ACQUA-PUBBLICA/192870005773?ref=pymk&v=info


e qua: http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133

e invito tutti a firmare la petizione per chiedere la revisione dei conti della BCE, qua:
http://www.petitiononline.com/auditecb/petition.html

Galloni: Moro mi disse che sapeva di infiltrati CIA e Mossad nelle BR

E questo oramai si sa.
Ma anche la "rivoluzione" anti Berlusconi, ha le stesse manine invisibili.
La misura è colma, gli italiani dovrebbero svegliarsi ma continuano a dormire.

Il Mossad israeliano e la Cia americana sono presenti da sessant’anni in Italia, nelle BR, in Lotta Continua, nell’estrema destra, nei Black Bloc, ecc.? Se questi dirigono i nostri servizi segreti e realizzano stragi nel nostro paese pensate che a qualcuno interessi?

Se come è emerso dai dati desecretati dagli USA, loro sicuramente e forse altre nazioni straniere, hanno pagato politici repubblicani, liberali, socialdemocratici e radicali, per fare gli interessi di una nazione occupante militarmente e di altre economicamente, pensate che a qualcuno dei nostri politici interessi? Pensate che ci sia un qualche personaggio politico che abbia quel minimo di palle per denunciarlo pubblicamente? No, non abbiamo nessuno, maremma maiala!!! Nessuno degno di essere al parlamento o in senato. La Democrazia nel senso più nobile del suo significato non abita quì. Questo è il paese del servilismo e della piaggeria, dell’opportunismo e del menefreghismo che tante persone di buona volontà combattono coi temperini contro i tank della soppraffazione e della stupidità imperante. La vedo nera per un popolo senza dignità e saturo di parassiti.


Link: http://cpeurasia.etleboro.com/?vid=2067

“Non posso dimenticare un discorso con Moro poche settimane prima del suo rapimento: si discuteva delle BR, delle difficoltà di trovare i covi. E Moro mi disse: ‘La mia preoccupazione è questa: che io so per certa la notizia che i servizi segreti sia americani che israeliani hanno infiltrati nelle BR ma noi non siamo stati avvertiti di questo, sennò i covi li avremmo trovati’”. Davanti alle telecamere di NEXT (5 luglio 2005), l’approfondimento quotidiano di Rainews24, l’ex vicepresidente del CSM ed ex vicesegretario della Democrazia Cristiana Giovanni Galloni confida un ricordo degli “anni di piombo”…


Pubblico un commento di un lettore di Stampalibera, perché rispecchia quel che penso:

Fede scrive:

E dietro “l’affaire” Berlusconi-Spatuzza chi c’è? Ma sempre LORO, naturalmente: UK-USA+ISRAELE. E che non si tratti di visioni mistiche, lo dimostrano le affermazioni (leggasi MINACCE) di Paolo Guzzanti del settembre scorso, pubblicate sul suo blog: la necessità anglo-israeliana di far fuori Berlusconi a QUALUNQUE COSTO. Basti guardare la vignetta anti-italiana di ieri sull’Economist, pubblicazione di nazionalità britannica e padroni israeliani… La cosa più spaventosa di questo nostro incredibile Paese è che si possano pubblicare apertamente le più turpi ed esplicite minacce contro di noi e la nostra sovranità, senza che nessun ‘media’ ufficiale si senta in dovere di informarci. Nel frattempo, il popolo di “Repubblica”, ebbro di uno spaventoso odio anti-italiano, di un nichilismo inculcato goccia a goccia per decenni da Repubblica, si riunisce oggi sotto l’ordine ipnotico dell’ebreo De Benedetti. Kill yourself, Italy!

Il PD boccia la ripubblicizzazione dell'acqua a Firenze

02 dicembre 2009

Il Partito Democratico chiude la strada per la ripubblicizzazione dell'acqua a Firenze. Lo fa bocciando le due mozioni - De Zordo e Spini/Grassi - che con accenti diversi proponevano di opporsi alla legge nazionale voluta dal governo.
La bocciatura è avvenuta oggi nella II Commissione consiliare, attraverso l'autorevole voce dell'ex assessore Tea Albini che ha così totalmente smentito le posizioni individuali e contraddittorie espresse ieri da alcuni consiglieri del suo partito. Il PD, con il voto di oggi, ribdisce con forza la bontà del modello toscano, avversato dai movimenti, che prevede la gestione del servizio idrico attraverso una società per azioni mista pubblico (60%) privata (40%). Un modello che ha anticipato la visione che sta alla base di quanto oggi voluto dalla maggioranza berlusconiana.
A nulla sono servite le firme dei 40.000 toscani che hanno promosso una legge di iniziativa popolare a livello regionale. A nulla sono serviti i punti di forza politici, economici e culturali promossi in questi anni dai movimenti per la ripubblicizzazione dell'acqua. A nulla è servito il buon esempio del modello Parigi, dove il Comune ha completamente ripubblicizzato il servizio. A nulla è servita la protesta dei cittadini che negli ultimi anni hanno visto lievitare le bollette di Publiacqua.
Marco Ottanelli 25.11.2009

