Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

domenica 30 agosto 2009

CARAMELLE. NF

Ogni tanto mi piace riguardare questo video "storico" di quando il Comune di Vicenza ha ratificato la decisione dell'insediamento della base di Vicenza.
Con video come questi mi ricarico, e spero che un giorno tutti osino spezzare il muro del silenzio - non qua, ma nelle istituzioni - per farsi trascinare da una sacra - e ragonata - rabbia.
La rabbia di quando il patto è concluso, sopra le nostre teste, e che l'unica, ultima, soluzione appare quella appunto di fare sentire la propria voce. Come gli operai dell'INNSE, che l'hanno spuntata.
Come i cittadini contro il progetto di trivelle nel parco del Curone, per ora sospeso.




Anche questo discorso del Primo ministro Turco alla riunione del Foro economico mondiale in piena guerra di Gaza, dove dopo il discorso tronfio e caricato di Peres riesce a strappare la parola dal presidente che visibilmente non gliela vuole cedere e sfida il conformismo servile della maggioranza che applaude a Peres per criticarne ogni singola parola, ricordargli indignato i bambini morti, fargli un ripassino del comandamento di non uccidere, osando persino un accenno psicologico descrivendo il suo tono di voce proporzionato al suo senso di colpa. Interrotto dal presidente, infine, si alza e se ne va lasciando intendere che non ha abbastanza tempo di parola rispetto a Peres, e lascia tutti interdetti.

Due esempi per darci coraggio, e per credere che se faremo sempre più rumore, alla fine, i politici dovranno cambiare linguaggio. E raddrizzare le parole.

Poiché il linguaggio è la prima rappresentazione del mondo, e le parole cambiano il mondo.
Cominciare a parlare VERO, significa iniziare a vedere una luce in fondo al tunnel.
Mettere parole vere, perché sentite, perché corrispondenti a un'emozione, a un valore umano sulle parole false, rovesciate e non sentite di Peres, significa darci la possibilità d'immaginare un mondo migliore.

E l'immaginazione, come il linguaggio, creano il mondo. Senza di loro, subiamo il caos del mondo.



Nicoletta Forcheri

sabato 29 agosto 2009

LATIFONDI FUTURI

La finanziarizzazione dei nostri appezzamenti di terra, in Italia, è già cominciata. Ad esempio, una forma di latifondo-leasing dove la holding finanziaria - titolare della terra - chiede un affitto a un locatore, con il divieto di lavorare la terra, poiché sarà la holding a dare in subappalto a subappaltanti sfruttati, il lavoro della terra , sarà la holding a occuparsi del marchio e del marketing del vino (riciclando capitali??), sarà la holding che produrrà e venderà il vino, di cui una parte sarà riservata al "locatario"...
In cambio la mezzadria, in virtù della quale il contadino consegnava la metà del raccolto al "signore" e conservava l'altra metà per sé e la sua sussistenza, maggiore motivo di fuga dalle campagne negli anni cinquanta, diventa un roseo, dolce, ricordo.
Qua è la holding a farla da padrona, una holding senza volto, con capitali di dubbia provenienza, che parlano inglese, siciliano, lingue esotiche, con governance occulte, e regole calate dall'alto e ideate per fregare e spremere il più possibile il territorio. In siffatto sistema, infatti, è impossibile introdurre la coltivazione biodinamica, visto che gli "interessi finanziari" sono quegli stessi che "investono" nelle aziende chimiche/farmaceutiche/petrolifere e quant'altro.
Almeno il Signore aveva un volto, talvolta le sue umanità, le sue debolezze, era quindi un uomo. La holding invece è il Sistema attraverso il quale il neonazismo globalista ci frega, ci espropria, ci uccide e il cui anonimato protegge i suoi criminali nelle cupole nascoste da mille scatole cinesi.
Sono qua. Sono i nostri vicini di casa. Sono coloro ai quali stranamente gli uffici "tecnici" del comune danno sempre ragione, sono coloro i cui dipendenti fanno spallucce per non sapere, a loro basta tornare a casa con lo stipendio, coloro i quali, guarda un po' che strano, privatizzano le vecchie mulattiere e frazioni di borghi, svuotano i siti storici di tutti i reperti archeologici, - per i loro mandanti di Sotheby, deviano le strade, irrorano di pesticidi le vigne, si accaparrano l'acqua, sempre sotto l'occhio guardingo e benevolo del Comune. Coloro i quali, guarda un po' che strano, riescono a ottenere autorizzazioni edilizie anche laddove è praticamente impossibile cambiare persino la forma di una finestra. Coloro i quali ricevono sempre i fondi comunitari per le vigne. Coloro che, anno dopo anno, deformano il paesaggio, tagliano i cipressi, fanno piazza pulita dei rovi e delle more, fanno scempi nei boschi tagliando le piante più grosse, quelle che figliano, chiudono le sorgenti, deviano i corsi di acqua.
Sono loro, sono arrivati, sono i nostri - i vostri - vicini.

Che cosa aspettate a unirvi e a sciogliere le lingue?

Nicoletta Forcheri

28/08/09

Marina Forti
Fonte: www.ilmanifesto.it
Link: http://www.ilmanifesto.it/archivi/terra-terra/nocache/1/pezzo/4a95724404730/


AGENDA OGM E ROCKFELLER

INVITO A TUTTI DI SCARICARE IL VIDEO POICHE E' STATO CENSURATO DA FB, GOOGLE E YOUTUBE

[FONTE: http://www.vocidallastrada.com/2009/04/nellagenda-rockefeller-il-controllo.html ]

Sheeva

Di Mario R. Fernandez

"Se controlli il petrolio controlli le nazioni, se controlli gli alimenti controlli i popoli" Henry Kissinger

Nella complessa dominazione dell'Imperialismo nordamericano ci sono attività produttive nelle quali le corporazioni multinazionali che lo rappresentano hanno prodotto dei veri disastri umani e ambientali, non soltanto in molti paesi del mondo ma anche negli stessi Stati Uniti.
Dopo la seconda guerra mondiale, l'Imperialismo Nordamericano è rimasto in una posizione di vantaggio per aumentare lo sfruttamento del resto del mondo. Le sue corporazioni minerarie, petroliere, manufatturiere, finanziarie e delle banane, sono uscite alla ricerca di fortuna con tutto quello che avevano a disposizione, includendo la scienza, la tecnologia, la propaganda ideologica, l'estorsione e la forza militare. Si è consolidata così una denominazione economica controllata da una piccola elite che proclamava a tutta voce il "secolo americano". Una delle industrie più rentabili, che si è presentata come soluzione al problema della fame nel mondo, è stata l'industria di agroalimentari. Nella sua presentazione come "benefattrice dell'umanità" e contribuendo allo "sviluppo", gli agroalimentari nascondono le attività più sinistre e più pericolose per tutta l'umanità.

Semi di distruzione
Nel suo libro, "Seeds of destruction The Hidden Agenda of Genetic Manipulation" (Semi della distruzione. L'agenda nascosta della manipolazione genetica, pubblicato dalla Global Research, Center for Research on Globalization, di Montreal, Canada), E.William Engdahl puntualizza lo sviluppo di quello che inizierà negli anni 30 del XX secolo come la strategia di una elite corporativa per controllare la sicurezza alimentare nel mondo, il presente ed il futuro della vita sul pianeta, in una dimensione mai immaginata prima.
Engdahl mostra le importanti connessioni che esistono nell'industria della produzione di alimenti, industria che è diventata un monopolio mondiale, ed è la seconda industria più redditizia degli Stati Uniti- dopo l'industria farmaceutica. Questo grande affare americano comincia, con un'iniziativa per un maggior arricchimento e potere, nella Fondazione Rockfeller di New York. Questa iniziativa ha incluso vari centri scientifici di importanti università nordamericane, compreso la Princeton, Standford, Harvard e ha contato sul sostegno del governo americano di turno e di alcune delle sue istituzioni più importanti.
Le corporazioni che producono e commercializzano i semi, il grano e i prodotti chimici usati per stabilire una fondazione con il loro nome, fanno parte di un circolo che include non soltanto i managers della terra e le autorità del governo americano ma anche a vari presidenti dei paesi del terzo mondo.
Il fondatore della Stanford Oli, John Rockefeller, nel 1913 ha ricevuto la raccomandazione per creare una fondazione a suo nome, come una forma per evadere le tasse. Fondò allora la Rockfeller Foundation, stabilita, in teoria, con la missione di "promuovere il benessere dell'umanità in tutto il mondo."
Ma uno dei principali scopi della fondazione è stato quello di trovare forme per diminuire nel mondo quelle che loro qualificano come "razze inferiori". E' stato con questo scopo che la fondazione Rockfeller fa donazioni finanziarie alla Social Science Reserch Council nel 1923, finanziando investigazioni destinate a sviluppare tecniche di controllo della natalità per essere applicate dopo in modo da controllare le gestazioni di "non desiderati". Nel 1936, la fondazione crea e finanzia la prima officina di investigazione della popolazione, a Princeton University, con scopi simili di controllo della popolazione.
Tra i primi progetti filantropici della Fondazione Rockfeller appare la finanziazione della American Eugenic Society. "Eugenics" è stata una pseudo scienza; la parola è stata inventata in Inghilterra nel 1883 dal cugino di Charles Darwin, Francis Galton che applicò la teoria di Malthus al regno vegetale e animale unendolo al lavoro di Darwin, L'Origine della Specie. Negli anni 20 questi studi fatti da Galton sono serviti come argomentazione ideologica affinchè Rockfeller, Carnegie e altri ricconi americani usassero il concetto di "darwinismo sociale" per giustificare le loro fortune: erano una prova che loro rappresentavano un sottogruppo "superiore" della specie umana, e che per questa ragione dominavano ad altri umani meno fortunati.
Vale la pena di segnalare che il preside della prestigiosa Stanford University (California), David Starr Jordan, affermava nel 1902 nel suo libro "Blood of Nation" che la povertà era il risultato della eredità genetica, tanto come il talento-l'educazione (o le opportunità) non avevano una grande influenza.

