Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

martedì 30 dicembre 2008

PALESTINA: quanti altri morti per sentirvi cittadini di Gaza?


di Mustafa Barghouti - Ramallah 27 dcembre 2008
Fonte: http://www.peacereporter.net/
Intervento dell'ex ministro dell'informazione del governo di unità nazionale palestinese

E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano? Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l'elettricità in sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si chiama, quando manca tutto il resto?

E leggerò sui vostri giornali, domani, che tutto questo è solo un attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa. La quarta potenza militare al mondo, i suoi muscoli nucleari contro razzi di latta, e cartapesta e disperazione. E mi sarà precisato naturalmente, che no, questo non è un attacco contro i civili - e d'altra parte, ma come potrebbe mai esserlo, se tre uomini che chiacchierano di Palestina, qui all'angolo della strada, sono per le leggi israeliane un nucleo di resistenza, e dunque un gruppo illegale, una forza combattente? - se nei documenti ufficiali siamo marchiati come entità nemica, e senza più il minimo argine etico, il cancro di Israele? Se l'obiettivo è sradicare Hamas - tutto questo rafforza Hamas. Arrivate a bordo dei caccia a esportare la retorica della democrazia, a bordo dei caccia tornate poi a strangolare l'esercizio della democrazia - ma quale altra opzione rimane? Non lasciate che vi esploda addosso improvvisa.

Non è il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al fondamentalismo. Tutto quello che a questa ferocia indistinta non restituisce gratuito un odio uguale e contrario, ma una parola scalza di dialogo, la lucidità di ragionare il coraggio di disertare - non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altra Palestina, terza e diversa, mentre schiva missili stretta tra la complicità di Fatah e la miopia di Hamas. Stava per assassinarmi per autodifesa, ho dovuto assassinarlo per autodifesa - la racconteranno così, un giorno i sopravvissuti.

E leggerò sui vostri giornali, domani, che è impossibile qualsiasi processo di pace, gli israeliani, purtroppo, non hanno qualcuno con cui parlare. E effettivamente - e ma come potrebbero mai averlo, trincerati dietro otto metri di cemento di Muro? E soprattutto - perché mai dovrebbero averlo, se la Road Map è solo l'ennesima arma di distrazione di massa per l'opinione pubblica internazionale? Quattro pagine in cui a noi per esempio, si chiede di fermare gli attacchi terroristici, e in cambio, si dice, Israele non intraprenderà alcuna azione che possa minare la fiducia tra le parti, come - testuale - gli attacchi contro i civili. Assassinare civili non mina la fiducia, mina il diritto, è un crimine di guerra non una questione di cortesia. E se Annapolis è un processo di pace, mentre l'unica mappa che procede sono qui intanto le terre confiscate, gli ulivi spianati le case demolite, gli insediamenti allargati - perché allora non è processo di pace la proposta saudita? La fine dell'occupazione, in cambio del riconoscimento da parte di tutti gli stati arabi. Possiamo avere se non altro un segno di reazione? Qualcuno, lì, per caso ascolta, dall'altro lato del Muro?

Ma sto qui a raccontarvi vento. Perché leggerò solo un rigo domani, sui vostri giornali e solo domani, poi leggerò solo, ancora, l'indifferenza. Ed è solo questo che sento, mentre gli F16 sorvolano la mia solitudine, verso centinaia di danni collaterali che io conosco nome a nome, vita a vita - solo una vertigine di infinito abbandono e smarrimento. Europei, americani e anche gli arabi - perché dove è finita la sovranità egiziana, al varco di Rafah, la morale egiziana, al sigillo di Rafah? - siamo semplicemente soli. Sfilate qui, delegazione dopo delegazione - e parlando, avrebbe detto Garcia Lorca, le parole restano nell'aria, come sugheri sull'acqua. Offrite aiuti umanitari, ma non siamo mendicanti, vogliamo dignità libertà, frontiere aperte, non chiediamo favori, rivendichiamo diritti. E invece arrivate, indignati e partecipi, domandate cosa potete fare per noi. Una scuola? Una clinica forse? Delle borse di studio? E tentiamo ogni volta di convincervi - no, non la generosa solidarietà, insegnava Bobbio, solo la severa giustizia - sanzioni, sanzioni contro Israele. Ma rispondete - e neutrali ogni volta, e dunque partecipi dello squilibrio, partigiani dei vincitori - no, sarebbe antisemita. Ma chi è più antisemita, chi ha viziato Israele passo a passo per sessant'anni, fino a sfigurarlo nel paese più pericoloso al mondo per gli ebrei, o chi lo avverte che un Muro marca un ghetto da entrambi i lati? Rileggere Hannah Arendt è forse antisemita, oggi che siamo noi palestinesi la sua schiuma della terra, è antisemita tornare a illuminare le sue pagine sul potere e la violenza, sull'ultima razza soggetta al colonialismo britannico, che sarebbero stati infine gli inglesi stessi? No, non è antisemitismo, ma l'esatto opposto, sostenere i tanti israeliani che tentano di scampare a una nakbah chiamata sionismo. Perché non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altro Israele, terzo e diverso, mentre schiva il pensiero unico stretto tra la complicità della sinistra e la miopia della destra.

So quello che leggerò, domani, sui vostri giornali. Ma nessuna autodifesa, nessuna esigenza di sicurezza. Tutto questo si chiama solo apartheid - e genocidio. Perché non importa che le politiche israeliane, tecnicamente, calzino oppure no al millimetro le definizioni delicatamente cesellate dal diritto internazionale, il suo aristocratico formalismo, la sua pretesa oggettività non sono che l'ennesimo collateralismo, qui, che asseconda e moltiplica la forza dei vincitori. La benzina di questi aerei è la vostra neutralità, è il vostro silenzio, il suono di queste esplosioni. Qualcuno si sentì berlinese, davanti a un altro Muro. Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di Gaza?
(testo raccolto da Francesca Borri)

lunedì 29 dicembre 2008

ITALIA: TREMONTI SCAJOLA E BRUNETTA

[fonte: http://www.movisol.org/ ]



LaRouche: senza Tremonti, Berlusconi è spacciato


26 dicembre 2008 (MoviSol) - Informato delle pressioni esercitate sul Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per estromettere il ministro dell'Economia Giulio Tremonti dal governo, il leader politico americano Lyndon LaRouche ha commentato che, se licenzia Tremonti, Berlusconi è finito.
Il 24 dicembre, il quotidiano Il Riformista ha scritto che "ai livelli più autorevoli dell'esecutivo" c'è chi "ha suggerito a Berlusconi di prepararsi a un nuovo cambio in corsa all'Economia, come nel 2004", quando Tremonti pagò con le dimissioni lo scontro con la Banca d'Italia. Le indiscrezioni del Riformista sono state pubblicate all'indomani di una accesa riunione della "cabina di regia" del Popolo della Libertà, in cui Tremonti sarebbe stato messo sotto attacco da Renato Brunetta e Claudio Scajola.
All'origine delle pressioni su Berlusconi c'è la rabbia della fazione del "Britannia", capeggiata dal governatore di Bankitalia e capo del Financial Stability Forum Mario Draghi e rappresentata da squallidi individui come Francesco Giavazzi, che il 23 dicembre ha chiesto dalle colonne del Corriere della Sera che Berlusconi prenda una decisione su Tremonti.
La fazione del Britannia vede in Tremonti, assieme al Presidente francese Sarkozy e a LaRouche, un punto di riferimento delle forze internazionali che stanno sfidando il potere dell'oligarchia finanziaria filo-britannica e propongono un nuovo sistema economico rooseveltiano. L'ultimo atto di questo scontro si è consumato nella settimana precedente al Natale, quando LaRouche ha tuonato, a Strasburgo, contro la "folle" politica delle banche centrali, che vogliono salvare il sistema a tutti i costi. Due giorni dopo Tremonti, a Parigi, ha chiamato "demenziale" il prestare ascolto a chi, come Draghi e il FSF, "non hanno capito niente della crisi".
"Se Berlusconi si piega alle pressioni e sostituisce Tremonti, il suo governo è spacciato", ha commentato LaRouche lapidario.



Ancora confuso l'"economista" Brunetta
26 dicembre 2008 (MoviSol) - Difficile crederci, ma c’è chi ancora non riesce a vedere la crisi. È il caso del Ministro Renato Brunetta, che su Il Tempo del 24 dicembre parla di una “fase di stallo normale” e vede già la ripresa in arrivo. Eppure con l’esplosione della bolla speculativa e il crollo repentino dell’economia reale neanche i paraocchi basterebbero per nascondere la realtà; si dovrebbe essere proprio bendati. Allora come si spiega?
Il problema sembra risiedere nello strumento che riceve i segnali dagli organi sensoriali: il cervello. Se quel cervello è dominato dagli assiomi di un ideologo liberista puro - a differenza di alcuni oligarchi che sono liberisti quando serve, ma cambiano velocemente quando la crisi rende necessario manipolare diversamente le istituzioni (vedi il caso Gordon Brown) – allora il nero diventa bianco, e il bianco nero. Nel caso in esame, tale è il cervello del nostro Brunetta, che già quattro anni fa aveva annunciato la “buona notizia” della ripresa in arrivo, a partire dall’America, rendendosi ridicolo davanti al quadro reale presentato dagli imprenditori di Longarone e dai rappresentanti del MoviSol (vedi questa pagina).
Ma se si crede veramente che la crescita economica si basi sui soldi che girano, allora gli ultimi anni sono stati sì eccezionali. I soldi si sono mossi sempre di più, dall’economia reale verso la speculazione. E quando scoppia la bolla, c’è un grande aumento delle compravendite di titoli finanziari – come gira bene l’economia! E su questo punto Brunetta non si smentisce minimamente: sfoggia ancora di più il distacco tra il mondo reale e il suo mondo interiore, affermando che “veniamo fuori da un ciclo di crescita durato 17 anni”. Certo, se non vede neanche gli effetti, è difficile che possa risalire alle cause.
Per chi non è bloccato dall’ideologia, i vari Brunetta e Giavazzi sono già così screditati che le loro esternazioni servono soltanto come conferma dell’isteria che regna nell’establishment pro-britannico. E per coloro che non ci sono ancora arrivati, il drammatico tonfo dell’economia reale in atto dovrebbe bastare per togliere qualsiasi illusione che l’attuale sistema possa continuare ad esistere.
Tuttavia, su un punto bisogna dare ragione a Brunetta: la possibilità di una ripresa c’è, ma soltanto se l’ideologia sua e di tutti i liberisti sarà seppellita definitivamente dai governi nei prossimi mesi.

domenica 28 dicembre 2008

PALESTINA:...


A quando lo sgombero definitivo da Gaza e l'insedamento dei nuovi zelanti coloni israeliani nella striscia di Gaza? Qualcuno conosce il numero totale delle vittime palestinesi dall'inizio della nascita di Isaele?...

Un gigante che strozza (cfr. articolo) un mingherlino, con un piede schiacciato sul suo, per giorni e giorni costringendolo in posizione innaturale per la vita - impedendogli di mangiare, togliendogli la moneta, come è successo nei mesi scorsi - nonostante abbia siglato un patto di reciproca non aggressone. Il mingherlino si dimena come può e tira calci e pizzicotti, e ad ogni pizzicotto il colosso stringe la morsa e poi in un lucido raptus programmato uccide il mingherlino, sua moglie, i suoi bambini e tutti i suoi vicini.