mercoledì 2 dicembre 2009

Grecia sull'orlo della bancarotta


Grecia sull'orlo della bancarotta di Vittorio Da Rold - 30/11/2009 Fonte: Il Sole 24 ORE [scheda fonte] I titoli di stato greci stanno perdendo terreno da una settimana portando il differenziale con i bund tedeschi ai massimi da luglio e facendo salire il timore che gli investitori stranieri possano decidere di portare i loro soldi in luoghi più sicuri. Il termometro della febbre di Atene, l'anello debole di Eurolandia, è uno spread arrivato a ben 170 punti base, il punto più elevato dallo scorso 14 luglio: ieri il differenziale è salito di altri 13 punti raggiungendo il tasso del 4,98%, rispetto al 3,27 dei bund tedeschi, una nuova voragine per il Tesoro greco costretto così a pagare un sovrapprezzo per non rischiare di avere le aste deserte. Il problema è che il deficit per il 2009 è salito al 12,7%, il più elevato dell'Unione europea dopo quello irlandese, mentre il governo del socialista George Papandreou, appena nominato, ha annunciato di volerlo ridurre al 9,8% l'anno prossimo.

L'Ocse però avverte che nel 2011 il disavanzo tornerà al 10% perché le misure annunciate dall'esecutivo sono una tantum.
«Inutile negare che i nodi stanno venendo al pettine», ammette un analista locale. Le previsioni di deficit del budget iniziali erano al 3,7% e in pochi mesi sono schizzate oltre il 12,7 per cento. La Commissione europea, sempre più impaziente, la settimana scorsa ha aperto una procedura di deficit eccessivo e ha chiesto al Consiglio di mandare un monito ad Atene usando l'articolo 104.8 del Trattato di Maastricht (che prevede di rendere pubbliche le raccomandazioni della Commissione come forma di pressione), una procedura usata solo due volte in passato: nel 2006 per la Germania e nel 2004 per la stessa Grecia. Il Consiglio vuole evitare di applicare sanzioni ma è molto preoccupato. Senza contare che l'esposizione delle banche di Francia, Germania e Italia nei confronti della Grecia ammontava a giugno, secondo dati della Bri, a 122 miliardi di dollari.

Anche l'Ocse ha lanciato l'allarme sulla tenuta dei conti pubblici mentre l'ufficio statistico greco ha annunciato il calo del Pil dello 0,3% nel terzo trimestre, un segnale in controtendenza rispetto a quasi tutti gli altri paesi che cautamente stanno risalendo la china.
In un contesto di politica monetaria dove la Bce è intenzionata a ridurre la liquidità in circolazione la situazione greca pesa anche sulle banche locali, che hanno perso terreno in borsa sull'onda di indiscrezioni secondo le quali sarebbero state invitate a ridurre la loro esposione in bond per favorire i prestiti alle imprese.

Ora il nuovo Governo si trova a un bivio: da un lato deve, come promesso in campagna elettorale, rilanciare l'economia aumentando la spesa pubblica mentre dall'altro deve ridurre il deficit di bilancio per ridare fiducia agli investitori.
Così il governo socialista greco, alle prese con la Finanziaria che verrà discussa a giorni in parlamento, si appresta a congelare salari, pensioni e assunzioni per far fronte all'emergenza economica. Con la nuova legge di bilancio saranno bloccati salari e pensioni al di sopra di duemila euro lordi mensili: un provvedimento che riguarderebbe 500mila impiegati e 400mila pensionati su una popolazione di 11 milioni di persone. Gli altri avranno aumenti appena sopra il tasso di inflazione. Inoltre saranno bloccate per il 2010 tutte le assunzioni pubbliche, salvo i settori chiave di sanità, scuola e sicurezza. Naturalmente questi annunci hanno fatto salire la tensione sociale già elevata.

L'organo del partito comunista, Rizospastis, denuncia «un attacco frontale» contro i lavoratori e ha convocato una mobilitazione di piazza per il 24 novembre.
Secondo il quotidiano di destra Adesmeftos Typos «Papandreou si è rimangiato le promesse elettorali» di continuare ad aumentare salari e pensioni al di sopra dell'inflazione. La stampa socialista ha annunciato le misure parlando di un «piano di austerità» ma anche di «un'iniezione di liquidità» e investimenti nell'economia per 10 miliardi di euro grazie e fondi nazionali ed europei, senza però chiarire da dove arrivino le risorse. Per il conservatore Kathimerini si tratta però di «timide misure» senza riforme strutturali. Papandreou ha avvertito che il Paese rischia la bancarotta, lamentando di essersi trovato una situazione finanziaria molto peggiore di quella che era stata annunciata dal precedente esecutivo.

Disclaimer

AVVISO - Ai sensi dell'art. 1, comma 1 del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla legge di conversione 21 maggio 2004 n. 128, le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi.

I testi pubblicati dal sito mercatoliberotestimonianze.blogspot.com possono essere liberamente distribuiti alle seguenti condizioni:
1) i testi e i titoli devono rimanere nel loro formato originale;
2) la distribuzione non deve essere finalizzata al lucro;
3) deve essere citata la fonte e l'autore e l'indirizzo web da cui sono stati tratti.