La Razza Superiore e La Rivoluzione Verde....

Molti oggi ignorano che l'idea di una razza superiore del nord, questa fantasia da incubo della Germania nazista, ha avuto le sue radici negli Stati Uniti. Tra il 1922 e 1926, la Fondazione Rockfeller ha donato denaro attraverso il suo ufficio a Parigi per lo studio di "eugenics" e aiutò a creare il Kaiser Wilhelm Institute per la Psichiatria a Berlino (KWG) istituto base dell'idea nazista della razza superiore. In anni posteriori, Ernst Rudin, l'architetto del programma di "eugenics" di Adolf Hitler, avrebbe creato la legge nazista di sterilizzazione spiegata come un "modello americano" e adottato in Germania nel 1933. E' stata questa legge che ha obbligato 400.000 tedeschi colpiti dalla sindrome maniaco-depressiva e la schizofrenia alla sterelizzazione. E per questa legge migliaia di bambini tedeschi con varie difficoltà sono stati semplicemente "eliminati". La Fondazione Rockefeller ha finanziato l'istituto KWG anche durante il terzo Reich e fino al 1939.
Nelson Rockfeller fonda la IBEC (International Basic Economic Corporation) che dopo si unirà con la Cargill, un altro gigante del campo- per sviluppare ibridi con alcune varietà di semi di mais. Questi semi di mais inizialmente furono coltivati in Brasile, che è diventato il terzo produttore di mais del mondo- dopo gli Stati Uniti e la Cina. In Brasile si comincia a mischiare il mais con la soia negli alimenti per animali, e questo aiuta la proliferazione della soia geneticamente modificata, che comincia ad essere normale sul mercato a fine degli anni 90.
Questa denominata "rivoluzione verde" è stata un progetto di Rockfeller che iniziò in Messico e si espande in quasi tutta l'america latina e dopo in Asia, specialmente in India, come strategia per controllare la produzione di alimenti fondamentali in paesi centrali del terzo mondo- sempre in nome dell'efficacia del supposto "mercato di libera impresa" e contro la anche supposta "innefficacia comunista".
Nel 1960 la Fondazione Rockfeller e la Fondazione Ford creano insieme l'International Rice Research Institute a Los Baños, Filippine, con il fine, adesso, di controllare la produzione di riso. Nel 1972 queste stesse fondazioni creano dei centri di investigazioni dell'agricultura tropicale in Nigeria aventi simili scopi di controllo.
Attraverso la Rivoluzione Verde le fondazioni Rockefeller e Ford lavorano fianco a fianco con la USAID e la CIA avendo specifichi obiettivi nel mondo. Includono anche la Banca Mondiale che da crediti a progetti di dighe e sistemi di irrigazione che vogliono loro, per facilitare ed espandere i loro affari.
I Rockfeller
La famiglia Rockefeller ha esteso i suoi affari con il petrolio [Exxon] e l' agricoltura nei paesi del Terzo Mondo grazie alla sua Rivoluzione Verde. Hanno finanziato anche vari progetti poco menzionati nell'Università di Harvard- progetti che formeranno infrastrutture della produzione di alimenti sotto il controllo centrale di una delle poche corporazioni private. I suoi creatori hanno battezato quest'area intera come "agroalimentare" per differenzarsi dalla coltivazione tradizionale millenaria sostenuta dai contadini, il nuovo nome era necessario. Nessuno sano di mente avrebbe accettato che una corporazione si dichiarasse proprietaria, o patentasse, l'agricoltura o la mistificazione di piante che sono con noi da millenni.
Nel 1985 la Fondazione Rockfeller inizia uno studio, su larga scala, sull' ingegneria genetica delle piante per uso commerciale, sborsando milioni di dollari a centri scientifici e "creando" quelle che saranno le piante geneticamente modificate attraverso l' applicazione di nuove tecniche di biologia molecolare a piante alimentari del pianeta. Il riso è stata la prima pianta modificata- con dubbioso vantaggio per il riso e uno svantaggio crescente per il consumatore.
A fine degli anni 80 esisteva tutta una rete di scienziati specializzati in piante geneticamente modificate (Genetic Modified Organisms, OGM o transgenici). Il progetto aveva bisogno di un luogo sicuro dove stabilirsi. Questo luogo è stato l'Argentina sotto la presidenza di Carlos Menem. Menem aveva forti rapporti con Rockfeller e la sua banca, il Chase Manhattan. Le terre agricole argentine sono servite da "cavie" della denominata seconda Rivoluzione Verde che include la soja e l'agente chimico glisofato. L'Argentina è stato il luogo di sperimentizzazione di un' agricoltura totalmente dipendente dai semi transgenici e chimici dati dalla stessa compagnia: la Monsanto.
In un tempo di 8 anni, per il 2004, erano state piantate più di 65 milioni di ettari nel mondo con semi geneticamente modificati, il 25% della terra coltivabile del mondo. La maggior parte del grano è stato piantato negli Stati Uniti in modo da aumentare la fiducia del resto del mondo sui trasgeneci, ma anche perchè i governi nordamericani di turno erano completamente favorevoli agli agroalimentari. L'Argentina era il secondo paese produttore di grano transgenico, con più di 17 milioni di ettari coltivati. Nel 2005 viene tolto il divieto ai transgenici in Brasile, Canada, Honduras, SudAfrica e Cina. Tutti questi paesi hanno un importante programma di coltivazioni transgeniche.
L'Europa ha resistito di più ma la pressione che è stata fatta nell' Europa dell'Est da parte delle corporazioni ha dato il suo risultato e suoli ricchi come quelli della Romania, Bulgaria, Polonia, che avevano piani di regolamentazione scarsi, sono stati terreni fertili per i trasgenici. L'Indonesia, Filippine, India, Colombia, Honduras e Spagna hanno anch'essi, attualmente, coltivazioni transgeniche.
Il caso dell'Argentina è da sottolineare perchè è stato unico, nessun paese autosufficiente in alimenti come l'Argentina avrebbe accettato di convertirsi in un paese monocoltivatore di soja per l'export nel nome del progresso. L'Argentina è stata una pedina dei Rockfeller, Monsanto e Cargill Inc. E nel 1991 è servita da laboratorio segreto di esperimenti di coltivazioni transgeniche al punto che l'amministrazione di Menem aveva creato una Commissione di Consiglio sulla Biotecnologia, completamente pseudoscientifica, che si riuniva in segreto ed era formata da membri che arrivavano direttamente dalla Monsanto, Syngenta, Dow AgroSciences e altre corporazioni dell'agroalimentare.

Monsanto e Cargill
La Monsanto funziona come un nuovo conquistatore, vende sia il seme della soja resistente al glisofato che il glisofato, e richiede non solo un prezzo per la licenza, ma che il seme comprato non sia usato nuovamente l'anno seguente senza pagare i diritti del brevetto. Si tratta di una nuova servitù nell' agricoltura. Quando l'Argentina nega il pagamento dei diritti di brevetto, Monsanto spande il suo seme illegalmente verso altri paesi (Brasile Paraguay, Bolivia e Uruguay) inquinandoli e dopo li accusa di usare il loro seme senza pagare il brevetto.
Finalmente, l'Argentina nel 2004 accetta di pagare un 1% delle vendite di grano agli esportatori, Cargill- un altro agressivo conquistatore alleato di Monsanto. E' un ricatto.
Engdahl spiega anche come l'imperialismo nordamericano ha imposto all'Iraq (oltre ad averlo distrutto con le bombe), una terapia di "shock" economico che include l'imposizione di un sistema agricolo dominato dagli agroalimentari di trasngenici. Essendo l'Iraq una parte della Mesopotamia, dove si sono mistificati i grani e dove la coltivazione esisteva da più di 8000 anni con una vasta varietà di semi di grano che oggi il mondo intero usa senza pagare, l'ironia è immensa. Molti semi naturali dell'Iraq venivano conservati in un banco di semi in Abu Ghraib, la città delle torture. Questa banca è stata totalmente distrutta dai bombardamenti americani forse con l'intenzione. E' stata solo una fortuna che il governo irakeno precedente avesse inviato i suoi semi in Siria, dove oggi sono immagazzinati e a salvi dalla distruzione americana.
L'agroalimentare statunitense ha escogitato una strategia di dominazione mondiale, usando il suo potere di oltre 3 decenni per distruggere qualsiasi barriera che ostacolasse lo sviluppo dei suoi monopoli- finendo poi con regolamentazioni sanitarie e di sicurezza dell'agricoltura o usando l' Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) per controllare l'agricoltura mondiale.
Le coltivazioni sono state usate generalmente per il mercato locale e come base dell'esistenza umana. Monsanto, DuPont, Dow, Chemical e altre gigantesche corporazioni della chimica e dell'agricoltura hanno usato il potere politico e militare degli Usa per, controllando i brevetti dei semi, controllare le coltivazioni di alimenti del mondo. Il progetto va oltre i semi e include molti altri alimenti, latte, maiali e altri.
Endgahl ha creato un documento che aiuta a capire meglio quest'area di dominio imperiale- che si unisce ad altre come il controllo delle terre ricche e delle riserva di acqua con una strategia ben pianificata dai più ricchi del mondo. Questa crisi può creare uno spazio che dia la possibilità ai popoli di alzare la loro voce richiedendo il loro diritto inalienabile di coltivare e distribuire i loro alimenti affrontando questi polipi che vogliono schiavizzare l'umanità.