Questo è quel che succede con Israele e Palestina, senza bisogno di specificare chi è chi, lo capiscono persino le pietre, ma i nostri media e giornalisti, che continuano a parlare di "reazione di legittima difesa" in seguito a un serrato lancio di razzi di Hamas (che avrebbe provocato un morto) e di eliminazione di "basi terroriste", non vedono la grossa trave che hanno sul muso.
I razzi di Hamas però stranamente continuano a uccidere palestinesi o arabi israeliani...
I media non dicono neanche che durante la tregua sono morti uccisi quasi 50 palestinesi e 0 israeliani. Non dicono che per giorni e giorni non sono giunti i medicinali, il cibo né la moneta dai due valichi che gli israeliani controllano così come controllano lo spazio aereo e le acque.

Mando la mail di in inviato di Solidarity International che si trova sul posto e volentieri trasmetto a chi ci propina palle e visioni psicopatiche della realtà dalla mattina alla sera, purtroppo nel frattempo i morti sono cresciuti quasi a trecento e oltre seicento i feriti e Israele si sta preparando all'invasione di terra. NF

Messaggio da Gaza ai giornalisti

Un messaggio cordiale di fine anno a tg1 tg2 rete 4 canale 5 italia uno, Claudio Pagliara su tutti,
ma anche il tg3:
ANDATE A FARE IN CULO.

Siamo sotto le bombe a Gaza,
e molte sono cadute a poche centinaia di metri da casa mia.

E amici miei,
ci sono rimasti sotto.

Siamo a 160 morti sinora,
una strage senza precedenti.

Terroristi?
Hanno spianato il porto , dinnanzi a casa mia
e raso al suolo le centrali di polizia.

Mi riferiscono che i media italiani tutti in toto danno per buono il comunicato militare israeliano di base terroristiche bombardate.
Cazzate.
Li ho conosciuto, questi ragazzi,
li ho salutati tutti i giorni recandomi al porto per pescare coi pescatori palestinesi, o la sera per recarmi nei caffè del centro.
Diversi li conoscevo per nome. Un nome, una storia, una famiglia.

Sono giovani, diciotto ventanni,
per lo più che se ne fottono di Fatah e Hamas,
che si sono arruolati nella polizia per poter aver assicurato un lavoro in una Gaza che sotto assedio ha l’80 perce tno di popolazione disoccupata.

Aprite le orecchie,
colletti bianchi della disinformazione occidentale.
Queste divise ammazzate oggi (senza contare le decine di civile che si trovavano a passare per caso, molti bambini stavano tornando a casa da scuola)
sono i nostri poliziotti di quartiere.
Se ne stavano tutti i giorni dell’anno a presidiare la stessa piazza,
la stessa strada,
li ho presi in giro solo ieri notte per come erano imbaccuccati per riparsi dal freddo,
dinnanzi a casa mia.

Non hanno mai sparato un colpo verso Israele,
ne mai lo avrebbero fatto, non è nella loro mansione.
Si occupano della sicurezza interna,
e qui al porto siamo ben distanti dai confini israeliani.
[fonti: http://www.cloroalclero.com/?p=463
http://www.laprospektiva.com/
http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1755#commenti_start]




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A chi continua ad affermare che Israele va difeso come avamposto della democrazia e della civiltà in un'area particolarmente arretrata, rispondo che non fa altro che rispolverare argomenti razziali per giustificare l'imperialismo di un Occidente malato, tirannico, violento, drogato, delirante e psicopatico che non riesce o non vuole assolutamete guardarsi allo specchio.

E' vergognoso usare questa presunzione di superiorità morale per giustificare il massacro etnico in corso, dopo anni di segegazione razziale.

Israele si comporta da sempre come l'occupante abusivo e violento di un territorio che non era il suo, che ha continuamente colonizzato con un'immgrazione artificiale e sponsorizzata, usurpato ad altri che continuamente reprime per non rischiare di confrontarsi con i propri rimorsi per i crimini commessi. Dalla rimozione dei suoi orrori e dei suoi sensi di colpa nasce appunto un mostro psicopatico paranoico, secondo le migliori dottrine psichiatriche, che si crede buono e assediato dai cattivi da cui è costretto continuamente a difendersi, attaccando.
Guerra dello spazio vitale.

Un paese profondamente malato. Come tutto l'Occidente, prosperato nello sfruttamento e nella schiavizzazione delle colonie e di altri paesi invasi e smembrati (Irak, Jugslavia, Afghanistan ecc ecc) imbambolato dalla favola bella del "benessere" e della democrazia.


N




venerdì 26 dicembre 2008

OGM: marcia su Roma il 27 dicembre alle ore 10


a Piazza Montecitorio.

23/12/2008 - Cibi Ogm? No Grazie!


27 dicembre, ore 10: European Consumers organizza la passeggiata e la conferenza stampa anti Ogm.

Una simbolica marcia su Roma per ribadire un forte "no" agli organismi geneticamente modificati. Questa l'iniziativa organizzata da European Consumers, la confederazione di associazioni dei consumatori, per contrastare la Direttiva Europea che il 1° gennaio introdurrà gli OGM in Italia senza l'obbligo di etichettatura.

Per sensibilizzare l'opinione pubblica sui pericolosi cambiamenti introdotti dal nuovo regolamento europeo sulla produzione biologica e la sua etichettatura European Consumers ha indetto a Roma una manifestazione nazionale. Sabato 27 dicembre alle ore 10 partirà, da piazza Montecitorio, un corteo di attivisti di varie associazioni che terminerà davanti al parlamento, dove verrà allestita una conferenza stampa.

"Questa passeggiata per Roma – ha dichiarato Marco Tiberti, responsabile Provinciale European Consumers Rieti - nasce dall'esperienza del convegno di Cittaducale dello scorso 7 dicembre, dove abbiamo voluto lanciare il nostro grido di allarme contro l'invasione silenziosa di Ogm che avverrà dal primo gennaio del 2009".

Durante la conferenza stampa finale, davanti al parlamento, verranno presentate diverse proposte, tra cui:
- Ricorrere in corte di giustizia UE per illegittimità del nuovo Regolamento UE per l'agricoltura biologica;
- Richiesta al Ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia di recepimento della Direttiva Comunitaria 2001/18, indicendo la consultazione popolare sugli OGM, obbligatoria e preliminare ad ogni decisione in materia;
- Attivazione delle Ricerche Scientifiche appropriate ed indipendenti, necessarie a dimostrare o meno la dannosità e i rischi degli OGM per la salute e l'ambiente;
- Denuncia alla Corte di Giustizia nei confronti delle multinazionali produttrici di OGM e degli Enti autorizzatori o scientifici di riferimento (EFSA) per inquinamento biologico irreversibile e mancato rispetto del principio di precauzione europeo, nel caso non si attivino le ricerche indipendenti sui rischi per la Salute e la Vita.

Vittorio Marinelli il presidente di European Consumers, la confederazione di associazioni organizzatrice della "marcia anti Ogm", ha dichiarato: "Mentre Alemanno parla di riportare sulle tavole dei romani la pajata, noi di European Consumers gli ricordiamo che dal primo gennaio del 2009 problemi come la mucca pazza o la contaminazione da diossina saranno nulla al confronto della bomba innescata dal nuovo regolamento europeo in tema di Ogm".
[fone: www.europeanconsumers.it]

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dott. prof Samorindo Peci

Medico chirurgo

Ricercatore in Scienze metaboliche in malattie rare endocrinologia ed endocrinochirurgia sperimentale

Direttore consorzio Inter-universitario Cerifos

P.zza Schiavio 2 Gorla di Veleso 22020 Como

Cell. 3343197544 email: rarediseases@cerifos.com


Spett.le

Ministero della Salute

Istituto superiore di sanità

Regione Lombardia Ass. alla Salute

Associazione Nazionale dottorandi e dottori in Ricerca


Oggetto: Proposta operativa per dimostrare che gli OGM provocano il cancro , la leucemia e altre malattie oncoequivalenti.

Si cominceranno a diffondere lavori scientifici per iniziare a cercare il modo di mettere in protocollo una proposta operativa di analisi del sangue e delle urine (E OVVIAMENTE DEL CANCRO STESSO) di pazienti malati di cancro, allo scopo di dimostrare che il loro tumore è stato provocato da PROMOTER 35 S


Importante:


Il prof. Joseph Cummins riportava già che il virus del mosaico del cavolfiore, largamente usato dalle multinazionali OGM per modificare le piante , è “closely related” AL RETRO VIRUS dell’epatite B e a quello dell’HIV (AIDS),

Questi lavori sono stati poi ripresi e seguiti dal sottoscritto nei laboratori di ricerca, i lavori sopra citati dal prof. Cummins sono degni di interesse ed in questa sede confermo la presenza in alcuni pazienti sottoposti ad esami dell’esistenza del Promoter.

Invito le istituzioni preposte al controllo di queste affermazioni, ritengo che prima di diffondere qualsiasi panico al settore produttivo e commerciale bisogna verificare le affermazioni.

Ritengo che sia ora farlo e con urgenza, la mia coscienza di uomo di fede, mi spinge verso il coinvolgimento degli addetti alla comunicazione ed una divulgazione urgente dei lavori in modo pubblico, da ricercatore capisco che bisogna approfondire ogni dato cercando di non creare allarmismi di cui oggi il cittadino ne è super stimolato.

RIPORTO l’articolo di Xiong and Eickbush, EMBO Journal 9, 33-53, 1990, che vi allego come origine dei miei studi, dimostrando anche da quanto tempo se ne parla a livello scientifico, e chiedo che venga fatto iniziare un programma per studiare un sistema di analisi dal sangue e dalle urine di pazienti malati di cancro, leucemia o altri tumori per la ricerca del PROMOTER da 35 S o da 19 S .

Sarebbe anche interessante estendere tale ricerca anche agli animali malati di tumori maligni e , se possibile, anche a quelli malati del morbo della mucca pazza, essendo tale malattia molto simile a quella delle pecore pazze, NOTORIAMENTE INFETTATE DAL retro-virus VISNA, CHE è PRATICAMENTE IDENTICO AI RETRO-VIRUS NATURALI CHE PROVOCANO IL CANCRO E LE LEUCEMIE…


"Feel free to reprint this article in unalterated form"

The majority of crop plant constructions for herbicide or disease resistance employ a Promoter from cauliflower mosaic virus (CaMV). Regardless of the gene transferred, all transfers require a promoter, which is like a motor driving production of the genes' message.

Without a promoter, the gene is inactive, but replicated. CaMV is used because it is a powerful motor which drives replication of the retrovirus and is active in both angiosperms and gymnosperms. The CaMV para-retrovirus replication cycle involves production vegetative virus containing RNA which is reverse transcribed to make DNA similar to HIV, Human Leukemia Virus and Human hepatitis B. (Bonneville et al. RNA Genetics Vol.11, "Retroviruses, Viroids and RNA Recombination" pp. 23-42, 1988).

CaMV is closely related to hepatitis B and is closely related to HIV (Doolittle et al. Quart.Rev.Biol. 64,2, 1989; Xiong and Eickbush, EMBO Journal 9, 3353, 1990).