Fonte: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=83502&titular=el-control-de-los-alimentos-

giovedì 27 agosto 2009

Vengo da un altro pianeta. NF

Adesso ho capito quale. Questo:

Le altre otto puntate qua: http://www.youtube.com/watch?v=Zi-pGs4LOvE&feature=related

Quando ho visto la "sconnessione" all'opera, ho capito che è quella che voglio ottenere nelle persone attorno a me. A volte con rabbia. Sconnessione dal programma di controllo ma connessione con sé stessi e gli altri.

Ho capito perché quando sento la musica non posso stare ferma, perché mi piace il trapezio, perché m'interessa leggere nel pensiero o sentire il futuro, perché non mangio quasi più carne e non sopporto il junk food dilagante tutt'attorno a noi, il massacro delle piante, perché non sopporto il cloro, perché non sopporto le malattie e perché sono intimamente convinta che si possa campare almeno un secolo (mia nonna è morta a 112 anni).

Ho capito perché non sopporto la possessività con i bébé e perché è la cosa più preziosa che mi manca.

Ho capito soprattutto perché capisco quando una persona è da "sconnettere" poiché mente a sé stessa e agli altri.

Ho capito perchè la tribù e la natura sono i beni più concreti e più preziosi per gli umani, altro che denaro, democrazia, e pc! In fondo il pc è un precursore della telepatia del pensiero - di cui facciamo difetto.

Si, si, vengo proprio da un altro pianeta...da quel pianeta.

Nicoletta Forcheri

Europa in pillole, amare. di NF


26 agosto 2009


In queste torride giornate di fine agosto, l'Europa continua imperterrita e incurante le sue agende di Nuovo ordine mondiale. Business as usual. Ecco qualche pillola da mandare giù.

Per l'Afghanistan, particolarmente ansiosa di esportare il suo “modello di democrazia”, l'UE (la presidenza attuale svedese UE), assieme al Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, ha abbondato in comunicazioni di esortazione a recarsi alle urne, che non sono rimaste solo lettera morta. La Commissione europea ha infatti stanziato 35 milioni dei nostri euro al cosiddetto Fondo di sostegno elettorale ONU "ELECT", oltre ad avere dispiegato, a nostre spese, una missione di osservazione diretta dal francese Philippe Morillon, composta da 200 membri pagati con tutti gli extra e i privilegi dei migliori funzionari internazionali. Dopo tutti questi investimenti è normale che il 21 agosto la Commissione parli di elezioni "riuscite" mentre il Segretario generale della Nato, Anders Forgh Rasmusen rincari la dose parlando del successo della sicurezza, e ciò sebbene la partecipazione alle urne sia stata di un piccolo 40% secondo le dichiarazioni obbligatoriamente ottimistiche dei servizi UE che non dicono che in alcune aree del sud del paese sia stata praticamente nulla.


Philippe Morillon, deputato fino al 20 luglio è stato poi riciclato a quella carica. Da chi? Beh basti pensare che è Grand Officier de la Légion d'Honneur, onorificenza che risale a Napoleone, con una gerarchia di sei gradi di cui il Grande ufficiale occupa il terzo per importanza e il Gran Maestro è Sarkozy in persona. Niente è stato detto dagli organi della propaganda globaleuropea sulle accuse di censura lanciate dalla Federazione internazionale dei giornalisti nei confronti dell'esercito USA, che costringono a illustrare positivamente l'azione dell'esercito in Afghanistan (e Iraq), pena l'espulsione del giornalista dal paese (cfr. http://it.peacereporter.net/articolo/1745/Afghanistan%2C+la+Federazione+internazionale+dei+giornalisti+accusa+di+censura+l%27esercito+USA).

Del resto come stupirsi, ogni guerra che si rispetti ha le sue propagande e le sue censure, altrimenti non sarebbe guerra. Ci sono guerre di difesa e guerre d'invasione, e questa è decisamente un'invasione, fatta per la potente Unocal Chevron Texaco (Rockefeller) e i suoi diritti di passaggio delle pipeline dai giacimenti del Caspio al mercato cinese in forte domanda. Karzai era un consigliere della Unocal e suo fratello è uno dei più potenti trafficanti di cocaina nel paese. In tutti questi anni di missione di "pace" la situazione non ha fatto che peggiorare. Due più due?

E poi non è mica l'unica missione di “sicurezza” sostenuta dall'Unione europea, come si può vedere dallo schema sotto all'interno della Politica di sicurezza e di difesa europea del Consiglio europeo: http://www.consilium.europa.eu/showPage.aspx?id=268&lang=it .

In materia di Pesca, la presidenza svedese - svedese come la Findus - è determinata a trovare un accordo in autunno per vietare la pesca al tonno rosso nell'Atlantico, divieto sul quale si trovano d'accordo alcuni paesi nordici ma decisamente contrari Italia e Spagna. Normale visto che, nessuno lo dice, ciò significherà un aumento esponenziale della pesca al tonno rosso da parte delle multinazionali e della grande distribuzione – di cui l'anglosvedese Findus – che rischieranno di scorrazzare di più nelle nostre acque con la scusa di soddisfare la golosità dei giapponesi per il sushi di tonno rosso, gusto che non accenna a scemare sebbene si tratti di una specie minacciata di estinzione per eccessiva pesca. E intanto i nostri piccoli pescatori sono pagati con soldi dell'UE - cioé nostri, estorti con l'IVA - per andare in pensione. anzitempo. Pesca eccessiva, capite, dovuta al cabotaggio dei nostri pescherecci artigianali...

Per quel che riguarda la Somalia, più di uno sarà sorpreso di sapere che abbiamo una nuova forza militare marittima europea, la UE NAVFOR Atalanta. La sua prima missione si dispiega al largo delle coste somali contro i “cattivi” pirati somali che impediscono – questa la giustificazione – alle navi del PAM (Programma alimentare mondiale) di compiere la loro missione di portare alimenti ai somali. Strano, Berlusconi i pirati li aveva chiamati “pescatori” alla conferenza stampa conclusiva dell'Aquila del G8, sostenendo il loro diritto a pescare nelle proprie acque territoriali. Non mi stupisce che sia l'olandese Pieter Bindt, ex responsabile della pianificazione marittima del ministero della Difesa dei Paesi Bassi ed ex comandante della forza marittima olandese in seno alla NATO, ad essere stato nominato a capo della prima operazione marittima della “UE NAVFOR Atalanta”, giovedì 13 agosto, il cui scopo dichiarato è quello di scortare le navi del PAM e le navi mercantili (pescherecci Findus?) che navigano nel Golfo di Aden al largo della Somalia, per difenderli contro gli atti dei "pirati" (disperati pescatori?). Qua se ne possono leggere le gesta spiegate in quel linguaggio – rigorosamente inglese non tradotto – che non la dice mai tutta, per dirla eufemisticamente, su chi siano veramente i “fermati”. e i vari perché. Questa storia è stranamente somigliante a quella degli attacchi dei soldati israeliani contro i pescatori al largo delle coste di Gaza, per impedire loro di pescare per il proprio sostentamento. Acque, nelle vicinanze delle quali, sia detto per inciso, esiste un enorme giacimento di gas che apparterrebbe, di diritto, ai palestinesi ma la cui sorte è naturalmente sospesa per via della violenza costante contro Gaza, e fisicamente difeso dai soldati israeliani.

In materia di Fisco, la dittatura globale avanza, con la proposta martedì 18 agosto della Commissione europea di riformulare il regolamento n°1798/2003 per dotare di maggiori strumenti gli Stati membri nella lotta comune contro la frode all'IVA – la maggiore fonte di finanziamento delle istituzioni UE. In questa materia ci vuole l'unanimità al Consiglio dei ministri altrimenti non passano gli atti, ma peccato che l'unanimità sia già stata raggiunta a fine 2008 per l'obbligo di trasmettere mensilmente le dichiarazioni IVA; quando la legge cambierà in Italia nel senso di più burocrazia, più pagamenti, più bancarizzazione e maggiori ostacoli “tecnici” al commercio e alle attività economiche, saprete di chi sarà la colpa. Con buona pace dei benpensanti europeisti, i fatti parlano. Saprete anche che l'unanimità al Consiglio Ecofin (Economia e Finanza) – che riunisce tutti i ministri delle Finanze dei 27 Stati membri – comprende anche il voto di Tremonti, su cui potrete gettare la colpa, ma non certo tutte le colpe. Quando si dice parla bene ma razzola male. O non è libero di opporsi?

Nella bozza di regolamento – atto legislativo UE direttamente applicabile in ogni Stato membro tale e quale – si autorizzano di fatto gli altri Stati membri a ficcare il naso negli affari fiscali degli altrui paesi, in modo automaticizzato. Si prevede anche una raccolta d'informazioni standardizzate, condizioni uniformate per l'iscrizione alla partita IVA, e per quelle di cancellazione. Gli Stati membri diventano responsabili in solido della raccolta degli introiti IVA, davanti alle autorità europee. Un inizio di cessione della sovranità fiscale di un paese, ultimo tabù a cadere: sarà per questo che si è fatto un gran parlare di federalismo fiscale?

La Commissione vuole anche gettare le basi per creare Eurofisco, una rete di scambi dati sulle frodi all'IVA. Inizialmente senza personalità giuridica, servirà a procedere a quantomai vaghe “analisi strategiche e rischi comuni”, insomma affina le armi per controllarci - e spremerci - meglio.

Per il momento accumula banche dati su banche dati nei settori più svariati, dalle sementi alla biodiversità, dai parchi alle planimetrie idrogeologiche. Alcune sono già in vigore, come la lista dei semi commercializzabili, che comporta il divieto persino di scambiarsi a gratis quelli non figuranti in quella lista. Altre servono solo a "capitalizzare" per investimenti futuri. Per chi non lo sapesse, le banche dati sono il nuovo oro delle Corporation di beni smaterializzati – non per niente si chiamano “banche” - e costituiscono sicuramente enormi fondi di commercio per le multinazionali, basti pensare alla Seat Pagine gialle... Poi con queste banche dati, il Monarca bancario al cui servizio si trova la Commissione europea, controllerà meglio il suo vasto impero. Si arriva al punto che le banche dati dello Stato italiano sono “esternalizzate” a ditte private in modo da essere ridotti a pagare sempre più caro per ottenere i NOSTRI dati, Un po' come dobbiamo pagare per la custodia del nostro oro a BRI, Federal reserve e Bankitalia, che oramai considerano loro. Nell'accumulazione costante di dati attuariali, di valutazione dei patrimoni, di attività dormienti e di tesori nascosti, la Commissione organo tecnico fedele ai banchieri, è la manus longa della BCE.

Del resto è di questi giorni la notizia che Mario Resca, il vice di Bondi ai Beni culturali, ed ex presidente di McDonald Italia, sta affidando alla multinazionale Google - senza gara pubblica contrariamente alle regole comunitarie - la digitalizzazione dei libri delle biblioteche nazionali. Un disastro. Come mai la Commissione non interviene mai in questi casi di violazione delle norme della concorrenza che impongono la gara per ottenere l'appalto? Forse perché Google conta tra i proprietari le maggiori banche e fondi di investimento canaglia come si evince da questo schemino (non aggiornato)? ( http://www.transnationale.org/companies/google.php)


Barclays
United Kingdom2.28Company
Brin, SergeyUnited States of America
Company
Capital Research & Management Inc.United States of America5.59Company
FMR Corp. (Fidelity Investments)United States of America7.64Company
Goldman Sachs Group Inc.United States of America1.3Company
Legg Mason Inc.United States of America1.83Company
Morgan StanleyUnited States of America1Company
Page, LarryUnited States of America
Company
TCW GroupUnited States of America1.12Compan

E pur essendo la società più cliccata al mondo, è quella che più di tutte nasconde le sue informazioni sociali.

E comunque nel mio piccolo sapevo che a ottenere quell'appalto negli anni novanta era stata la Bassilichi SpA, media impresa di Firenze, che poi tra mille difficoltà diciamo "burocratiche" non poté mai ottenere dalle Belle Arti che la digitalizzazione della biblioteca nazionale fosse messa in linea - fruibile a tutti. All'epoca la società vicina a Bill Gates, la Corbis, si era dimostrata ad acquisire la digitalizzazione effettuata da Bassilichi ma le leggi dello Stato non lo permettevano per via delle reogle di diritti di autore. Diciamo allora che un colosso come Google ha più strade che portano al Signore.

Per la politica considerata fiore all'occhiello della Commissione, la Concorrenza e la sua sequela di brevetti e difesa delle royalties, è stata pubblicata la relazione annua per il 2008 www.ec.europa.eu/competition/publications/annual_report/index.html – non comprensibile ai profani - e la commissaria Neelie Kroes ha dichiarato che l'azione della Commissione per la crisi «è stata determinante per preservare il mercato unico e i benefici della concorrenza, pur garantendo la stabilità del sistema finanziario ». Cioè i tanti miliardi di liquidità stampati dal nulla per alcune banche in difficoltà – non certo le nostre – che tutti noi pagheremo con svalutazione del valore del denaro. Per la lotta alle intese (cartelli), la Commissione ricorda di avere introdotto un meccanismo che consente di mettersi direttamente d'accordo con le società che collaborano, riducendo loro le sanzioni, già minime per i colossi. Una sorta di amnistia fiscale per i reati - almeno quelli denunciati - compiuti dagli enormi monopoli vigenti in Europa. Andatelo a dire ai piccoli esercizi che se solo contestano - giustamente - una sanzione fiscale rischiano invece di dovere pagare il doppio della penale. Niente sconti di pena, anche se collaborano.

Ricordate la sentenza di giugno della Corte costituzionale tedesca che aveva richiesto una legge di accompagnamento per riformare la Costituzione in modo di consentire la ratifica del trattato di Lisbona? La notizia prevedibile è che i partiti politici tedeschi (CDU-CSU, SPD, liberali e verdi) hanno trovato un accordo, martedì 18 agosto, per salvare in facciata la Costituzione del parlamento tedesco, con la consultazione obbligatoria ma non vincolante – ancora da verificare - del parlamento tedesco su tutte le decisioni intergovernative UE. Non è certo una coincidenza che l'unico partito determinato a tutelare il parere vincolante del Parlamento sia circondato dalla connotazione negativa di destra bavarese CSU, quella del localismo indicato dai benpensanti come xenofobo, il cui capo Haider è stato ucciso in un presunto incidente d'auto il 12 ottobre 2008.

Singolare però che si dimentichi che il veto sia di fatto già stato applicato nel lontani anni sessanta dalla Francia (De Gaulle, crisi della sedia vuota sulla questione dell'energia nucleare) e negli anni '80 dalla Gran Bretagna (Thatcher quando diceva “I want my money back”). Figuriamoci se l'Italia solo si azzardasse a sollevare il problema dell'incostituzionalità del Trattato di Lisbona: apriti cielo, una levata di scudi europea e qualche altra campagna di stampa diffamatoria.

Ma la ciliegina sulla torta è fornita dalla notizia che il Comitato di sicurezza sanitaria dell'UE raccomanda, martedì 25 agosto, le vaccinazioni contro l'influenza suina soprattutto per i malati cronici dai sei mesi di età, le donne incinte e il personale medico. Eppure avevo sentito dire dai medici che i vaccini per i malati cronici o immunodepressi erano pericolosi. So anche che una mia vecchia zia, dopo la vaccinazione antinfluenzale, non si è mai più ripresa ed è morta dopo due anni quasi paralizzata, uno degli effetti nefasti secondari delle vaccinazioni.

Il Comitato ha formulato le sue raccomandazioni dietro “dettatura” dell'OMS e dei consulenti del Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie, una delle centinaia di agenzie ed enti che l'UE moltiplica nel mondo, come tanti avamposti di conquista, A NOSTRE SPESE. In pratica, questi sono i gruppi prioritari secondo gli esperti venditori, fino a quando non “saranno raggiunti gli obiettivi nazionali” che variano dagli ordini di acquisto delle dosi. Non sono sicura se i bambini compresi tra i 6 mesi e i 24 anni siano da considerare gruppo prioritario, secondo la notizia di Agence Europe no, ma su tutti i siti ufficiali si. E comunque negli USA lo sono.

L'OMS consiglia di vaccinare soprattutto il personale sanitario, ma strano anche questo, poiché conosco un'infermiera di Careggi (Firenze) che la suina l'ha avuta a luglio, curata normalmente a casa, e che adesso sta benone.

Questi sono alcuni dei dati attuali ufficiali dell'influenza suina:

Regno Unito, 12 957 persone infette, 59 deceduti, gruppo prioritario di 11 milioni di persone di cui 2,1 milioni dei servizi sanitari e sociali.

Francia, 1125 casi, 10 decessi, compresi i territori d'oltre mare.

Spagna, 1538 casi, 16 decessi.

Olanda, 1 473 casi, 2 morti.

A parte che le statistiche non dicono in quali condizioni fossero i morti e che tutte le influenze hanno sempre provocato decessi nei più fragili, un fatto che dovrebbe confermare i dubbi su tutta l'operazione è che la Repubblica Ceca, con 237 casi e nessun caso di decesso, ha deciso di vaccinare obbligatoriamente il personale della sanità pubblica.

Piccolo dettaglio, i vaccini per questa influenza non sono ancora stati prodotti né testati.

Coincidenza, alcune agenzie dello stesso giorno (25 agosto) riportavano la notizia che la campagna di vaccinazione in Italia partirà il 15 novembre (qua).

Pillole amare. Eh si. E' l'Europa.