Nell’attendere comunicazioni al riguardo spero in una coscienza attiva.

dott. prof. Samorindo Peci

LA MIA ESPULSIONE DA ISRAELE


DI RICHARD FALK (Inviato Onu per i diritti umani) - The Guardian

Quando sono arrivato in Israele come rappresentante delle Nazioni Unite sapevo che vi potevano essere dei problemi all’aeroporto. E c’erano. Il 14 Dicembre sono arrivato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv per svolgere il mio incarico di relatore speciale per le Nazioni Unite sui territori palestinesi.Stavo conducendo una missione che aveva lo scopo di visitare la Cisgiordania e Gaza per preparare un rapporto sull’osservanza da parte di Israele dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Erano stati fissati degli incontri al ritmo di uno l’ora durante i sei giorni previsti, a cominciare da quello, il giorno seguente, con Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità Palestinese.

Sapevo che vi potevano essere dei problemi all’aeroporto. Israele si era fortemente opposta al mio incarico alcuni mesi prima e il suo ministro degli esteri aveva rilasciato una dichiarazione secondo cui avrebbe proibito il mio ingresso se fossi venuto in Israele nel mio ruolo di rappresentante dell’Onu.Nella foto: Richard FalkAllo stesso tempo, non avrei fatto il lungo viaggio dalla California, dove vivo, se non fossi stato ragionevolmente ottimista sulle mie possibilità di riuscire a entrare. Israele era stata informata che avrei guidato la missione e avrei fornito una copia del mio itinerario, e aveva rilasciato i visti alle due persone che mi assistevano: un addetto alla sicurezza e un assistente, che lavorano entrambi nell’ufficio dell’alto commissario per i diritti umani a Ginevra.

Per evitare un incidente all’aeroporto, Israele avrebbe potuto o rifiutarsi di accettare i visti o comunicare alle Nazioni Unite che non mi avrebbero permesso di entrare, ma non è stata presa nessuna delle due misure. Sembra che Israele abbia voluto impartire a me, e in modo assai più significativo alle Nazioni Unite, una lezione: non vi sarà nessuna collaborazione con coloro che esprimono forti critiche sulla politica di occupazione israeliana.

Dopo che mi è stato negato l’ingresso, sono stato tenuto in custodia cautelare insieme a circa altre 20 persone con problemi d’ingresso. Da questo momento, sono stato trattato non come un rappresentante delle Nazioni Unite, ma come una sorta di minaccia per la sicurezza, sottoposto ad una perquisizione corporale minuziosa e alla più puntigliosa ispezione dei bagagli che abbia mai visto.Sono stato separato dai miei due colleghi delle Nazioni Unite, a cui è stato permesso di entrare in Israele, e condotto nell’edificio di detenzione dell’aeroporto, distante circa un miglio. Mi è stato chiesto di mettere tutti i miei bagagli, insieme al cellulare, in una stanza e sono stato portato in un piccolo locale chiuso a chiave che puzzava di urina e di sudiciume. Conteneva altri cinque detenuti e costituiva uno sgradito invito alla claustrofobia. Ho passato le successive 15 ore rinchiuso in questo modo, il che è equivalso ad un corso intensivo sulle miserie della vita carceraria, inclusi lenzuola sporche, cibo immangiabile e luci che passavano dal bagliore all’oscurità, controllate dall’ufficio di guardia.Naturalmente, la mia delusione e la mia dura reclusione sono cose insignificanti, non meritevoli di notizia per sé stesse, date le serie privazioni sopportate da milioni di persone in tutto il mondo. La loro importanza è soprattutto simbolica. Sono una persona che non ha fatto nulla di sbagliato, se non esprimere la propria forte disapprovazione per la politica di uno stato sovrano. Soprattutto, l’ovvia intenzione era di umiliare me come rappresentante dell’Onu, e di mandare perciò un messaggio di sfida alle Nazioni Unite.

Israele mi ha sempre accusato di essere prevenuto e di aver fatto accuse incendiarie sull’occupazione dei territori palestinesi. Nego di essere stato prevenuto ma insisto invece che ho cercato di essere obbiettivo nel valutare i fatti e la legislazione di pertinenza. Il carattere dell’occupazione è di dare adito ad aspre critiche sull’atteggiamento israeliano, specialmente sul rigido blocco imposto a Gaza, che ha come conseguenza la punizione collettiva di un milione e mezzo di abitanti. Prendendo di mira l’osservatore, invece di quello che viene osservato, Israele gioca una partita scaltra. Distoglie l’attenzione dalle realtà dell’occupazione, praticando in modo efficace una politica di diversione. Il blocco di Gaza non assolve nessuna funzione legittima da parte di Israele. Si dice che sia stato imposto come rappresaglia per alcuni razzi di Hamas e della Jihad islamica che sono stati lanciati oltreconfine sulla città israeliana di Sderot. L’illegalità di lanciare questi razzi è indiscutibile, ma non giustifica in alcun modo l’indiscriminata rappresaglia israeliana contro l’intera popolazione di Gaza.Lo scopo dei miei rapporti è di documentare a nome delle Nazioni Unite l’urgenza della situazione a Gaza e altrove, nella Palestina occupata. Questo lavoro è di particolare importanza ora che vi sono segnali di una rinnovata escalation di violenza e persino di una minacciata rioccupazione da parte di Israele.Prima che una tale catastrofe accada, è importante rendere la situazione il più trasparente possibile, e questo è quello che avevo sperato di fare esercitando il mio compito. Nonostante l’ingresso negato, il mio sforzo sarà di continuare a utilizzare tutti i mezzi disponibili per documentare la realtà dell’occupazione israeliana nel modo più veritiero possibile.

Richard Falk è professore di diritto internazionale alla Università di Princeton e relatore speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi.Titolo originale: "My Expulsion from Israel "Fonte: http://www.guardian.co.uk/



mercoledì 24 dicembre 2008

COLPO DI POPOLO AD ATENE: davvero una faccia una razza?


Ricevo e volentieri pubblico questa lettera dei "refusenik" ellenici:


Oggetto: [BSF] anche l'esercito greco si ribella - lettera dei "refusenik" ellenici
http://indy.gr/newswire/epistol-apo-ta-stratopeda-poy-arneitai-ton-katastaltiko-rolo-toy-stratoyhttp://tapesgoneloose.blogspot.com/
Centinaia di soldati dei 42 campi dell'esercito dichiarano:


CI RIFIUTIAMO DI DIVENTARE UNA FORZA DI TERRORE E DI REPRESSIONE CONTRO LE MOBILITAZIONI; APPOGGIAMO LA LOTTA DEGLI STUDENTI DI SCUOLA/UNIVERSITA' E DEI LAVORATORI

Siamo dei soldati da ogni parte della Grecia [è necessario qui osservareche in Grecia è ancora in vigore la coscrizione e che riguarda tutti igreci maschi; la maggior parte o forse anche tutte le persone che firmanoquesto sono legati al popolo che al momento stanno servendo nel serviziomilitare obbligatorio - non reclute dell'esercito]. Soldati ai quali, ad Hania, è stato ordinato di opporsi a studenti universitari, lavoratori e militanti del movimento antimilitarista portando le nostre armi, fino a qualche minuto fa. [Soldati] che portano il peso delle riforme e della "preparazione" dell'esercito greco. [Soldati che] vivono tutti i giorni attraverso l'oppressione ideologica del militarismo, del nazionalismo, dello sfruttamento non retribuito e della sottomissione ai "[nostri] superiori".


Nei campi dell'esercito [nei quali serviamo], sentiamo di un altro "incidente isolato": la morte, provocata dall'arma di un poliziotto, di un quindicenne di nome Alexis. Sentiamo di lui negli slogan portati sopra le mura esterne del campo come un tuono lontano. Non sono stati chiamati incidenti anche la morte di tre nostri colleghi in agosto? Non è stata pure chiamata un incidente isolato la morte di ciascuno dei 42 soldati che sono morti negli ultimi tre anni e mezzo?


Sentiamo che Atene, Salonicco e un numero sempre crescente di città in Grecia sono diventate campi di agitazione sociale, campi dove viene recitato fino in fondo il risentimento di migliaia di giovani, di lavoratori e di disoccupati. Vestiti con uniformi dell'esercito ed "abbigliamento da lavoro", facendo la guardia al campo o correndo per commissioni, facendo i servitori dei "superiori", ci troviamo di nuovo lì [in quegli stessi campi]. Abbiamo vissuto, come studenti universitari, come lavoratori e come disperati disoccupati, le loro "pentole d'argilla", i "ritorni di fiamma accidentali", i "proiettili deviati", la disperazione della precarietà, dello sfruttamento, dei licenziamenti e dei procedimenti giudiziari. Ascoltiamo i mormorii e le insinuazioni degli ufficiali dell'esercito, ascoltiamo le minacce del governo, rese pubbliche, sull'imposizione dello "stato di emergenza".


Sappiamo molto bene che cosa ciò significhi. Lo viviamo con l'intensificarsi [del lavoro], maggiori mansioni [dell'esercito], condizioni estreme con un dito sul grilletto.


Ieri ci è stato ordinato di stare attenti e di "tenere gli occhi aperti".


Ci chiediamo: A CHI CI AVETE ORDINATO DI STARE ATTENTI?


Oggi ci è stato ordinato di stare pronti ed in allarme. Ci chiediamo?


VERSO CHI DOVREMMO STARE IN ALLARME?


Ci avete ordinato di stare pronti a far osservare lo stato di ALLARME:


- Distribuzione di armi cariche in certe unità dell'Attica [dove si trova Atene] con l'ordine di usarle contro i civili in caso di minaccia (per esempio, una unità dell'esercito a Menidi, vicino agli attacchi contro la stazione di polizia di Zephiri)


- Distribuzione di baionette ai soldati ad Evros [lungo la frontiera turca]


- Incutere paura nei dimostranti spostando i plotoni nell'area periferica dei campi dell'esercito


- Spostare per protezione i veicoli della polizia nei campi dell'esercito a Nayplio -Tripoli-Corinto


- Il "confronto" da parte del maggiore I. Konstantaros nel campo di addestramento per reclute di Thiva per l'identificazione di soldati con negozianti la cui proprietà è stata danneggiata


- Distribuzione di proiettili di plastica nel campo di addestramento per reclute di Corinto e l'ordine di sparare contro i nostri concittadini se si muovessero "minacciosamente" (nei riguardi di chi???)


- Disporre una unità speciale alla statua del "Milite ignoto" giusto di fronte ai dimostranti sabato 13 dicembre come pure mettere in posizione i soldati del campo di addestramento per reclute di Nayplio contro la manifestazione dei lavoratori


- Minacciare i cittadini con Unità Operazioni Speciali dalla Germania e dall'Italia - nel ruolo di un esercito di occupazione - rivelando così il vero volto anti-lavoratori/autoritario della U.E.