Nicoletta Forcheri

Fonte delle notizie ufficiali: Agence Europe www.agenceurope.com




martedì 25 agosto 2009

Invasioni parallele

Invasione/"liberazione" dell'Irak (estratto dal Film Il Nuovo Secolo Americano, di Massimo Mazzucco):

http://www.youtube.com/watch?v=yqcba449Bt8





"Liberazione"/invasione dell'Italia:
[fonte: www.associazionelatorre.com e www.youtube.com/associazionelatorre ]

(...)
I miei genitori, i miei nonni, altri parenti e conoscenti che avevano vissuto la Seconda Guerra Mondiale, mi narravano di gesti generosi e premurosi dei G.I. americani verso la popolazione civile italiana – donare cibarie, dolciumi, vestiario, sigarette.
Mi riferivano però anche che, prima dell’arrivo degli Alleati, gli aerei americani lanciavano sui campi delle nostre zone padano-venete piccole mine antiuomo per mutilare od uccidere i contadini, nonché giocattoli, matite e penne esplosive per mutilare e accecare i bambini. Ricordo di aver giocato a lungo con pezzi di quelle mine, da piccolo.
Raccontavano anche che gli Americani avevano lanciato dai loro aerei la dorifora – un coleottero giallo e bruno che mangia le foglie di patata – e altre specie animali per danneggiare i raccolti.
Tutte le notti, nei cieli, incrociava Pippo, un cacciabombardiere che mollava una bomba su ogni luce che vedesse dall’alto. Colpiva quasi solo civili – soprattutto agricoltori che accendevano una candela o una lanterna per mungere o nutrire il bestiame prima dell’alba.
Mia madre, nel 1944, all’età di 12 anni, al ritorno da scuola, fu mitragliata da due caccia americani Lightning, e si salvò gettandosi in un fosso. Ho sentito altri racconti di bambini mitragliati.
Mi sovviene dei 300.000 morti civili del bombardamento americano su Dresda, città non industriale, che essi distrussero col fosforo, il quale si attacca alla pelle e ai vestiti e brucia le persone. Lo hanno usato anche in Iraq. Hanno usato sostanze ancor più micidiali contro i civili serbi. Hanno usato armi di distruzione di massa dovunque abbiano combattuto. E hanno combattuto per costruire e mantenere un loro ordine mondiale. Certo, ciò vale per la classe dirigente, non per la popolazione, per i soldatini che, in parte, credevano e credono di esportare la democrazia, anche se talora non disdegnano di sterminare i civili e i bambini.
Mi sovviene anche della strage dell’asilo infantile di Gorla, con circa 100 bimbi morti sotto le bombe, e la strage della giostra di Grosseto, dove piloti americani fecero carneficina dei bambini che si trovavano su una giostra, mitragliandoli a bassa quota, il giorno di Pasquetta del 1943.
(...)

Marco Della Luna - 24 aprile 2009 Fonte: http://marcodellaluna.info

Tutti i nostri comunicati ed i loro contenuti sono liberamente diffondibili in maniera totale o parziale, a patto di indicare la seguente fonte:
Associazione “La Torre” –
www.associazionelatorre.com


Gli strappi internazionali del cavaliere


di Paolo De Gregorio - 24/08/2009

Fonte: Arianna Editrice [scheda fonte]



Da “sinistra” si rimprovera a Berlusconi di non essere abbastanza filo-americano, di inimicarsi il Vaticano, di agire a favore della Russia per la questione del gasdotto, di non aver rimproverato Bossi per la sua posizione sulla fine di ogni intervento militare all’estero, di aver valutato in modo obiettivo la guerra in Georgia suggerita da americani e israeliani, di aver “ceduto” alle antiche richieste della Libia di Gheddafi.
Praticamente le uniche cose positive fatte da Berlusconi in politica estera vengono censurate dalla opposizione, in quanto si distaccano dalle linee strategiche della tradizionale politica estera italiana che notoriamente è di appecoronamento agli USA, alla Nato, e di passività in Europa, che dopo 50 anni non è ancora capace di esprimere una comune politica estera.

E’ evidente che solo dagli strappi, dai forti smarcamenti sia dagli Usa che dalla Nato che dalla dormiente Europa, si possono creare le condizioni di una reale autonomia europea, che finalmente valuti l’ovvietà che gli interessi europei sono serviti molto di più da una integrazione economica con la Russia,piuttosto che dalla politica atlantica che invece alimenta tensioni, aumenta le basi militari in zona, proprio in chiave anti-russa, per impedire che il polo europeo-russo diventi una entità di tale peso da escludere per sempre gli Usa dall’influenza in questa zona del mondo.

Le centinaia di basi militari Usa e Nato in Europa restano ESCLUSIVAMENTE per impedire tale processo. Le minacce “iraniane” e terroristiche contro la sicurezza europea, sono le solite invenzioni del Pentagono, come era prima la minaccia “comunista” . La sola critica seria che si può fare a Berlusconi è che egli non ha collocato queste sue posizioni politiche all’interno di una strategia internazionale, ma ha agito in personale amicizia con Putin e seguendo un filo di interessi economici di grossi gruppi industriali italiani.
Comunque meglio degli appecoronamenti di “sinistra” che concessero senza nemmeno discutere, durante il governo Prodi, il raddoppio della base Usa di Vicenza, e durante il governo D’Alema parteciparono all’aggressione alla Serbia, insieme agli americani, senza neppure chiedere un voto in Parlamento.

Le vere anomalie in Italia sono due: una è il berlusconismo, ossia la concentrazione nelle mani di un solo uomo del potere mediatico, economico e politico, con il suo seguito di leggi ad personam che hanno creato la dittatura in Italia.
La seconda è quella che non c’è una opposizione, con programmi e strategia antagonista alla destra, con una richiesta di modificazione delle regole del gioco democratico a cominciare dalle regole elettorali con la ineleggibilità di chi possiede mezzi di informazione.
Altro che denunciare le orgette e la “mignottocrazia”!

domenica 23 agosto 2009

LA DEMOCRAZIA DI VOIALTRI. di NF

Come volevasi dimostrare, cominciano gli insulti al post sotto, Sono rimasta al palo, di cui uno recita:

"il tuo intervento è degno di una cattolica berlusconiana.
complimenti per non aver capito il nocciolo del discorso. tra te e barnard non si sa chi è messo peggio. rappresentate gli estremi di una lotta xenofoba tra maschi imbecilli e femminucce anorgasmiche.

ps. bello lasciare un commento sopra a: "La moderazione dei commenti è stata attivata. Tutti i commenti devono essere approvati dall'autore del blog." MOLTO DEMOCRATICO PER UNA CHE SCRIVE SU DISINFORMAZIONE E COMEDONCHISCIOTTE! "

Il post dimostra innanzitutto mancanza di argomenti, con conseguente scivolo sul personale (cattolica berlusconiana, femminucce anorgasmiche, xenofoba, messo peggio ecc), senza spiegare qual è il nocciolo del discorso, che a parole avrebbe capito, ma non spiega.

La frase sulla "democrazia" è molto significativa. All'anonimo commentatore dico che della sua democrazia se ne può pulire il suo culo merdoso, se è quella stessa che lo autorizza a insultarmi volgarmente sul personale, quella stessa che a livello generale, giustifica la violazione di interi popoli con guerre saccheggiatrici come in Irak e in Afghanistan...

Contro tale becera, volgare, acefala democrazia chi scrive ha tutti i diritti non solo di difendersi ma il sacrosanto dovere di sputtanarla.

Apro la porta alle discussioni che voglio e non alle altre e soprattutto non a chi si riveli ingrato dell'ospitalità. A quelli ho tutto il diritto di sbattere la porta in faccia, anche e soprattutto in nome di quella libertà di espressione che si vuole salvaguardare sul net senza che esso diventi un'enorme cloaca a cielo aperto, finendo per annegare nell'acqua sporca il prezioso bambino.

Nicoletta Forcheri

Paolo B va a puttane, e io sono rimasta al palo. NF



di Nicoletta Forcheri


Questa intende essere una risposta semi provocatoria alla provocazione di P. Barnard (Sono andato a puttane) che, spero, lancerà un dibattito salutare sull'argomento. L'articolo è sottoposto alle regole di copyleft, lo si può copiare integralmente purchè se ne citi l'autore e la fonte, con l'aggiunta specifica in questo caso che venga immediatamente censurato qualsiasi commento volgare o insulto personale, e che ne sia immediatamente bannato l'autore da tutti i siti che desiderino copiarlo.


Ciao Paolo,

grazie per l'articolo e la provocazione

che ha messo a nudo, è il caso di dirlo, una povertà di spirito, una volgarità, una ignoranza nei maschi del sesso e delle donne, a giudicare dai commenti seguiti, da darmi tutte le ragioni per disperarmi, come stavo facendo proprio ieri prima di leggerti, nell'osservare che tutti gli uomini decenti attorno a me scopano con le extracomunitarie in cerca di sistemazione - a prescindere da quel che hanno in testa - finendo regolarmente per sposarle per la necessità vitale, quasi più impellente dell'impulso maschile del seme, di a) "permesso di soggiorno" e/o b) "statuto di moglie" (anche simbolico)...
Se io facessi qualche avance, pensavo, e nel mio passato mi è capitato di farne mio malgrado, o tali sono state interpretate alcune espressioni della mia innata spontaneità, so per esperienza che:
1) se è sensibile a me, l'uomo scappa a gambe levate e se la fa letteralmente sotto; alcuni, nella cerchia degli amici o conoscenze, hanno decisamente declinato "l'offerta" con frasi del tipo - "meglio amici", "per non rovinare l'amicizia" - ma per tornare alla carica anni dopo - segno che non avevano mai dimenticato - con tanto di dichiarazione in pompa magna, spiegandomi che il rifiuto di allora era motivato dalla leggerezza del mio approccio, "ludico", appunto, e dal timore di non essere contraccambiati poi nei sentimenti; altri - nel clan - per "rispetto" (sarei potuto essere una sorella) o temendo anticipatamente il "tranello" della donna fatale qual io sembravo...
2) se è insensibile al mio charme, o semplicemente fuori dalla cerchia delle conoscenze/"sorelle" (l'uomo inseminatore si lascia andare al sesso "ludico" più facilmente fuori dal clan, prova eclatante della sua errata nozione di sesso ludico (o madonna o puttana) come "mancanza di rispetto" (puttana) che mai vorrebbe dimostrare per una donna "sorella" della cerchia) allora il maschio pensa, bene ce l'ho in tasca, posso farmi una sveltina e via - sveltina che per noi donne si rivela nel 99 per cento dei casi disastrosa, tutto tranne sesso ludico, ma sesso guerriero da cui la donna esce come una preda saccheggiata, spiumata.
Soprattutto, so per esperienza, che se la donna si avvicina al maschio con la voglia di "giocare", e se il maschio sente che la donna lo fa senza intenzioni "serie", con poco rischio di innamorarsi, se lo fa cioé da una situazione di "indipendenza" psicoeconomica, dopo avere "giocato", succede che sia proprio lui a comportarsi da "innamorato", a diventare appiccicoso, per inseguire una sorta di sfida e/o una riparazione simbolica - nella forma di ammissione della donna del bisogno dell'uomo che sia per matrimonio, patrimonio o innamoramento, cioé dipendenza - al danno arrecato al suo ego ipertrofico per una scopata con una che - offesa inaudita! - lo fa solo per il gioco, ferendolo nel suo orgoglio di maschio latino e/o di bambino non amato e/o di pisello complessato. Come, questa non si mostra minimamente dipendente? E giù a cogliere la sfida...
Siamo talmente ingabbiati in un modello di coppia che se la donna decide di liberarsi, è un po' come se l'uomo volesse rimanere in gabbia, riproducendo il modello all'incontrario, e mettendo a nudo la sua fragilità affettiva, con un rovesciamento dei ruoli, dove lui diventa "prezioso", si ritrae, è indeciso, teme di scottarsi... Oppure rischia di vendicarsi della tua non dipendenza, facendotela pagare, dopo, come dici bene, sia che ti conquisti sia che non ci riesca.
Ma è proprio soprattutto nel (tuo) concetto di sesso ludico che trovo che casca l'asino, concezione diametralmente diversa per uomini e donne. Del resto tu parli di sesso veloce, mentre secondo me il sesso ludico non si confonde come nella vostra testolina con la copulazione - appunto sesso veloce. Basti vedere i bonobo' - paragone quanto mai azzeccato nel parlare di istinti genetici, con cui condividiamo per oltre il 98% lo stesso patrimonio genetico - come usano il sesso per giocare, per calmare le tensioni, per aggregazione sociale, per divertirsi, per distrarsi, per partecipare alla vita e alla creazione, sesso "creativo" appunto - non solamente copulativo - con maschi e femmine...
Al punto che – a differenza delle nostre società - nella loro non esiste la guerra. Ma senza andare a scomodare i nostri "antenati sugli alberi" come dicono gli africani, basti pensare al tantrismo, dove il sesso ludico è prescritto varie volte a settimana, come pratica salutare, un canale con l'altro e l'universo, una meditazione, l'accesso a un'altra dimensione, mistica, uno dei segreti dell'esistenza essenziali alla completezza umana. Si, ma in quella filosofia antichissima, il seme, l'inseminatore di neanderthal di voaltri, lo dovrebbe trattenere, mandare indietro, ingoiare, eseguendo una ginnastica spirituale, fisica e mentale totale. E' il perno del tantrismo senza il quale non si accede a quella dimensione.
Proprio perché il sesso è uno dei nostri istinti fondamentali che riguarda i misteri della creazione della vita, esso è anche uno dei più castrati e attaccati dai poteri forti, a cominciare dai genitori durante l'adolescenza, irregimentati dalle religioni e attualmente dalle cupole multinazionali petrolifere/farmaceutiche che hanno imposto a tutti il terrore dell'aids e il sesso con preservativo, che per quanto mi riguarda equivale a fare sesso con una carota. Cioè masturbazione pura. Non sesso.
Poiché il sesso - la sua "pericolosità" - sta proprio nella "condivisione" dei liquidi vitali, e nella sua sacralità creativa, ridotto com'è invece adesso dalla mentalità usuraia, guerriera/maschilista, prevaricatrice, a mera funzione del corpo, come cagare e pisciare. Ma il sesso è invece lo scambio per definizione - in esso simile al convivio della tavola nella cultura mediterranea e orientale - lo scambio-dono primordiale, grazie al quale si crea altra vita, oltre a diversi modi dello stare insieme, e attraverso il quale gli uomini e le donne - se inteso nel suo senso primordiale - ritrovano solidarietà, comunità, creatività, rigenerazione, e gratuità. Il contrario della monetarizzazione con interesse e della mercificazione.
No, non cado nel cliché del dire che la prostituzione esiste da sempre, perché è come dire che la schiavitù e il denaro esistono da sempre, il che per le persone che hanno studiato un po' la questione del signoraggio e degli abusi del potere esoterico delle banche non costituisce argomento sufficiente a non volere un cambio epocale. Anzi, la prostituzione esiste da quando esiste il denaro e la schiavitù, va di pari passo con essi, altrimenti andate a vedere se dai boscimani o nelle ultime tribù dell'Amazzonia esistono le puttane...Impossibile, perché non esiste neanche il concetto di denaro, ad esso intimamente legata.
Il fatto poi che sarebbe esistito da sempre, che come si è visto è falso, alla stregua del denaro usuraio – anzi in concomitanza con esso - non vuol dire che sia giusto. In una società non monetarizzata, e matriarcale come dovrebbe esserlo, sono i tanti uomini a ronzare attorno alle donne - inseminandole come le api i fiori - mentre esse accolgono nel loro grembo chi vogliono e figliano anche con più uomini in successione. Un harem alla rovescia.
Penso però che questa concezione i primi a non accettarla sareste proprio voi, anche i più evoluti come Barnard. Perché se noi abbiamo retaggi millenari di religione che ci stritola tra la figura della madonna e quella della puttana, senza alternativa di scelta - e di cui ultimamente ci stiamo liberando a fatica - l'uomo vanta millenni di opera di mutilazione (in)conscia del nostro potere "magico", che si manifesta con l'obbligo per noi donne di monoandria, costringendoci a servire da oggetto incubatrice per il SUO semino, con conseguente senso di possesso e d'invadenza del tutto abusivo, e con l'obbligo di portare il cognome di UN uomo e farlo portare ai figli, pena l'etichetta di puttana, e l'emarginazione sociale che ne consegue, che in molte società si manifesta con la lapidazione e altre pene corporee. Cioè, inseminando qua e la, gli uomini pensano, questa è mia (e quest'altra è mia) e di nessun altro, marchiano, pena l'angoscia di perdere il controllo sulla propria discendenza. Quel controllo così tipico - e giustificazione - della tanta deplorata - a parole - società patriarcale.
Pertanto se rivendicate il vostro gene inseminatore, noi rivendichiamo il nostro di terra fertile pronta ad accettare i semini più disparati per meglio selezionare e migliorare la specie umana. Senza che per questo dobbiamo essere malamente scopate, maltrattate, emarginate, o senza che per questo dobbiamo essere considerate donne facili, baldracche o puttane. Sarebbe questo il cambio epocale, quello di liberarsi della possessività egotica negli scambi di sesso, ma anche di amore, e dei giudizi ancestrali inculcati proprio da quel patriarcato di cui neanche voi riuscite a mollare i retaggi.
Detto questo però ciò non toglie che tutti quegli inseminatori contadini delle nostre campagne sanno benissimo che per ottenere migliori e più frutti dalla terra, non solo bisogna inseminarla, ma anche curarla, accudirla, ripararla dalle intemperie, nutrirla, con regolarità. Liberi a voi la scelta.
Premesso che secondo me non esiste sesso ludico asettico – quello del pensiero unico dei durex, per intenderci - noi, se facciamo le preziose, è a volte per quel retaggio che ci fa pensare, se voglio procreare chi mi assicura che questo mi assisterà nel crescere i cuccioli? Ancora di più lo è però per quel retaggio religioso che esclude la componente ludica dal sesso, aiutato in ciò dalla componente economica: chi ce li ha i soldi per allevare i figli a destra e a manca? O per allevare i figli da sole? Ma sopra ogni altra considerazione, prevale quella che, se voglio trastullarmi e lo paleso, chi mi dice che non mi troverò a dovere fare i conti con un cervello ancestrale che si comporterà come fossi una cosa spregevole (donna facile) per il suo divertimento?
Un po' connessa alla questione economica, quel che esce anche dall'articolo è certa stanchezza, la stanchezza del cacciatore. Così come esiste la disfunzione psicofisica dell'obesità - vera e propria patologia del cibo globalizzato - così gli uomini sono iper sollecitati negli stimoli sessuali (porno puttane e altro) e devono rispondere a una vera e propria disfunzione della loro macchina psicofisica su di giri – che gira a vuoto e si esaurisce - non per la loro caratteristica genetica di inseminatori, come dici tu, ma per quella "bolla" pornografica che va di pari passo con la "bolla" finanziaria, anzi proprio da quest'ultima creata.
Che c'entra mi direte? C'entra, perché mai come oggi era cresciuta l'offerta di sesso a pagamento in filmini e realtà, alimentata dalle più svariate speculazioni finanziarie le quali assieme ad armi, droga/farmaci, OGM e brevetti, investono nella pornografia di tutti i tipi. Globalismo, disprezzo di donne e bambini, zombizzazione degli uomini e dissacrazione del sesso vanno di pari passo. Continuando così la terra diventerà un enorme bordello/casino a cielo aperto, come lo è già la Cambogia sgabuzzino delle multinazionali sinoamericane dove la maggior parte delle donne e dei bambini sono in offerta, con la complicità della "comunità internazionale". Non è un caso che la massima espressione della mercificazione e della dissacrazione del sesso - triste, robotico, "preservato" – delle donne in vetrina è nata proprio nella patria del puritanesimo e della Compagnia delle Indie, della globalizzazione e del liberismo commerciale, l'Olanda.
In certo qual modo, si, la domanda di sesso dei maschi è potenzialmente leggermente superiore all'offerta di noi donne, ed è appunto in quella differenza - diciamo pure strutturale o genetica - che risiede il potere ancestrale di noi donne sugli uomini, il principio fondante dei primi matriarcati. Ma è proprio per contenere quello (stra)potere che gli uomini hanno attaccato le donne, sono diventati misogini, scopandole male per vendicarsi, per controllarle, per contenerle, per marchiarle del loro possesso. Che hanno creato cioè la società patriarcale, lo sfruttamento schiavista erto a sistema, la venerazione dei guerrieri come fossero déi in terra.
Per nulla in contraddizione con lo squilibrio tra offerta e domanda intrinseco di cui parli, però, un altro mito da sfatare è quello che noi donne abbiamo meno voglia di fare sesso. Niente di più falso. Abbiamo forse meno voglia in gravidanza, o quando siamo un tutt'uno con i cuccioli o in altri momenti, abbiamo cioè le voglie più cicliche, mentre l'uomo se ne andrebbe volentieri a spasso a inseminare altrove - quando la sua donna è gravida - se non avesse appunto quella carcassa della morale religiosa a frenarlo. Ma quando ci prende bene, la voglia di sesso supera spesso quella del partner, tutto dipende da quanto ci nutre, visto che solitamente con quella nozione di sesso ludico errata di cui sopra, ci svuota solamente di sostanza vitale e basta.
Cioè, prima di ammonirci a imparare il sesso ludico, imparate voi a farlo correttamente, e a non confonderlo con la copulazione. Soprattutto si direbbe che molti di voi scambiano sesso ludico e pornografia, si direbbe cioè che ripetano meccanicamente gli atti visti nei filmini senza alcun ascolto/scambio con la loro compagna di giochi. Naturalmente non è questo il sesso ludico.
La mia conclusione è quindi che se volete inseminare senza cacciare - perché stanchi - fatelo pure, anche noi siamo "stanche" - ma a condizione di liberarvi di quei pregiudizi ancestrali che nel vostro cervello rettiliano vi fanno pensare che se noi facciamo specularmente altrettanto, ci lasciamo cioè inseminare dai vari inseminatori di passaggio, senza troppo sforzo di caccia:
. diventiamo la vostra possessione
. diventiamo oggetti di facile disprezzo proprio nell'atto - con cattivo sesso, altroché ludico!
Perché sesso ludico non significa guerreggiare, significa giocare, senza retaggi patriarcali, a un gioco sacro in cui ognuno ha diritto non solo a divertirsi, ma se ne è all'altezza, ad ampliare il suo essere in una dimensione spaziotemporale che coincide con i limiti del nostro universo.
Nicoletta Forcheri
21 agosto 2009