La polizia che spara prendendo a bersaglio le rivolte sociali presenti e future. E' per questo che preparano un esercito che assuma i compiti di una forza di polizia e la società ad accettare il ritorno all'esercito del totalitarismo riformato. Ci stanno preparando ad opporci ai nostri amici, ai nostri conoscenti ed ai nostri fratelli e sorelle. Ci stanno preparando ad opporci ai nostri precedenti e futuri colleghi al lavoro e a scuola. Questa serie di misure dimostra che la leadership dell'esercito, della polizia e l'approvazione di Hinofotis (ex membro dell'esercito professionale, attualmente vice ministro degli interni, responsabile per le "agitazioni" interne), del QG dell'esercito, dell'interogoverno, delle direttive della U.E., dei negozianti -come-cittadini-infuriati e dei gruppi di estrema destra mirano ad utilizzare le forze armate come un esercito di occupazione - non ci chiamate "corpo di pace" quando ci mandate all'estero a fare esattamente le stesse cose? - nelle città dove siamo cresciuti, nei quartieri e nelle strade dove abbiamo camminato. La leadership politica e militare dimentica che siamo parte della stessa gioventù. Dimenticano che siamo carne della carne di una gioventù che sta di fronte al deserto del reale all'interno ed all'esterno dei campi dell'esercito. Di una gioventù che è furibonda, non sottomessa e, ancora più importante, SENZA PAURA. SIAMO CIVILI IN UNIFORME.




Non accetteremo di diventare strumenti gratuiti della paura che alcuni cercano di instillare nella società come uno spaventapasseri. Non accetteremo di diventare una forza di repressione e di terrore. Non ci opporremo al popolo con il quale dividiamo quegli stessi timori, bisogni e desideri/lo stesso futuro comune, gli stessi pericoli e le stesse speranze.




CI RIFIUTIAMO DI SCENDERE IN STRADA PER CONTO DI QUALSIASI STATO D'EMERGENZA CONTRO I NOSTRI FRATELLI E SORELLE. Come gioventù in uniforme, esprimiamo la nostra solidarietà al popolo che lotta e urliamo che non diventeremo delle pedine dello stato poliziesco e della repressione di stato. Non ci opporremo mai al nostro popolo. Non permetteremo nei corpi dell'esercito l'imposizione di una situazione che ricordi i "giorni del 1967" [quando l'esercito greco ha effettuato il suo ultimo colpo di stato].




martedì 23 dicembre 2008

MONETA: ritrovati "solidi" bizantini del VII sec. d.C.




Il sottosuolo di Gerusalemme restituisce un tesoro: recuperate monete di 1300 anni fa
Le monete ritrovate
Eccezionale scoperta in Israele: sotto un parcheggio a ridosso delle antiche mura di Gerusalemme, gli archeologi hanno ritrovato 264 monete della fine del periodo bizantino, ovvero di 1300 anni fa.
Per gli esperti le monete vennero coniate all’inizio del regno di Eraclio, verso il 610 dopo Cristo, prima della conquista di Gerusalemme ad opera dei bizantini. Su un lato compare l’immagine dell’imperatore, sull’altro una croce.

[fonte: http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=89870 ]

FRODE MEDICA: dietro ai paroloni, ignoranza del sistema immunitario

e della biochimica della cellula...

NUOVE CONOSCENZE SUL SISTEMA IMMUNITARIO

di Lino Rossi [fonte: http://www.comedonchisciotte.org/ ]

Riporto alcuni stralci della conferenza che il Dr. Heinrich Kremer tenne il 18 febbraio 2001 a Povo di Trento e l’8 aprile dello stesso anno a Rimini (10).
Da quella conferenza emersero questi fatti:
il rapporto danni/vantaggi della vaccinazione pediatrica di massa è enorme perché i danni sono innumerevoli e pesantissimi, sia a breve che a lungo termine, ed i vantaggi sono pressoché nulli;
la determinazione della causa dell’AIDS è completamente sbagliata; di conseguenza è completamente sbagliata anche la terapia, al punto che è proprio la terapia la principale causa di morte;
la determinazione della causa dei tumori è completamente sbagliata; di conseguenza è completamente sbagliata anche la terapia; “È noto infatti, da ricerche che sono durate anni all'istituto di ricerca oncologica in Germania, che i malati di tumori che vengono sottoposti ai normali cicli convenzionali terapeutici hanno un'aspettativa di vita media di soli 3,5 anni; i pazienti, invece, sempre affetti da cancro, ma che non vengono sottoposti né a chemioterapia né a radioterapia (ma comunque a nessun tipo di terapia convenzionale e non) hanno una sopravvivenza media di 12 anni.” Ovviamente, una volta determinate le cause corrette delle malattie, è banale individuare le corrette terapie, come effettivamente avviene per coloro che non hanno ceduto alla tentazione di avere fede in big-pharma e nei suoi bracci armati: il SSN e l’ordine dei medici. Big-pharma infatti lucra sulle nostre malattie; guai per loro se fossimo in salute.
Da allora né si è avviato un serio approfondimento scientifico delle tematiche proposte, né si è cambiato qualcosa nella pratica clinica. La tecnica di Goebbels risulta sempre vincente.
Gran parte dei guai nei quali incorriamo sono determinati da pessima alimentazione, pessima medicina e pessimo stile di vita. Le vecchie terapie disintossicanti, abbinate ad una alimentazione crudista, soddisfano il requisito fondamentale dell’equilibrio tra immunità cellulare e risposta anticorpale.
La nostra vita è come un fiume. L’argine destro è l’immunità cellulare mentre quello sinistro è la risposta anticorpale. Quando l’argine destro cede si assiste inevitabilmente agli straripamenti; la medicina vera lo rimette in sesto, mentre quella di big-pharma risolve il problema bombardando tutto il territorio con bombe atomiche (radioterapie) e bombe chimiche (chemioterapie). In effetti al cospetto delle bombe che piovono dal cielo le esondazioni sono un problema “minore”. Se non fossimo indottrinati dai media, pagati da noi stessi, questo scandalo sarebbe già risolto da un bel pezzo.
Lino Rossi


pag. 13
Sistema Immunitario
Il sistema immunitario (S.I.) dell'uomo adotta due tipologie di strategie nei confronti delle sostanze estranee. Una cosiddetta del tipo 1 e l'altra del tipo 2.
La prima (tipo 1), quella più antica, è espressa dalle cellule immunitarie T o linfociti T (1) ed è altamente specializzata per difendersi da virus, batteri intracellulari e protozoi (o protisti) che si insediano prevalentemente all'interno delle cellule umane (infezioni intracellulari). L'"arma", che le cellule T utilizzano per eliminare le cellule infettate, è il monossido di azoto (NO): un gas molto diffusibile e particolarmente reattivo, che riesce ad oltrepassare la membrana cellulare e, una volta penetrato all'interno, altera la catena di respirazione dei mitocondri, gli organelli che producono l'energia necessaria per la sopravvivenza e l'equilibrio della cellula stessa.
Dato che il gas NO è particolarmente reattivo (tossico) vi è nell'organismo un delicato equilibrio tra questo gas e le sostanze antiossidanti che devono neutralizzarlo rendendolo così innocuo per le cellule che lo producono.
Nel corso dell'evoluzione, a partire dai vertebrati, comparve una nuova classe di patogeni: i vermi. I vermi sono, in genere, di dimensioni molto più grandi dei parassiti fino ad allora conosciuti ed il sistema immunitario delle cellule T non era in grado di rispondere efficacemente contro agenti microbici della dimensione dei vermi. Si è sviluppata così l'altra strategia di difesa (tipo 2). Attraverso gli anticorpi prodotti dalle cellule immunitarie B o linfociti B (2). Le cellule B reagiscono a sostanze estranee di grandi dimensioni e alle sostanze tossiche (risposta anticorpale). Per esempio, i vaccini che non contengono virus vivi attenuati (come l'antitetanica e l'antipolio Salk), stimolano una risposta anticorpale; mentre i vaccini a virus vivi (come l'antipolio Sabin e l'antimorbillo) stimolano le cellule T per una maggior produzione del gas NO quindi un'intensificazione dell'immunità contro patogeni intracellulari.


I due tipi di meccanismi di difesa (tipo 1 e tipo 2) del sistema immunitario interagiscono profondamente e il corretto funzionamento dipende da questo delicato equilibrio tra immunità

cellulare e risposta anticorpale.


Se vi fosse, ad esempio, uno sbilanciamento verso il tipo 1, a sfavore quindi dell'immunità anticorpale (tipo 2), vi sarebbe il rischio di contrarre malattie auto-immunitarie; mentre, uno sbilanciamento verso il tipo 2 (un maggior numero di anticorpi in conseguenza ad una risposta anticorpale eccessiva) vi sarebbe un maggior rischio di malattie di tipo allergico.
...
pag. 23
Dal 1986, da ricerche fatte su cavie, e dal 1991 si ha la conferma anche per l'uomo, è stato scoperto che esistono due sottogruppi di cellule T che sono note con la sigla CD4. Le cellule CD4 hanno un ruolo decisivo nell'AIDS: i cosiddetti HIV positivo hanno un livello molto basso, insufficiente, di cellule CD4. Nel campo della ricerca dell'AIDS, prima del 1991, non era noto il fatto che le cellule CD4 sono differenziate in due gruppi.
Un gruppo di queste cellule CD4 è quello preposto a generare il monossido di azoto (NO), mentre il secondo gruppo di cellule CD4 non genera monossido di azoto, ma è preposto a stimolare la produzione di anticorpi attraverso la stimolazione delle cellule B (linfociti B). Per questo tipo di cellule denominate Th2 (linfociti T helper 2) si ha una diffusione dal sangue verso il midollo osseo. Questo è anche alla base dell'errore tragico della medicina dell'AIDS, e cioè si riteneva, e si ritiene tuttora, che il livello di cellule CD4 fosse basso perché erano distrutte da un virus. La verità è completamente diversa. I cosiddetti HIV positivi hanno un livello molto elevato di cellule CD4 del secondo tipo.
Questo è anche un motivo per cui le cellule del primo tipo è basso e quindi risulta abbassata anche la produzione di NO. Questo spiega anche il perché queste persone, che hanno un livello molto basso di cellule CD4 del tipo 1, non producono a sufficienza NO e non sono perciò in grado di eliminare dalle cellule infettate qualsiasi agente patogeno, sia esso virus o parassiti (specie funghi). Questo vale anche per i micobatteri che sono gli agenti patogeni responsabili della tubercolosi che s'insediano all'interno delle cellule (patogeno intracellulare). E così si spiega anche il perché delle cosiddette infezioni opportunistiche che sono tipicamente associate all'AIDS; mentre, sorprendentemente, i malati di AIDS hanno, raramente, infezioni di origine batterica (esclusi i batteri intracellulari) proprio perché hanno una buona produzione di anticorpi. Il problema, in questo caso, è la mancanza dell'equilibrio fra cellule CD4 del tipo 1 e cellule CD4 del tipo 2: molto basso il livello di cellule CD4 del tipo 1 ed elevato il livello di cellule CD4 del tipo 2.
La risposta di tipo 1 o 2 dipende direttamente dal livello di glutatione (3) all'interno delle cellule che presentano l'antigene (dendritiche, linfociti B e macrofagi) (4).
Il Glutatione è il principale antiossidante cellulare contenente zolfo. In tutti quelli in cui il test per l'HIV da esito positivo, si evidenzia un calo massiccio del livello di glutatione (5). Da dove deriva questo calo di glutatione?
Il calo di glutatione è direttamente associato ad un eccessivo stress ossidativo delle cellule (ridotto apporto di antiossidanti con la dieta e uso di sostanze ossidanti come le droghe).
Un eccessivo stress ossidativo porta ad uno sbilanciamento immunitario verso il tipo 2 (eccessivo livello di anticorpi e ridotta produzione di NO citotossico). Le cellule ossidate o muoiono o producono proteine dello stress e rigenerative.
Robert Gallo e Luc Montagnier videro, nelle loro colture cellulari (in esperimenti relativi a malati di AIDS) dei fenomeni dovuti all'eccessiva ossidazione e li scambiarono per un retrovirus, l'HIV. Le cellule ossidate possiedono un livello di glutatione ridotto (in termini di reazioni redox) molto basso, e come conseguenza viene inibita la produzione del monossido di azoto citotossico e molte cellule T muoiono. Nella teoria ufficiale HIV/AIDS la morte delle cellule T veniva imputata al retrovirus HIV.
E' noto, dall'inizio degli anni novanta, che allo stress ossidativo non contribuiscono solo i radicali liberi dell'ossigeno (che devono essere ridotti tramite il glutatione), ma anche i radicali di azoto (che si formano dal gas di azoto). La presenza di radicali di ossigeno, di azoto e di altri ossidanti in genere, evidentemente, influisce sulla catena di respirazione della cellula.
Quando si verifica uno spostamento eccessivo verso le cellule di tipo 2, non sono coinvolti solamente gli anticorpi ma anche delle sostanze messaggero, molto importanti per la comunicazione, che sono le citochine.
Oggi si sa che questa dicotomia (cioè questi due tipi di cellule immunitarie T) non vale solamente per le cellule immunitarie; infatti sono solamente un caso specifico. Ai due tipi di cellule CD4 corrispondono anche due configurazioni diverse di queste proteine messaggero addette alla comunicazione: le citochine. Infine, si può considerare un mito la capacità del sistema immunitario di distinguere ciò che è proprio da ciò che è estraneo (esterno).
...
pag. 48
Per un gran numero di tumori è ormai stato documentato e dimostrato che essi si sviluppano con una configurazione di citochine del tipo 2.
Questo non sorprende affatto considerato che le cellule tumorali non sono altro che una regressione verso uno stadio embrionale precoce. Le cellule tumorali acquisiscono delle caratteristiche che sono identiche a quelle delle cellule umane per un periodo molto breve: una o due settimane dopo l'inseminazione. Anche le cellule embrionali nella placenta presentano questa configurazione del tipo 2. Non sorprende quindi affatto che le cellule tumorali hanno questo stato del tipo 2. Questo ha ovviamente delle conseguenze, anche pesanti, per tutte le terapie contro il cancro come la chemioterapia. È noto infatti, da ricerche che sono durate anni all'istituto di ricerca oncologica in Germania, che i malati di tumori che vengono sottoposti ai normali cicli convenzionali terapeutici hanno un'aspettativa di vita media di soli 3,5 anni; i pazienti, invece, sempre affetti da cancro, ma che non vengono sottoposti né a chemioterapia né a radioterapia (ma comunque a nessun tipo di terapia convenzionale e non) hanno una sopravvivenza media di 12 anni.
...
pag. 73
Come è possibile intervenire per compensare questi processi che portano agli squilibri? Innanzitutto è possibile intervenire a compensare stimolando la sintesi delle citochine tipo 1; effetto che può essere ottenuto con la somministrazione di dosi massicce di cisteina (6) (un amminoacido particolare perché contiene zolfo), sostanza naturale sintetizzata (prodotta) dal metabolismo stesso partendo dalla base metionina (sempre un amminoacido contenente zolfo). Negli immunosoppressi, malati di AIDS o chi e affetto da tumore, si somministrano da 3 a 10 grammi (non mg) al giorno. La cisteina è anche un componente di base per il glutatione: responsabile del 90% del lavoro antiossidante di compensazione dello stress ossidativo, a livello mitocondriale.
Nei casi acuti con sintomi clinici, come AIDS, polmoniti ecc., in casi cioè di emergenza, viene somministrato glutatione per via endovenosa, da 2 a 6 settimane, 600 milligrammi (mg) endovena al giorno.
Un altro intervento molto importante è quello del miglioramento del bilancio acido basico dei reni e del metabolismo a livello intestinale. Qui si prevede una somministrazione della glutamina (7) (importante per le cellule cerebrali, per l'approvvigionamento energetico), e quando la catena di respirazione dei mitocondri non funziona perfettamente la glutamina può essere un veicolo per la produzione energetica tramite ossidazione. In particolare, nell'intestino tenue, la glutamina è la principale fonte energetica. Perciò è molto rara anche l'incidenza di carcinomi nell'intestino tenue, contrariamente invece dell'intestino crasso, proprio perché l'intestino tenue provvede al proprio approvvigionamento energetico soprattutto attraverso la glutamina. Questo fatto non era compreso fino a poco tempo fa.
La glutamina può essere sintetizzata a livello epatico (nel fegato) solamente se vi sono sufficienti riserve di cisteina.
Mentre invece, nei pazienti affetti da cancro vi è un abbassamento sensibile di entrambi i livelli, sia della glutamina che della cisteina. Determinati processi provocano un maggiore dispendio di proteine a livello di muscolatura perché le proteine muscolari vengono trasformate in glucosio ad uso delle cellule tumorali, e quando per decenni questi pazienti perdevano peso, anche rapidamente, non si faceva altro che somministrare infusioni di proteine. Queste proteine venivano praticamente riespulse in forma di urea. Il glucosio invece, ricavato da queste proteine somministrate per via endovenosa, veniva direttamente utilizzato dalle cellule tumorali. Dalla metà degli anni novanta, quando finalmente si è capito quali sono le dinamiche in gioco: cosa centra il sistema immunitario, il glutatione, la glutamina, la cisteina, il ruolo del monossido di azoto, nei pazienti con immunosoppressione a livello cellulare (affetti da tumore e anche da sepsi), si sono ottenuti dei successi anche abbastanza sorprendenti somministrando dosi massicce di cisteina e di glutatione a livello endovenoso. Anche contro la cachessia dei malati di tumore, che fino a quel momento, veniva considerata inguaribile. Lo stesso vale per la cachessia dei pazienti malati di AIDS che anch'essa era considerata non guaribile fino a tre anni fa.
È chiaro quindi, quanto sia veramente importante avere compreso la dinamica della biologia cellulare.
I linfociti nel sangue costituiscono dal 20 al 40% dei globuli bianchi (o leucociti ). T (linfociti) deriva da Timo, la ghiandola situata dietro lo sterno dove maturano questi linfociti. I linfociti T si differenziano per i diversi antigeni di membrana in CD4 (helper) e CD8 (suppressor). Vedremo poi che i linfociti helper (CD4), a loro volta, si differenziano in tipo 1 (Th1) e tipo 2 (Th2).
B (linfociti) deriva, secondo gli autori anglosassoni, da Bone marrow (midollo osseo); secondo gli autori italiani da Borsa di Fabrizio, la struttura che negli uccelli produce la differenziazione e maturazione dei linfociti B.
Glutatione. Tripeptide solforato, formato da tre amminoacidi: l'acido glutammico, la cisteina e la glicina. È il principale antiossidante cellulare, necessario per neutralizzare i radicali liberi.
Peterson J. D, Herzenberg L.A. et al. Glutathione levels in antigen-presenting cells modulate Th1 versus Th2 response patterns. Proc. Natl. Acad. Sci USA vol. 95, pp. 3071-76, March 1998.
Buhl R. et al. Systemic glutathione deficiency in symptom-free hiv sieropositive individuals. The Lancet December 2, 1989.
Cisteina. Amminoacido solforato, che si ossida facilmente all'aria dando origine alla cistina. La corteccia surrenale è ricca di cisteina.
Glutamina. Monoamine dell'acido glutammico, derivato dalla reazione dell'acido glutammico con l'ammoniaca. La glutamina, facilmente assimilabile dall'organismo, si ritrasforma nell'acido glutammico nel tessuto nervoso.
http://digilander.libero.it/controinfoaids/zip/atti_Kremer.zip

Lino Rossi


22.12.2008

lunedì 22 dicembre 2008

BANCHE: FIAT MONEY PER L'IRLANDA...



... a spese nostre?





[http://uk.news.yahoo.com/18/20081221/tbs-ireland-to-inject-5-5-billion-euros-5268574.html ]
Traduzione dall’inglese




L’Irlanda inietta 5,5 miliardi di euro per salvare tre banche
Il governo irlandese ha dchiarato domenica che inietterà 5,5 miliardi di euro (7,6 miliardi di dollari) in tre delle principali banche del paese come piano di salvataggio, prendendo una quota di controllo in una delle tre.
Il finanziamento comprende un investimento iniziale di 1,5 miliardi di euro per l’Anglo Irish Bank, che assegnerà ai contribuenti il 75% dei diritti di voto, con l’effettiva nazionalizzazione della banca colpita la settimana scorsa da uno scandalo in materia di prestiti.
Per la Bank of Ireland e la Allied Irish Banks (AIB), due miliardi di euro ognuna con cui il governo assumerà il 25% dei diritti di voto nelle nomine amministrative, ha dichiarato il ministero della Finanza.
L’iniezione di capitale per la Anglo Irish Bank probabilmente avverrà dopo una riunione straordinaria a metà gennaio mentre per AIB e Bank of Ireland entro la fine del primo trimestre del 2009.
Il governo ha incoraggiato AIB e Bank of Ireland ad accedere al capitale privato ma ha detto che si preparerà a fornire ulteriore assistenza.
"Il governo si sta preparando a impegnarsi per ulteriore emissione di capitale di primo livello (core tier1) e sia Allied Irish Banks plc sia Bank of Ireland hanno segnalato un interesse nella sottoscrizione di massimo un importo un miliardo di euro ciascuna” ha affermato il ministro.
Dublino “continuerà a potenziare la posizione di Anglo Irish Bank e renderà maggiore capitale disponibile se richiesto perché continui a essere un’istituzione sana e sostenibile” ha aggiunto.
Il gesto del governo segue alle rivelazioni della settimana scorsa che il presidente ed ex amministratore delegato FitzPatrick non aveva dichiarato un mutuo di 87 milioni di euro dalla stessa banca.
FitzPatrick, amministratore delegato per quasi due decenni prima di diventarne presidente nel 2005, ha rassegnato le dimissioni martedì scorso.
Per un periodo di otto anni fino al 2007, FitzPatrick ha temporaneamente trasferito i mutui contratti presso la AIB presso una società edilizia per non farli figurare nei resoconti bancari alla voce dei mutui degli amministratori.
"Questo trasferimento di mutui non violava nessuna normativa legale o bancaria, ma era inopportuna tuttavia dal punto di vista della trasparenza” ha dichiarato FitzPatrick.
Venerdì il presidente del gruppo Anglo Irish, David Drumm, fa fatto un passo indietro, affermando che le notizie del mutuo nascosto rendevano pertinenti le sue dimissioni.
L’Irlanda è stato uno dei primi paesi a reagire alla crisi globale del credito con uno schema di garanzia illimitata per le banche con responsabilità per rischi di un importo di 485 miliardi di euro.
Interrogato a una conferenza stampa, domenica, se non premiasse in tal modo le attività di credito scriteriate delle banche, il ministro delle Finanze ha risposto: “Anzi al contrario, le teste stanno già rotolando, è molto chiaro.
In quanto ai mutui senza scrupoli, è un nuovo inizio. Dobbiamo praticare attività creditizia corretta, responsabile e per le reali necessità dell’economia. E’ la ragione per cui sono più determinato che mai”.
Il governo ha anche annunciato misure per migliorare il flusso di credito alle imprese e ai cittadini, compreso un aumento del 10% di credito alle piccole e medie imprese, aiuti per i mutui incagliati e ai primi acquirenti.
Il pacchetto comprenderà un nuovo codice per il credito agli affari, oneri più trasparenti e un fondo di 100 milioni di euro per gli investimenti ambientalisti destinati a ridurre l’inquinamento di carbonio dell’Irlanda.
[fonte:http://uk.news.yahoo.com/18/20081221/tbs-ireland-to-inject-5-5-billion-euros-5268574.html ]


Domande: visto che Inghilterra e Irlanda continuano a salvare banche con il fiat money (le loro banche centrali possono ancora emettere moneta), ed essendo le loro banche centrali rappresentate al cda della BCE, non salta agli occhi di tutti il loro margine di manovra in più? Che cosa ci fanno alla BCE? E visto che iniettano capitali per le loro banche, secondo voi, su chi tenteranno di spalmare il debito così creato, oltre che in minima parte sul popolo irlandese, se le loro banche vengono a fare shopping in Europa, poi?