venerdì 21 agosto 2009

Sono andato a puttane. Paolo Barnard


di Paolo Barnard


[fonte: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=129 ]

Questo scritto è per voi donne, parla della spaventosa degenerazione del sesso commerciale, e della mancata risposta di quello ‘sano’. Vorrei sentire le vostre reazioni.

Non sono un ipocrita, per cui inizio raccontandovi che tempo fa ho caricato una prostituta e l’ho portata a casa mia. Pagata subito, lei si spoglia, si lava e mi dice “ti faccio di bocca e poi mi scopi, ok?, mezzora, ok?”. E’ piuttosto bella, ma dico sul serio, decisamente superiore alla media italiana, e non è l’unica là fuori. Rimane sul letto ad aspettare la mia carica, ma io le chiedo a bruciapelo “Perché fai sto mestiere?”. La mia sintesi potrà apparire banale, eppure in un Paese come l’Italia dove la Cultura della Visibilità è tutto, una donna così bella deve proprio passare le notti a caricar gente (come me o peggio)? Mi dice: “Con 100 euro in Romania mangi un mese in quattro persone, ecco perché”. Lo immaginavo, ma insisto: “Certo, se però ti trovi un uomo benestante qui… e bella così te lo trovi subito… non è un po’ meglio?”. Lei: “Come faccio? Con chi esco? Da sola? Non conosco nessuno. “Ok,” replico “iscriviti a un’agenzia di modelle per intimo, per le fiere o cose del genere”. La ragazza mi fissa come se stessi parlando di Marte e di volare lassù. Il messaggio di quello sguardo, credetemi, era di una disistima terribile; il marciapiede è il target che la sua storia le ha trasmesso in eredità, non le è concesso neppure contemplare un mezzo gradino più alto. La giovane mi sollecita a consumare l’incontro nei minuti restanti, ma io a quel punto ho altri pensieri e la mia serata di sesso rapido svanisce. Sulla via del ritorno apprendo che non ha uno sfruttatore, lo ha avuto ma, dice lei, “se una ha le palle alla fine può sbarazzarsene, garantito”. Le credo, o meglio, le crede il mio senso di colpa.

Il senso di colpa. Perché l’ho fatto? Mi voglio rispondere. L’ho fatto perché volevo avere fra le mani una giovane ragazza nuda senza impazzire per trovarne una, esercizio che per il maschio medio normalmente significa trenta serate nei locali, cento abbordi sempre difficili, e altre mille assurde peripezie che noi uomini dobbiamo inventarci per avere finalmente una o due magre occasioni di sesso. L’ho fatto perché l’alternativa praticamente non esiste, e l’alternativa si chiamerebbe Sesso Ludico. Ludico significa eros veloce, fuori dal sesso di casa (che ora non ho), senza allegati, laccioli, sgambetti, commediole da recitare eccetera. Insomma, un aperitivo, una partita a carte, solo che al posto del Campari o degli amici/amiche c’è il sesso, puro relax da scambiare con chi ne ha altrettanta voglia lì per lì. Nel mondo del sesso ludico la donna che desidera un’ora di svago si comporta come l’uomo, tale e quale. Invece della palestra o della cioccolata in tazza con l’amica, essa adocchia un bel tipo ovunque si trovi, lo squadra, decide ‘ok, quello mi attizza’ e gli si avvicina per chiedergli “Che fai stasera? Domani? Ti va un’uscita?. Sì?, bene. No?, ok passo al prossimo. Una cosa pressoché inesistente qui, oggi, fra noi. Ne riparlo più sotto.

Il fatto è che noi uomini corriamo quasi ogni giorno della nostra vita adulta dietro al sesso ludico, lo necessitiamo come l’aria, perché il nostro DNA ci ha fatti così. Siamo degli ‘inseminatori’ che dai tempi in cui camminavamo a quattro zampe in qualche punto della Tanzania dobbiamo inseminare il più possibile. Lo fanno i leoni, i topi, i pipistrelli e praticamente ogni specie di sesso maschile sul Pianeta. Questo ci ha ‘regalato’ un desiderio sessuale molto, molto superiore a quello femminile (per le donne, stesso marchio da DNA in direzione opposta, visto che siete programmate per figliare e conservare la specie). Ecco perché vi sembra sempre che gli uomini ‘ce l’abbiano piantata nella testa’ (la gnocca); non è una mania, è genetica. Ma qui sorge il problema dei problemi. Al mondo ci sono solo maschi e femmine (salvo rare eccezioni), e se i primi necessitano di sesso dieci volte le seconde, che accade?

Accade un disastro, e cioè un giro di prostituzione e di pornografia per un valore cumulativo mondiale di 120 miliardi di dollari. Accade che la quasi totalità degli uomini che voi donne conoscete o che vi giacciono accanto fa uso di porno, ga-ran-ti-to, e che una percentuale spaventosa va a prostitute, o ci è andato, o ci andrà, o ci ritornerà. Accadono le vite veramente buttate delle ragazze come la mia rumena, e tutta la mafia e orrore correlati. Accade che vivete, voi donne, in un mondo dove la vostra immagine è artificiosamente ridotta a perenni orgasmi e voluttà mentre mangiate uno yogurt in tv, o toccate una lavastoviglie o una scatoletta di tonno. Vivete in un mondo dove dal giornalaio è meglio non guardare a sinistra/destra perché è zeppo di cosce spalancate e bocche deformate da arnesi immensi, tette culi capezzoli come coriandoli (immagino l’inverso, io che compro il giornale immerso fra cazzi, pettorali gonfi, testicoli plasticati, ecc.). Vivete in un mondo dove vostro figlio al 99% imparerà come si fa sesso dal dvd più porco del momento (e fosse solo uno). E in un mondo strano dove esiste l’espressione “gliela do o non gliela do”, ma non l’espressione “glielo do o non glielo do”, e un mondo così vi condanna a una vita grama, pensateci. Ve la spiego: c’è una legge di mercato, bieca come sempre è quella legge, dove la domanda (di gnocca) è cento volte l’offerta, e voi donne (detentrici della preziosa materia) avete così un potere immenso di frustrare noi uomini sempre tormentati da quel DNA maledetto. Salvo poi che dopo averci fatto spellare la testa e altro per finalmente ‘averla’, noi ve la facciamo pagare in mille modi da veri beceri quali sappiamo essere. Bello schifo. E poi ci sono le vili chat erotiche (faccia a faccia macché, dietro il pc di tutto), gli scambisti, i privé dei locali Lap Dance con ancora altre orde di rumene o nere e coi vostri mariti/fidanzati lì a plotoni. Ci sono le migliaia di anonime studentesse che si prostituiscono in ogni città con gli annunci sulle riviste di settore, le escort di lusso, e poi la miserabile piaga del porno turismo di Cuba, Tailandia ecc. Insomma, un quadro osceno. Una realtà colossale, ciclopica, oggi deviante oltre il limite dell’assurdo, che troneggia sulle nostre vite ma che riceve da voi donne quasi nessuna attenzione, né proposte di soluzioni. Vivete accanto a uomini ridotti, loro malgrado, così. La vostra vita è zuppa di questa malattia erotica da DNA sfasato rispetto all’evoluzione dei tempi, e cosa fate?