DEFINIZIONI [dal Sole 24 Ore]:

IL TIER 1 CAPITAL: rappresenta la quota più solida facilmente disponibile del patrimonio della banca. Il Tier1 Capital Ratio è dato dal rapporto fra il patrimonio di base della banca e le sue attività ponderate in base al rischio. Il var è il metodo per quantificare il livello di rischio e misura la massima perdita potenziale che ci si attende possa essere generata riguardo uno specifico orizzonte temporale.
IL CORE TIER 1: Indica il Tier 1 Capital al netto degli strumenti ibridi. Ossia alnetto di quegli strumenti finanziari che possono essere emessi dalle banche sotto forma di obbligazioni, certificati di deposito e buoni fruttiferi o altri titoli e sono rimborsati ai sottoscrittori su richiesta dell’emittente con il preventivo consenso della Banca d’Italia.

mercoledì 17 dicembre 2008

TRUFFA MONETA: l'Ecuador indica la via.




ECUADOR: I DEBITI SI ONORANO, L’USURA NO

Gennaro Carotenuto(16 dicembre 2008)
Il governo ecuadoriano presieduto da Rafael Correa ha dichiarato una moratoria unilaterale di 30 giorni sul pagamento del debito estero illegittimo che tuttora strangola il paese. Nel 2005 il Banco centrale dell’Ecuador aveva calcolato che per un debito contratto a partire dal 1976 di 10 miliardi di dollari l’Ecuador aveva già restituito ai creditori 31.4 miliardi di dollari e continuava a stare al punto di partenza, continuando ad essere indebitato per più di 10 miliardi.
L’annuncio è stato dato dalla ministra delle Finanze María Elsa Viteri. Nei prossimi 30 giorni l’Ecuador non pagherà 30.47 milioni di dollari di interessi sul debito a pagarsi nel 2015. Lo stesso era avvenuto tre mesi fa con 30.6 milioni di dollari di interessi sul debito da pagarsi nel 2012. Se da parte degli organismi internazionali il passo compiuto da Quito è considerato l’inizio dell’ingresso dell’Ecuador in una situazione di default, con conseguente sospensione di erogazione di altri futuri prestiti sia pubblici che privati, per il governo di Rafael Correa è la conseguenza di un’azione politica a non pagare più per debiti illegittimi e illegali che sommano al momento la favolosa cifra di 10 miliardi di dollari.
E’ una decisione grave che espone il paese a ricatti da parte degli organismi internazionale ma è anche un passaggio obbligato per la riparazione storica dei danni patiti dal popolo ecuadoriano e verso il ristabilimento della sovranità nazionale violata dal fondomonetarismo e dalla dollarizzazione.
Per Correa è una scelta obbligata che dà la misura della gravità della situazione in un paese dollarizzato, e il presidente ha dichiarato: “Questa decisione mi ha levato il sonno per molto tempo e ho pregato dio per prendere la decisione giusta. Possono farci causa, processi, embarghi. Ci sono rischi enormi in questa decisione e ci sono avvoltoi sia stranieri che locali, dei veri mostri che per questa decisione tenteranno di schiacciare il paese e dare una dimostrazione a tutti gli altri paesi schiacciati da debiti illegittimi che non c’è altro da fare che pagare”. Per il Ministro Ricardo Patiño, “l’Ecuador è preparato a fronteggiare una vera e propria guerra economia dichiarata dagli organismi internazionali e dal sistema finanziario ma quella che dobbiamo realizzare è una riparazione storica nei confronti del popolo ecuadoriano”.
Varie commissioni nazionali e internazionali si sono espresse nel giudicare illegittimo il debito estero dell’Ecuador. Per il CAIC, la commissione di controllo sul debito, il debito estero dell’Ecuador è passato da 214 milioni appena nel 1970, all’inizio dell’epoca fondo monetarista a 17.400 nel 2007. Tuttavia non solo il debito è stato ripagato già tre volte a tassi usurai senza estinguersi ma è stato “uno strumento usato dai creditori per saccheggiare le risorse del paese e sottometterne le politiche alla volontà degli organismi internazionali utilizzando il loro credito per governarne la politica a propri fini”.
Oggi l’Ecuador è il primo paese che sceglie di non pagare per il debito estero invece di non essere in condizione di default, come avvenne per l’Argentina nel 2001 che ancora oggi è trattato come un paria e ottiene credito internazionale solo dal Venezuela.
fonte http://www.gennarocarotenuto.it/
E L'ITALIA? QUANDO AFFRONTERA' LA FRODE DEL SUO DEBITO PUBBLICO?

martedì 16 dicembre 2008

TRUFFA MADOFF: Santander esposto per oltre 2 mld



Assaporatevi questa chicca: Santander esposta per oltre 2,330 milioni in prodotti della truffa Madoff, l’ex presidente della Nasdaq arrestato per la frode di tipo schema Ponzi.

E pensare che il sovrapprezzo che MPS ha messo per acquistare Antonveneta dalla Santander è di 2,4 miliardi….
Sorgono varie ipotesi:
1. Ecco a che cosa sarebbe servito il sovrapprezzo messo da MPS per Antonveneta: a rimborsare le perdite della truffa Madoff cui Santander era esposto (e qualcuno sapeva).
2. Nel contempo un modo di spremere la città di Siena di tutti i suoi contanti a vantaggio di Axa, azionista di minoranza ma oh quanto importante! e Santander.
3. Un modo per fare fallire MPS, eventualmente spremere dagli aiuti di Stato alle banche, ed essere riacquisita, prima nella forma strisciante di una fusione o aumento di azionariato con Axa.
Tutt’e tre le ipotesi insieme o nessuna delle tre. Ma allora cosa?
A noi che Madoff sia stato arrestato, non cambia niente, fino a quando non ci sarà un procuratore a fare i nessi tra i responsabili e le catene degli avvenimenti .
La facoltà di un essere libero pensatore è quello di porsi delle domande, ma gli economisti e i giornalisti PENSANO? Vedendo che NESSUNO s’interroga sulle due cifre sorprendentemente simili, NE DUBITO.
Nicoletta Forcheri

[fonte: http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20081215&fonte=TLB&codnews=639 ]
Madoff: Santander esposto per oltre 2 mld (Teleborsa) - Roma, 15 dic - Santander, primo istituto di credito spagnolo, avrebbe investito 2.330 milioni di euro in prodotti Madoff, la cifra risulta ancora più impressionante se si pensa che supera il volume di investimenti che hanno portato al fallimento della Lehman Brothers.Santander, che rappresenta la seconda banca europea per capitalizzazione, ha dichiarato di aver investito 17 milioni di euro per conto proprio nel settore dei prodotti Madoff. Un’altra delle banche che potrebbe affrontare perdite derivanti da questo tipo di frode è Banesto, anche se la loro esposizione per ora appare “irrilevante”.Sulla borsa di Madrid il titolo Santander perde il 3,06%.
15/12/2008 - 11:38

lunedì 15 dicembre 2008

SVENDITA: gestione dei siti militari e del demanio militare e appalti


[fonte: http://www.forzearmate.org/sideweb/2008/approfondimenti/difesa_081115-441.php ]

ROMA, 14 NOV - 2008
Il senatore del Pd Gian Piero Scanu denuncia in una nota il tentativo della maggioranza di puntare, con un emendamento presentato alla Commissione Difesa, alla costituzione di una societa' privata, la Difesa Servizi Spa, per la gestione dei siti militari e dei beni del demanio militare e gestire cosi' gli appalti del settore, con un giro di affari stimato attorno ai 4-5 miliardi di euro.
L'emendamento e' gia' stato bloccato alla Camera dal presidente Fini che lo ha dichiarato estraneo al provvedimento in cui si voleva inserirlo. Scanu si augura che lo stesso avvenga al Senato. Il senatore del Pd critica in particolare il senatore del Pdl Valter Zanetta per aver ripresentato al Senato, al decreto legge sui prezzi in discussione nella Commissione Lavori Pubblici, un emendamento per la costituzione della societa'.
''Si tratta - spiega - di un blitz gia' tentato dal Pdl alla Camera, dove pero' il presidente Fini ha dichiarato inammissibile l'emendamento perche' presentato, come in questo caso, a un provvedimento totalmente estraneo alla materia''. ''Si tratta - aggiunge Scanu - di un fatto gravissimo nel metodo perche' viene presentato un emendamento che stravolge completamente gli equilibri dello strumento militare eludendo completamente il dibattito nella commissione di merito, cioe' la Commissione Difesa.
Nel merito, perche' si crea una societa', controllata completamente dal ministro della Difesa, che gestirebbe con meccanismi di mercato l'intero patrimonio della Difesa e tutti gli appalti, con un giro di affari enorme''.
(ANSA)

domenica 14 dicembre 2008

A GAZA UCCIDONO ANCHE GLI ALBERI



Eva Bartlett - 14/12/2008
Fonte: [http://andreacarancini.blogspot.com/ ]
“AVEVO PAURA CHE AVREBBERO DISTRUTTO I NOSTRI ALBERI”
Leila indicò verso un albero solitario e una piccola casa su un crinale sopra quello che sembrava essere un terreno sgombro. “Questo era un grande campo”, disse, "pieno di alberi di limetta, di guava e di aranci. Li hanno distrutti, hanno ucciso gli alberi”, spiega, riferendosi alle invasioni israeliane nel corso degli anni. “Pochi giorni dopo aver appreso che i suoi alberi erano stati distrutti, l’uomo che possedeva e custodiva gli alberi è morto”.
Inizia a parlare dell’ultima invasione su vasta scala di Israele, alla fine di Febbraio e nella prima settimana di Marzo, che Israele ha soprannominato “Caldo Inverno”. Durante l’invasione le forze israeliane hanno ucciso almeno 120 palestinesi, e ferito altre centinaia. E’ stata l’invasione durante la quale il vice-Ministro della Difesa israeliano Matan Vilnai ha minacciato i palestinesi di Gaza di un altro “olocausto”, come risposta al lancio, dalla Striscia verso Israele, di razzi fatti in casa.La casa della famiglia di Leila a Jabaliya, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza, si è trovata nel mezzo del massacro. I soldati israeliani se ne sono impadroniti, usando la stanza del piano superiore che sovrasta la strada principale come postazione per i cecchini, da cui bersagliare la gente sottostante. La famiglia è stata rinchiusa in una stanza, sotto la minaccia delle armi, per tre giorni, come spesso è solito fare l’esercito quando invade le zone palestinesi. “Non potevamo cucinare, né scaldare il latte per il mio piccolo, né lavarci per le nostre preghiere. I soldati dicevano che potevamo solo andare al bagno, da soli, ma mi sono rifiutata. Sono una donna, non voglio stare da sola con i soldati”, spiega. Leila dice che le donne si sono lamentate che i soldati non permettevano loro di chiudere la porta quando usavano il gabinetto”.
I soldati israeliani hanno scattato foto umilianti come trofeo ad uno dei suoi fratelli, Ahmad, così come fecero vergognosamente i soldati americani con i loro prigionieri di Abu Ghraib. “E’ stato bendato e ammanettato, con le braccia dietro la schiena e le gambe legate, in mutande. I soldati hanno posato a turno con lui. Uno gli ha messo un vaso di fiori di plastica sulla testa. Un altro voleva soffocarlo. Tutti volevano il proprio turno”.
Leila parla di come sono rimasti tagliati fuori dal mondo esterno, senza avere idea di cosa stesse avvenendo persino nella strada di fronte, senza sapere dove o come stavano i membri della propria famiglia allargata, di quanto brutta fosse l’invasione o quanto a lungo sarebbe durata. Sorprendentemente, quando parla di quando si sente arrivare uno di quei massicci bulldozer israeliani – quelli progettati per distruggere gli edifici – che passano rombando, la sua più grande preoccupazione non era per la propria casa. “Avevo paura che distruggessero i nostri alberi”, dice, riferendosi agli alberi dei limoni, degli aranci, delle guave, degli olivi, delle prugne e dei datteri.Descrive il rumore e la potenza dei bulldozer. “Qualche volta, quando riuscivamo a guardare i bulldozer che si muovevano per la strada, vedevamo le case tremare e ondeggiare, vibrando all’incedere delle macchine”.
Stando sul balcone che sormonta il campo distrutto, Leila torna all’invasione.“Stavamo preparando la colazione. Un drone israeliano volava sopra di noi, come pure degli elicotteri. C’erano molti, molti carri armati nel campo dietro la nostra casa. Lungo quel campo [indicando verso l’albero solitario] c’erano due ragazzi alti, di età scolare, che camminavano verso quell’albero. Noi stavamo qui sul balcone, in questo punto, urlando, urlando ai ragazzi, perché il drone e gli elicotteri sopra di noi stavano lanciando dei missili nella nostra zona. Improvvisamente, uno ha colpito i ragazzi, e abbiamo visto le braccia e le gambe esplodere nell’aria. E’ stato terribile, terribile. Alcuni ragazzi della zona hanno iniziato a cercare di recuperare i frammenti dei corpi che stavano sparsi dappertutto. C’è voluto molto tempo per raccogliere tutti i frammenti.
Come quasi tutti a Gaza, Leila conosce fin troppo bene i droni mortali che occupano lo spazio aereo di Gaza. “Quando i droni esplodono i missili, non puoi scappare. Sono molto precisi. Prima scattano una foto, poi inquadrano il bersaglio e poi sparano. Accade tutto molto velocemente. Quando sono gli elicotteri a bombardare, almeno li puoi vedere e prevedere dove spareranno, puoi correre 10 o 15 metri lontano, o forse puoi scappare”.
La sua famiglia ha visto molta violenza, in particolare durante quella settimana di massacri.“In un altro incidente, un’ambulanza si stava avvicinando alla stessa zona dell’albero”, spiega, di nuovo facendo gesti oltre la propria casa. “L’ambulanza era diretta oltre l’albero, cercando di portarsi dove i feriti avevano bisogno di cure. Anche se l’ambulanza era chiaramente e visibilmente un veicolo di assistenza medica, gli israeliani l’hanno bombardata. Allora è venuto un uomo che stava lì vicino ad aiutare il conducente e anche lui è stato colpito da un missile”.
I palestinesi di Gaza non sono diventati insensibili ai continui massacri; al contrario, ogni uccisione aggrava i traumi già esistenti. “Il mio fratello più giovane, Saed, stava camminando non molto lontano dalla zona che sta lì [indica di nuovo l’albero solitario] quando ha visto un gruppo di giovani, teenager, colpiti e uccisi da un missile. Sebbene questa sia la nostra vita, è rimasto scioccato. Non si può concentrare, non può studiare”.E un albero solitario sta ancora lì dove la terra è macchiata di sangue.In questo articolo sono stati utilizzati degli pseudonimi per proteggere l’incolumità delle famiglie coinvolte.
Eva Bartlett è un’attivista canadese dei diritti umani e una freelancer che ha trascorso otto mesi del 2007 vivendo in Cisgiordania e quattro mesi al Cairo e al valico di Rafah. Attualmente vive a Gaza, dopo il terzo tentativo coronato da successo del movimento Free Gaza di rompere l’assedio di Gaza.
Di Eva Bartlett, dai territori occupati della Striscia di Gaza, [1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://electronicintifada.net/v2/article10022.shtml .

RON PAUL: Gli austriaci avevano ragione



[http://gongoro.blogspot.com/2008/11/gli-austriaci-avevano-ragione.html]
lunedì 24 novembre 2008

Un altro lucido intervento sulla crisi economica in corso del dott. Ron Paul alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, pronunciato il 20 novembre 2008.
Quella di Paul è ormai l'unica voce nel panorama politico americano, e forse mondiale, ad identificare correttamente l'origine della crisi, e ad avvertire di una minaccia che fino ad ora è rimasta confinata nel recinto virtuale di internet: la creazione di un governo mondiale. Digliele Doc!
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Di Ron Paul

Signora Speaker, molti Americani sperano che la nuova amministrazione risolva i problemi economici che stiamo affrontando. Questo probabilmente non accadrà, perché i consiglieri economici del nuovo presidente non hanno maggiore comprensione di come tirarci fuori da questo caos di quanto le precedenti amministrazioni e congressi avessero capito in che modo la crisi è stata determinata in primo luogo.
Tranne rare eccezioni, i membri del Congresso ignorano l'economia austriaca del libero mercato. Per gli ultimi 80 anni, i rami legislativi, giudiziari ed esecutivi del nostro governo sono stati totalmente influenzati dall'economia keynesiana. Se avessero avuto una minima comprensione della spiegazione austriaca del ciclo economico, non avrebbero mai permesso le pericolose bolle che conducono sempre a correzioni dolorose.
Oggi, un'importante crisi economica si sta dispiegando. Nuovi programmi governativi nascono quotidianamente ed ancor di più i piani per il futuro. Tutti sono basati sulla convinzione che siamo in questo caos perché il capitalismo di mercato e la moneta solida hanno fallito. L'ossessione è per maggiore spesa, salvataggi di investimenti sbagliati, più debito ed ulteriore svalutazione del dollaro. Molti stanno dicendo che abbiamo bisogno di una risposta internazionale ai nostri problemi con l'istituzione di una banca centrale mondiale e di una singola valuta fiat. Questi suggerimenti sono soltanto una dose maggiore delle stesse politiche che hanno creato il nostro caos e sono condannati a fallire.
Almeno il 90% della causa per la crisi finanziaria può essere assegnato alla Federal Reserve. È stata la manipolazione del credito, della massa monetaria e dei tassi di interesse a provocare il formarsi delle varie bolle. Il Congresso ha versato benzina sul fuoco con vari programmi e istituzioni come il Community Reinvestment Act, Fannie Mae e Freddie Mac, FDIC e HUD, tutti sostenuti da sentenze aggressive.
La Fed ha ora distribuito quasi 2 trilioni di dollari in prestiti sovvenzionati alle banche in difficoltà e ad altre istituzioni finanziarie. La Federal Reserve e il Ministero del Tesoro si vantano costantemente dell'esigenza della “trasparenza” e della “supervisione,” ma sono tutte solo parole: non vogliono nulla di tutto ciò. Vogliono la segretezza mentre i privilegiati vengono salvati a scapito della classe media.
È inconcepibile che il Congresso possa essere così negligente nel suo dovere. Non fa altro che perdonare l'arroganza della Fed per il suo rifiuto di dirci dove sono finiti i 2 trilioni di dollari. Tutti i membri del Congresso e tutti gli Americani dovrebbero sentirsi oltraggiati che le circostanze possano deteriorarsi a questo livello. Non meraviglia che un numero sempre crescente di americani stia ora richiedendo la fine della Fed.
La Federal Reserve ha creato il nostro problema, tuttavia riesce a guadagnare ancora più potere nella socializzazione dell'intero sistema finanziario. L'intero processo di salvataggio di quest'anno è stato caratterizzato dall'assenza di supervisione, limiti, attenzione, comprensione e buonsenso.
Errori simili furono fatti negli anni 30 ed introdussero l'era del New Deal, del Giusto Accordo, della Great Society e degli economisti supply-side che convinsero i conservatori che i deficit dopo tutto non avevano tutta questa importanza, poiché erano ansiosi di finanziare un costosissimo impero americano finanziato col deficit.
Tutti i programmi dalla Depressione sono stati intesi per impedire le recessioni e le depressioni. Tuttavia tutto quel che è stato fatto è piantare i semi della più grande bolla finanziaria della storia. A causa di questa mancanza di comprensione, la scena è pronta per l'ampia nazionalizzazione del sistema finanziario ed abbastanza probabilmente dei mezzi di produzione.
Anche se è evidente che i keynesiani avevano sbagliato tutto e che l'interventismo e la pianificazione economica centrale non funzionano, i consigli di chi stiamo ascoltando per tirarci fuori da questo caos? Purtroppo, dei keynesiani, dei socialisti e dei sostenitori del grande governo.
Chi viene ignorato? Gli economisti austriaci del libero mercato – proprio quelli che predissero non solo la Grande Depressione, ma anche la calamità che affrontiamo oggi. Se la crisi era prevedibile ed è spiegabile, perché nessuno ha ascoltato? Perché troppi politici hanno creduto che un pasto gratis fosse possibile e che un nuovo paradigma economico fosse arrivato. Ma abbiamo già sentito tutto ciò – come la pietra filosofale che può trasformare il piombo in oro. La prosperità senza lavoro è un sogno antico.
In aggiunta a questo ci sono coloro che capiscono che il potere politico è controllato da chi controlla la massa monetaria. I liberali ed i conservatori, i repubblicani e i democratici sono giunti a credere, come è stato insegnato loro nelle nostre università, che i deficit non hanno importanza e che il compromesso della Federal Reserve che monetizza il debito fosse legittimo e mai nocivo. È vero il contrario. La pianificazione centrale dell'economia è sempre nociva. Inflazionare la massa monetaria e svalutare di proposito il dollaro è sempre doloroso e pericoloso.
Le politiche dei sostenitori del grande governo stanno finendo la benzina. Le loro politiche hanno fallito e continueranno a fallire. Continuare a fare semplicemente ciò che ha causato la crisi difficilmente può fornire una soluzione.
La buona notizia è che gli economisti austriaci stanno guadagnando ogni giorno maggiore consenso e hanno più possibilità di influenzare il nostro futuro rispetto a quante ne hanno avute da lungo tempo.
Il problema di base è che i sostenitori del grande governo necessitano di una banca centrale per pagare furtivamente i suoi conti senza imposta diretta. Stampare i soldi necessari ritarda il pagamento. La riscossione delle tasse rivelerebbe il vero costo del grande governo e la gente si rivolterebbe. Ma il pifferaio sarà pagato e questa è la sostanza di questa crisi.
Ci sono dei limiti. Un paese non può dipendere per sempre da una banca centrale per tenere l'economia a galla e la valuta funzionante con l'accelerazione costante della crescita della massa monetaria. Alla fine le leggi dell'economia travolgeranno i politici, i burocrati ed i banchieri centrali. Il sistema non riuscirà a rispondere a meno che il debito eccedente e gli investimenti sbagliati vengano liquidati. Se si va troppo avanti e lo sperpero selvaggio non viene arrestato, il risultato sarà un'inflazione fuori controllo e sarà necessaria una valuta completamente nuova per ristabilire lo sviluppo e una ragionevole stabilità politica.
La scelta che affrontiamo è infausta: o accettiamo un governo autoritario mondiale che tiene insieme un sistema fallato, o ristabiliamo i principi della costituzione, limitiamo il potere del governo, ristabiliamo una moneta merce senza un sistema di riserva federale, rifiutiamo il governo mondiale e promuoviamo la causa della pace proteggendo la libertà ugualmente per tutte le persone. La libertà è la risposta.