Prevengo qui alcune obiezioni udite non di rado da donne coinvolte in questi dibattiti. Reclamate per esempio che non siete voi a restringere l’offerta di sesso, anzi, che sono gli uomini oggi a esserne sovente disinteressati. Mi sono persino sentito dire “ma io la darei eccome, è che non si trovano poi tutti sti uomini”. Sono affermazioni fallate, dovute al fatto che la donna in queste cose tende a mentirsi, a operare una rimozione acrobatica della realtà, là dove essa non si accorge che alla sua eventuale disponibilità interiore corrisponde però un respingente istantaneo all’esterno, che scoraggia moltissimo il maschio nell’approccio. In parole povere, lei vorrebbe, ma poi ‘se la tira’ al momento del contatto con l’uomo, cioè si irrigidisce o pretende il solito preambolo per noi estenuante di un lungo rito corteggiatore anche per una semplice trombata, e noi spesso gliela diamo su. Altre donne sostengono che sono i pregiudizi maschili a bloccarle, cioè il timore di essere poi additate come quelle che ‘la danno a tutti’, le ‘pompinare’ ecc. In questo c’è un elemento di verità, ma si tratta oggi, nel mondo occidentale evoluto, di casi sporadici, e ciò non spiegherebbe in ogni caso l’imponente divario di domanda/offerta che domina il sesso fra i generi. Infine ci sentiamo dire da voi che l’uomo comunque non perderebbe il vizio del sesso commercial-mediatico anche se lo potesse ottenere tranquillamente dal mercato ‘sano’, poiché “in fondo voi maschi sognate sempre di possedere la donna, vi eccita comprarvela, la dovete immaginare serva e sporca”. Di nuovo vi gabbate. Le ultime ricerche di settore puntano in primo luogo al bisogno fisiologico insoddisfatto come motivazione del cliente, poi al bisogno di essere accolti, e solo in ultimo al maschilismo irriducibile. Possiamo sicuramente dire che per tantissimi maschi la natura squallida dell’alternativa a pagamento - che si tratti della milionesima sega davanti al pc o, peggio, della trombata con una che ti mette fretta, ti succhia con il preservativo, e alla quale non puoi leccare la passera per paura dell’Aids, che non ti bacia, e sta lì a prendersi il tuo corpo come fosse un comodino da spostare – è una parte assai spiacevole di queste vie di fuga che volentieri si risparmierebbero. Poi, certo che ci sarebbe sempre una minoranza fisiologica di uomini recidivi che punterà comunque al degrado, ma chissenefrega, non fanno testo.

Un breve stop sui dati, vale la pena conoscerli. In Italia ci sono circa 70 mila prostitute rappresentati oltre 35 Paesi. I casi di violenze su queste donne in questi ultimi anni sono stati circa 700.000. Sono 9 milioni i clienti italiani delle prostitute (1 uomo su 2) con un giro d'affari di 1 miliardo e 80 milioni di euro all’anno. Nel mondo, il business della prostituzione raggiunge i 60 miliardi di euro (battuto solo da quello delle droghe), con circa 40 milioni di donne coinvolte; il giro d’affari del porno passa i 57 miliardi di euro, senza contare l’immenso mercato nero. I clienti italiani delle prostitute rispondono al seguente identikit: in prevalenza uomini fra i 35 e i 40 anni, lavoratori, nella maggioranza dei casi single con un’istruzione medio-alta; cercano le ragazze direttamente in strada in media una volta ogni 15 giorni. Per un nutrito gruppo, le mogli/compagne sono viste così: “Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia, poi usano il sesso come una risorsa, un'arma”. Il mercato globale del turismo sessuale incassa qualcosa come cinque miliardi di dollari all’anno, con Paesi come la Thailandia dove il turismo (a prevalenza sessuale) è stato la prima fonte di valuta estera e contribuiva per il 13 % al Pil. Cuba, che sotto il regime di Batista era soprannominata il bordello degli USA, è oggi nota come il bordello d’Europa, con gli italiani in prima fila.

(fonti: Gruppo Abele, Dipartimento Pari Opportunità, Ministero degli Interni, Fondazione Ismu, Transcrime, Università di Trento e Cattolica di Milano)

Spaventoso. Il problema della disparità di domanda e offerta di sesso fra uomini e donne è una catastrofe, e credo che queste righe lo abbiano dimostrato. Allora, donne, le vie per affrontare tutto ciò sono per me due, salvo poi scoprirne delle altre se avrete l’intelligenza di aprire un ampio dibattito su questo immenso problema. O mantenere lo status quo, con miglioramenti cosmetici, se decidete che per tanti motivi non potete/volete cambiare il vostro approccio al sesso. Oppure fare la terza rivoluzione dei generi nella Storia. Va fatta in partnership con noi uomini, ma non vi nascondo che qui la parte maggiore tocca a voi. Eccola: dovete abbracciare il Sesso Ludico, imparare a farlo e a chiederlo con naturalezza. Dovete imparare a smettere di avere paura di ‘far vedere’ che lo volete quando lo volete, dovete soprattutto semplificarci immensamente il percorso che dallo stimolo erotico porta alla soddisfazione di quello stimolo, semplificarlo imparando ad accogliere con più morbidezza le nostre avances (indipendentemente dal sì o no-grazie finali), oppure e soprattutto cominciando a FARLE quelle avances. Sesso gioco, sesso aperitivo, sesso jogging, sesso semplice. Donne, siamo esasperati dalla fatica orribile che dai 15 anni in poi ci tocca fare ogni volta, ogni maledetta volta che una ragazza ci colpisce, che vorremmo una ‘smanazzata’, un divertissment, o anche solo parlarlvi con una birra in mano. Voi non sapete cosa significhi esse ‘cacciatori’ in questo campo, può essere emozionante per un po’, poi ti distrugge, soprattutto quando nella normalità dei casi su cento tentativi al maschio tornano sbattuti in faccia come padellate 98 occhi scocciati, o girate di spalle, oppure i “non mi stressare”, i “non è il caso”, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo. Vi garantisco che sono tutte pugnalate alla nostra emotività, moltiplicatele per decenni, anche se noi poi fingiamo di sbattercene, ma non è vero. Una vita così ci indurisce, ci incattivisce dentro, e infatti, come scrivevo più sopra, poi le donne quel potere lo pagano carissimo, quando noi avvelenati ci vendichiamo da beceri chiamandovi troie o bocchinare con gli amici e nelle compagnie appena riusciamo finalmente ad averla. Qui entra in gioco la parte che tocca al maschio nella terza rivoluzione dei generi, cioè un impegno a dismettere per sempre, a seppellire negli inferi, lo stigma demenziale che appiccichiamo ancora oggi alle poche donne capaci di sesso ludico. Dobbiamo cancellare dal nostro cervello l’idea medievale che quelle che la danno sono una cosa, quella da sposare sono un’altra. Dobbiamo altresì piantarla con la pretesa idiota che tutte la diano con gioia ma non nostra moglie. Significa imparare in questo campo a non vedere, a non sentire, a non chiedere, ovvero il non detto anche se immaginiamo, e che valga per i giochi extra di lui come per quelli di lei. Questa rivoluzione va fatta in partnership, perché conviene a tutti.

Riequilibrare urgentemente lo squilibrio intollerabile fra domanda maschile e offerta femminile di sesso nel mondo moderno, conviene però soprattutto a voi donne. Come si diceva, il controllo dell’offerta (la do - non la do) vi dà un potere immenso, ma vi massacra pure. Oggi il corpo femminile è ipertroficamente valutato proprio a causa di quella sproporzione, e se non lo fosse più, se cioè a domanda 100 corrispondesse un’offerta adeguata, sparirebbe anche la commerciabilità oltraggiosa delle vostre parti corporee: mai più donne-pezzi di scottona nude e saltellanti che appaiono in tv ma non si odono; mai più deficienti televisive che ‘vengono’ mentre scartano il budino; mai più le ‘Albe Parietti’ invitate a parlare fra esimi intellettuali solo perché le telecamere possano offrirci due tette e una bocca da pompini fingendo però la parità intellettuale in televisione; fine del degrado grottesco della vostra immagine, in Italia in particolare. Dovete, in sintesi, svalutare la gnocca su questo mercato impazzito, rendendola molto molto più felicemente accessibile, e consegnare così al dimenticatoio della Storia le massime come 'tira più un pelo di figa che un carro di buoi', che infatti ispirano l’osceno concetto del gnocca-based marketing che vi insudicia la vita. E infine, pensateci, in un mondo di sesso ludico crollerebbe una fetta enorme del putrescente castello mondiale del commercio sessuale, portandosi al cimitero gli scempi planetari che causa.

Questa la mia sintesi di partenza. La penna a voi, datevi da fare, agite, proponete, fatevi sentire.

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