sabato 13 dicembre 2008

BUON COTECHINO (IRLANDESE) A TUTTI


DI ENRICO GALOPPINI [cpeurasia]
[fonte scheda: www.comedonchisciotte.org]
Un’altra spettacolare invenzione della propaganda per accelerare la costituzione degli “Stati Uniti d’Europa”?
Sarà che mi sono abituato a pensare male di tutto quel che esce da tv e giornali, ma questa storia della carne irlandese alla diossina mi convince poco. Mi ricorda le storie della Mucca pazza, dell’Aviaria, della Sars ecc. Tanto rumore per nulla. O meglio, per danneggiare l’economia di un Paese “scomodo” o “ribelle”.
Non sarà che questa “diossina” viene trovata nelle carni irlandesi perché… la maggioranza del popolo irlandese, il 12 giugno 2008, ha votato NO al referendum sulla ratifica del Trattato di Lisbona mettendosi di traverso ai piani degli euroburocrati?
Ricordate le dichiarazioni infuocate contro l’Irlanda? Erano tutti con le bave alla bocca. In ‘nostri’ politici giunsero a dire che era inammissibile veder bloccato tutto per il rifiuto di un solo Paese: eppure, quando una sola Polonia, o un solo Paese baltico hanno preso posizione in senso antirusso, questi professionisti delle “questioni di principio” non hanno trovato nulla da eccepire.
Immediatamente dopo quell’evento “catastrofico” venne detto che gli irlandesi avrebbero DOVUTO votare di nuovo[1]. E che cosa è successo nel frattempo?
Il 15-16 ottobre, in una seduta straordinaria del Consiglio d’Europa, è stato fissato che per dicembre (le sedute ordinarie sono a giugno e a dicembre) il Primo ministro irlandese venisse a relazionare presso il medesimo organismo dell’UE sul tema “trovare una soluzione”, ovvero come convincere i “cattivi” irlandesi della convenienza ad accettare il Trattato di Lisbona[2].
Si tenga presente che l’Irlanda è l’unico Stato membro dell’UE tenuto ad indire, in base alle proprie leggi, un referendum sul Trattato. E, udite udite, questi mattacchioni d’irlandesi votarono no anche al referendum sul Trattato di Nizza (2001).
C’è poi da aggiungere che in Irlanda il settore agricolo, con quello della pesca (ormai quasi distrutto dalle direttive dell’UE), è praticamente l’unico settore dell’economia nazionale ad essere controllato dall’interno. Che l’obiettivo sia quello di ridurre l’Irlanda alla dipendenza dalle multinazionali nord-americane, dai sussidi europei e magari a miti consigli sulla questione degli OGM? È infatti utile ricordare come la “diossina” riguardasse dei “mangimi contaminati”, e a proposito di OGM è il caso di notare che l’Irlanda, tra le questioni “non negoziabili” per l’accettazione del Trattato di Lisbona, pone un “no” secco sulla questione dell’aborto. Un Paese fortemente cattolico, col fiato sul collo di chi svolge politiche rigorosamente anticattoliche, o meglio antinaturali, pensando di arrogarsi la facoltà “sovrumanista” di “creare” (Monsanto=Monte Santo=Sion).
Ma torniamo agli eventi che hanno preceduto la “scoperta della diossina”.
Capita l’antifona (in sede europea si sono messi a creare problemi anche a Ryan Air), il 27 novembre una sub-commissione del Parlamento irlandese ha stabilito che “non ci sono ostacoli giuridici al fatto che in Irlanda si svolga un secondo referendum sul Trattato di Lisbona”. E questa volta, gli irlandesi “sceglieranno bene”…[3]. “Ireland has promised to find a solution by the end of the year” [L'Irlanda ha promesso di trovare una soluzione per la fine dell'anno]”[4]. Mentre si vocifera che il secondo referendum si terrà ad ottobre 2009, dopo le elezioni europee e prima del termine del mandato del Presidente della Commissione Europea, il portoghese Barroso (il Portogallo è uno dei pochi Paesi dell’UE che ha ammesso gli OGM, ed è fedelissimo della “perfida Albione”).
È questa scadenza di fine anno sui “buoni propositi” che il Governo irlandese deve dimostrare al Consiglio d’Europa che mette la pulce nell’orecchio. Non sorprenderebbe affatto che la “scoperta” della diossina nelle carni irlandesi fosse una forma di pressione, utilizzando l’arma della “guerra alimentare”. C’è da scommettere che se il Primo ministro irlandese esporrà “buoni propositi”, all’improvviso i maialini irlandesi scoppieranno di salute.
La prima conferma del dubbio la ricaviamo da una notizia d’agenzia dell’11 dicembre: “L’Irlanda è pronta a un nuovo referendum, nell’ottobre 2009, sul trattato di riforma dell’Ue. Lo rende noto una bozza del documento preparato per il Consiglio Europeo che comincia oggi. “Il governo irlandese si è impegnato a cercare la ratifica del Trattato di Lisbona entro la conclusione del mandato dell’attuale Commissione”, si legge nel testo. L’Irlanda, dove gli elettori bocciarono il trattato di riforma a giugno, è costituzionalmente tenuta a ratificare il testo tramite voto popolare, mentre gli altri 26 Paesi membri dell’Ue lo hanno ratificato, o lo stanno facendo [la Rep. ceca], tramite con [sic] il voto in Parlamento”[5].
Ci sono anche alcuni particolari significativi in questa vicenda. Le carni “contaminate” risalgono a settembre, ma le si “scopre” l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata (un regalino per la Festa alla cattolica Irlanda?), pochi giorni prima della relazione del Primo ministro irlandese presso il Consiglio d’Europa: le partite di carne irlandese sequestrate in queste ore in Italia erano state acquistate a novembre, quando l’allarme non era ancora stato diffuso[6].
Ad aumentare i dubbi su ciò che sta realmente accadendo, c’è il comportamento del Governo italiano, che dà l’impressione – per bocca di un ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Luca Zaia (che è uno che conosce il settore, non un Pecoraro Scanio infarcito di “ideologia”) - di non calcare troppo la mano, come se volesse far capire che si tratta di un falso allarme.
Che poi anche l’Irlanda si sia messa a collaborare segnalando all’UE di aver venduto una serie di “lotti a rischio” non significa che il problema esista, ma ciò potrebbe rientrare nel quadro di una “negoziazione” sulla questione dell’approvazione del Trattato di Lisbona. Tuttavia, per il momento, la “buona volontà” non viene premiata (lo schema è noto: non si fa mai “abbastanza”): Bruxelles ha detto di no alla richiesta di aiuto per il settore chiesto dal governo irlandese, che con coerenza, se proprio diossina deve “esserci”, chiede un sussidio secondo le normative stabilite dall’appartenenza all’UE.
Ma in tutta questa vicenda resta un fatto davvero inspiegabile. Esistono ditte di ogni Paese dell’UE che a causa dell’allarme suscitato da questa “scoperta” subiscono danni economici considerevoli. Si pensi alle ditte produttrici di cotechini. Ma l’unica cosa che riescono a dire suona così: “Le carni che usiamo sono tutte controllate e certificate; non ci sono motivi per allarmarsi”. E la stessa cosa ripetono i vari organi ministeriali, risultando, per la verità, convincenti. Al punto che viene da chiedersi il perché di tanto rumore per nulla. Anzi, lo spettatore del tg penserà che il produttore di cotechini cerca di convincerci che la sua merce è buona per limitare un danno economico. Ma un produttore che serve catene di supermercati, che è dunque un “imprenditore di successo”, non sarà certo uno sprovveduto come lo spettatore medio del tg. Possibile che non gli venga mai qualche ‘cattivo pensiero’?
Ora, se anche gente che ha qualche mezzo in più della media per comprendere il mondo in cui viviamo non trova di meglio che convincere della bontà dei propri cotechini senza sollevare alcun dubbio su un’ipotetica manovra contro l’Irlanda del tipo che abbiamo descritto, e perciò accetta supinamente un danneggiamento della propria attività giustificato con pretesti assurdi, significa che anche questi “imprenditori di successo”, tanto bravi nel fare affari, sono degli sprovveduti per quanto riguarda la propaganda politica. Eppure, un imprenditore dovrebbe conoscere l’arte della pubblicità, e la propaganda politica funziona più o meno allo stesso modo.
Allora forse le cose stanno in un altra maniera. Gli “imprenditori di successo” sono uomini di mondo, e pur di non incappare in qualche guaio peggiore, magari causato dagli stessi che adesso “scoprono” la diossina nelle carni irlandesi, preferiscono non mettersi di traverso all’euroburocrazia, sempre utile quando si tratta di beccarsi fondi europei e fare affari in Europa.
E a questo punto, Buon cotechino a tutti!
Enrico GaloppiniFonte: http://cpeurasia.orgLink: http://cpeurasia.org/?read=1597312.12.08
NOTE
[1] http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=773444&canale=ORA&articolo=UE/LISBONA:%20DUBLINO%20NON%20ESCLUDE%20UN%20SECONDO%20REFERENDUM[2] “Il Consiglio europeo ha ascoltato l’analisi del Primo ministro irlandese sul referendum in Irlanda per il Trattato di Lisbona e ha deciso di trattare nuovamente la questione a dicembre, allo scopo di definire le condizioni per una soluzione e la via da seguire per il 2009”. http://www.ue2008.fr/PFUE/lang/it/accueil/PFUE-10_2008/PFUE-16.10.2008/conclusions_conseil_europeen[3] http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2008/11_novembre/27/ue_lisbona_per_parlamento_dublino_via_libera_a_nuovo_referendum,17018334.htm[4] http://euobserver.com/9/26565[5] Fonte AGI, Bruxelles - 11 dic. 2008: http://it.notizie.yahoo.com/9/20081211/twl-trattato-ue-irlanda-votera-di-nuovo-e497199.html[6] http://torino.repubblica.it/dettaglio/Diossina-sequestrata-carne-dellIrlanda/1560238?ref=rephp

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